28/01/2024
Lettera al Prefetto di Teramo, al Ministro dell’Interno, al Presidente del Consiglio dei Ministri
A Roseto degli Abruzzi sembra che il Sindaco nemmeno legga i giornali
Il Comune di Roseto ha discusso un Piano regolatore (Pan) per una riserva che intanto ha cambiato assetto territoriale.
La legge regionale del 2005 aveva dato al Comune 90 giorni per il Pan. Ne sono passati 7.000 ed ora in Comune si discute su un Pan per una riserva che nel frattempo ha radicalmente cambiato perimetro. In Comune stanno valutando il Piano regolatore per il perimetro precedente, parlano con i fantasmi.
ASSURDO. Hanno aspettato 7.000 giorni, quando la legge gliene dava 90.
Quando si dice chiudere la stalla dopo che i buoi sono scappati.
E intanto per 7.000 giorni, 19 lunghissimi anni, sono stati massacrati i colognesi della popolazione rurale, gli agricoltori, chi ha terreni, chi abita in campagna.
In Comune i nostri politici, che stanno lì grazie al supporto di Azione di Calenda, vivono nel passato, stanno valutando un piano regolatore fatto per una riserva che non c’è più in quella forma, giocano, fanno i capricci, però intanto stanno prendendo lo stipendio, consumando riscaldamento, rimandando cose importanti. E IO PAGO!!
In realtà con la tipica protervia delle sinistre, Azione a Roseto nega la democrazia, non rispetta il voto dell’assemblea regionale.
Oppure il signor Sindaco fa un capriccio e allora spreca i soldi nostri per perdere tempo con documenti inutili.
E’ ormai improcrastinabile che lo Stato vada a vedere cosa succede nel Comune di Roseto. Quali vincoli e condizionamenti ha il Sindaco per arrivare ad un comportamento così assurdo, alla pagliacciata di un esame di un piano regolatore per una riserva che ha radicalmente cambiato assetto.
E’ come se il Comune di Roseto fosse diventato uno strumento in mano ad un gruppo di verdi che fanno campagna elettorale.
Alla luce di quanto esposto nella lettera che segue, già inviata al Prefetto e al Ministro, ci si domanda se non ci possano essere sotto condizionamenti e ricatti che rendono impossibile la gestione del Comune nell’interesse dalla cittadinanza.
La lettera che segue, al Prefetto e al Ministro, è stata pubblicata come post su Facebook e in 2 giorni ha avuto 900 like e 90 condivisioni.
C’è una forte richiesta della popolazione abruzzese alle Istituzioni perché si faccia chiarezza sulla gestione del secondo Comune della provincia di Teramo.
Lettera al Prefetto di Teramo e al Ministro dell’Interno
Il Comune di Roseto degli Abruzzi va commissariato?
Con la presente domando se il Sindaco, la Giunta e il Consiglio NON siano più nella condizione di operare con un giudizio scevro da condizionamenti??
Mi domando cosa sia successo per arrivare a:
- dare carta bianca ai palazzinari del mare, proprio nelle aree naturalisticamente più preziose della costa teramana. Infatti il Comune ha voluto togliere dalla riserva una gran parte della fascia costiera, che è proprio dove sta l’uccelletto fratino e la tartarughina. La riserva era nata proprio per tutelare quell’area. Poi il Comune, venuta meno la riserva, ha autorizzato la costruzione di alberghi e palazzine dove avrebbero dovuto esserci alcuni tra gli ultimi prati e dune della costa teramana. Saranno devastati sotto una colata di cemento gli ultimi prati e dune sul mare. Con un guadagno di orientativi 5 milioni di euro per un imprenditore locale che ha ringraziato sui giornali il candidato Consigliere regionale di Azione Enio Pavone, capo della Commissione urbanistica ed ex Sindaco, per avergli tolto i terreni dalla riserva e resi edificabili.
- Il Comune ha autorizzato e sostenuto il nuovo porto privato, con fondi pubblici, devastando l’ecosistema della foce del Vomano, con il proprietario dei posti barca che è il SUOCERO DEL SIGNOR SINDACO. Nelle zone molto antropizzate com’è la costa teramana gli alvei e le foci dei fiumi sono le ultime zone rimaste integre. Con il nuovo porto privato si arricchiscono i pochi privati proprietari dei posti barca, come il SUOCERO DEL SIGNOR SINDACO (da poco deceduto). Con i soldi pubblici, 3-4 milioni di euro, si costruisce il nuovo porto e si devasta irreparabilmente uno degli ultimi ecosistemi integri della provincia. Ed inoltre il nuovo molo, una spaventosa colata di cemento sul mare e la costa, può impedire il deflusso delle acque in caso di onde di piena improvvise causate ad esempio da una rottura di una diga naturale in montagna. La massa d’acqua che non può defluire potrebbe invadere Roseto sud e fare un disastro.
