21/07/2022
Il record di salita sull'Alpe d'Huez è di Marco Pantani, che ha impiegato 36 minuti e 50 secondi per scalare i 22 tornanti disseminati in 13 chilometri e 800 metri di una delle più mitiche ed entusiasmanti montagne, simbolo del ciclismo internazionale e fiore all'occhiello dei Tour de France. Ed è un record che perdura da oltre 25 anni e che resterà intoccato almeno fino al prossimo visto che la 13a tappa della Grande Boucle 2022 con l'arrivo sulla vetta alpina, ha visto lontanissimi gli attuali campioni che si sono dati battaglia: Tadej Pogacar e Jonas Vingegaard.
Per comprendere l'impresa epica del ‘Pirata' basti rivedere i due scatti imperiosi fatti durante l'ultima ascesa della 13a tappa di questo Tour da parte di Pogacar, lo sloveno che avendo perso la maglia gialla ha fatto di tutto per riprendersela. Due rasoiate che hanno tagliato le gambe a tutti, tranne a Vingegaard sempre incollato a ruota, pur faticando. Due fucilate all'8% di pendenza media su cui solo i fenomeni della scalata possono pensare di fare la differenza. Eppure, anche Pogacar, il "cannibale" dell'era moderna del ciclismo professionista non si è minimamente avvicinato ai tempi epici di Pantani.
Giovedì 14 luglio, Pogacar ha provato a scaricare tutta la propria rabbia e potenza sui pedali prima a 10 chilometri dall'arrivo, poi ci ha riprovato ai 5, infine ha dato fondo a tutte le proprie energie nel rush finale nella volata al traguardo. Risultato? Una scalata conquistata "solamente" dopo 39 minuti e 8 secondi – come sottolinea Eurosport evidenziando un confronto impari. Un abisso rispetto a Pantani che, rapportato allo sloveno si è confermato – e non c'erano dubbi – di un'altra pasta. Il Pirata a distanza di 27 anni ha rifilato al campione della UAE – vincitore degli ultimi due Tour – ben 2 minuti e 18 secondi, ha ancora – virtualmente – vinto per dispersione, senza rivali con la sua unica pedalata in pendenza a mani basse sul manubrio e mulinando come nessuno mai, rapporti impossibili.