- il Comune ha bloccato la costruzione dell’ultimo tratto della superstrada Teramo Mare, con un effetto catastrofico per il traffico, con il sacrificio di pendolari e turisti, per agevolare pochi privati. La superstrada collegherebbe le uscite autostradali da Roma e da Milano/Bologna/Brennero con la costa, l’Anas ha stanziato 180 milioni di euro. Il Comune ha fatto di tutto per impedire la costruzione dell’ultimo tratto della superstrada Teramo Mare, perché avrebbe attraversato i terreni di alcuni privati che evidentemente sono intoccabili. Il Sindaco ha anche coinvolto il Presidente della Provincia in una mobilitazione contro la superstrada. il Comune ha addirittura fatto la proposta forsennata di spostare la superstrada accanto al fiume Tordino. Si sarebbe così annientato anche l’ecosistema del Tordino. Questa scelta comporterebbe però troppi rischi idrogeologici (oltre allo scempio ambientale) e pertanto è stata bloccata dall’Anas. Alla fine la proposta del Comune sarebbe di spostare di qualche centinaio di metri il tracciato della superstrada verso monte, basta che non attraversa i terreni degli intoccabili. E intanto migliaia di pendolari tra la costa e Teramo o L’Aquila, e centinaia di migliaia di turisti impiegano mezz’ora di più, sotto il sole, incolonnati, con un danno immenso ed incalcolabile per la salute delle persone e l’economia della provincia. Una politica così iperclientelare ha dell’incredibile.
In tutti questi casi se ci fossero stati a Roseto dei veri ambientalisti sarebbero insorti, avrebbero fatto le barricate contro i palazzinari del mare e contro la devastazione dei due fiumi che attraversano il territorio comunale, gli ultimi ecosistemi integri.
Invece i sedicenti “ambientalisti” nostrani zitti.
Però si mobilitano (marce, proclami, conferenze, raccolte firme) contro la riforma della riserva fatta dalla Regione, pretendono che sulla strada statale benzinai e capannoni e case siano riserva, massacrando agricoltori e popolazione rurale. Vogliono che le colline abbiano non solo la tutela del piano paesaggistico, che impedisce ogni speculazione, ma anche l’ingiustificato vincolo di riserva naturale. Con la gestione dell'Ente riserva arriverebbe uno stipendificio e un feudo, un immenso, assoluto potere sulla popolazione vittima.
Ed invece di fronte agli scempi ambientali perpetrati dal Comune i sedicenti "ambientalisti" nostrani non si mobilitano, niente, va bene così.
A livello istituzionale andrebbero approfonditi questi aspetti, se ci può essere una specie di scambio sottobanco tra il silenzio dei verdi e dei sedicenti “ambientalisti” nostrani sugli scempi ambientali del Comune e la richiesta dei sedicenti “ambientalisti” nostrani di gestire l’Ente riserva, un vero e proprio feudo, che consentirebbe oltre allo stipendificio anche un totale potere sulla popolazione rurale vittima della riserva.
Andrebbero anche chiarite le vicende dei palazzinari sul mare, e poi del nuovo porto privato e del SUOCERO DEL SIGNOR SINDACO, ed inoltre del blocco dell’ultimo tratto della Teramo Mare.
In queste condizioni la Giunta sembra troppo ricattabile e NON può amministrare una città così importante come Roseto con eventuali simili pressioni.
In attesa delle ormai inevitabili indagini sembra necessario l’immediato Commissariamento del Comune di Roseto. Anche perché bisogna subito fermare la speculazione dei palazzinari del mare che annienterebbe sotto una immensa colata di cemento, in modo irreversibile, una delle aree preziose della costa. Poi bisogna IMMEDIATAMENTE bloccare i lavori del nuovo porto privato, salviamo la foce del fiume Vomano dalla colata di cemento, salviamo uno degli ultimi ecosistemi integri della provincia, salviamo Roseto sud dal rischio inondazioni e strage. Ed inoltre va sbloccata la situazione della Teramo Mare. In provincia di Ascoli c’è da 40 anni la superstrada col mare. Qui da noi non si riesce a fare per la politica ultraclientelare del Comune di Roseto che per difendere una decina di privati “amici” che non vogliono che la superstrada tagli i loro terreni sacrifica un’intera provincia, decine di migliaia di pendolari, centinaia di migliaia di turisti, lo sviluppo economico e turistico di Cologna.