01/06/2026
Under 14 gold: weekend da incorniciare!
Beh, chiudere un’annata agonistica con uno splendido successo al torneo di Trento è davvero tanta roba, credetemi!
Quello appena concluso è stato uno dei tornei più belli e intensi a cui abbia assistito (e qualcuno ormai l’ho visto...). Ma quando hai a che fare con ragazzi di 14 anni educati, rispettosi e ben guidati, sia dai genitori sia dagli allenatori, anche la stanchezza accumulata in questi giorni passa decisamente in secondo piano.
L’organizzazione, vista la quantità impressionante di squadre partecipanti, dagli Aquilottini di 9 anni fino agli Under 17, ha dovuto letteralmente conquistare l’intera provincia di Trento. Palestre sparse un po’ ovunque, alberghi distribuiti qua e là e noi costantemente in viaggio tra palestra, mensa, albergo. A un certo punto il navigatore è diventato il nostro migliore amico e qualcuno iniziava a salutare i cartelli stradali come vecchi conoscenti! A parte questo piccolo inconveniente logistico, però, tutto è filato liscio come l’olio.
Il nostro esordio è arrivato a un orario decisamente insolito per noi: sabato alle 12.00 contro il Pergine. Forse la prospettiva del pranzo imminente ha dato una marcia in più ai ragazzi, che fin dalla palla a due hanno mostrato concentrazione e determinazione. Vittoria netta per 76-37 in una partita sempre sotto controllo, con tutti i nostri atleti protagonisti e capaci di dare il proprio contributo.
Finita la gara, trasferimento lampo all’Arcivescovile per il pranzo e subito dopo nuova partenza in direzione Gabbiolo per la seconda sfida della giornata. Avversario di turno il Cus Verona, che i nostri ragazzi hanno affrontato con la stessa intensità mostrata nella partita precedente. Risultato finale: 74-23, con ampie rotazioni che hanno permesso a tutti di accumulare minuti ed esperienza. A quel punto il programma prevedeva l’ennesimo spostamento giù in città verso la mensa per la cena e, finalmente, il meritato ritorno in albergo. Eravamo tutti decisamente provati dalla maratona della giornata, ma anche molto soddisfatti: due vittorie, tanto gioco di squadra e la sensazione che il torneo stesse prendendo la direzione giusta.
Una bella dormita rigenerante ci ha accompagnati alla mattinata di domenica. Alle 10.30 era in programma quello che, sulla carta, rappresentava l’ultimo ostacolo prima della probabile finale. In realtà la partita è iniziata con mezz’ora di ritardo. Il motivo? I nostri avversari, il San Giorgio di Piano di Bologna, hanno sbagliato palestra. Del resto, con il continuo pellegrinaggio tra alberghi, mense e impianti sportivi sparsi per la provincia, era quasi inevitabile che prima o poi qualcuno finisse nel posto sbagliato!
Quando finalmente i felsinei sono arrivati, si sono cambiati in fretta e furia e, mentre li osservavamo da lontano, ecco comparire una figura che non passava certo inosservata. Chi era? Nientemeno che “Gus” Binelli! Sono sicuro che molti appassionati se lo ricordano bene: 2 metri e 15 centimetri di altezza, storico giocatore della Virtus Bologna e della Nazionale italiana negli anni ’90. Un autentico gigante che, per l’epoca, rivoluzionò il ruolo del pivot grazie a una mobilità e a una tecnica fuori dal comune. Vederlo dal vivo fa ancora un certo effetto, soprattutto per chi è cresciuto guardandolo giocare. Da circa quindici anni ha scelto di dedicarsi all’insegnamento del basket ai più giovani, mettendo a disposizione la sua enorme esperienza e trasmettendo ai ragazzi tutto il patrimonio tecnico e umano accumulato in una carriera di altissimo livello. Un vero mito, dentro e fuori dal campo. Ma “Gus” o non “Gus”, i nostri vigorini non hanno certo fatto sconti e, soprattutto, non si sono lasciati intimorire dalla sua presenza (anche perché Gus è davvero un pezzo di pane!).
I ragazzi sono entrati in campo con la giusta determinazione e hanno saputo lottare su ogni pallone. La partita è stata equilibrata soltanto nelle fasi iniziali, ma con il passare dei minuti la nostra squadra ha preso sempre più fiducia e, nel secondo tempo, ha decisamente cambiato marcia. Alla sirena finale il tabellone recitava 59-38 per noi, risultato che premiava una prestazione solida e convincente da parte di tutto il gruppo.
A quel punto è iniziata l’attesa dei verdetti, tra classifiche, differenze canestri e calcoli degni di un ragioniere sotto esame. Alla fine, però, è arrivata la notizia che tutti speravamo di sentire: secondo posto conquistato e pass staccato per la finalissima!
Ad attenderci c’era la prima classificata del torneo, la Virtus Venezia. Prima della grande sfida, però, tappa obbligata all’Arcivescovile per il pranzo. Poi una meritata pennichella all’ombra dei pini della splendida location e, infine, il breve trasferimento verso il campo di gioco per l’ultimo atto del torneo.
Come in tutte le finali che si rispettino, un pizzico di tensione aleggiava nell’aria. E si è visto subito: nei primi minuti si è segnato con il contagocce e gli errori, da entrambe le parti, si sono sprecati. Insomma, più che una gara di basket sembrava una gara a chi riusciva a gestire meglio l’emozione. La Virtus Venezia, poi, non era certo quella incontrata durante il campionato. Nelle due sfide precedenti avevamo ottenuto vittorie piuttosto nette, ma a Trento si è presentata una squadra diversa soprattutto più determinata e decisamente più competitiva. A trascinarla c’era un giovanissimo talento del 2014, Mekem, che ha dimostrato qualità davvero notevoli. È stato spesso lui a fare la differenza per i veneziani con giocate di grande personalità. Se continuerà a crescere tecnicamente e fisicamente, siamo certi che sentiremo ancora parlare di lui. Non sarebbe sorprendente vederlo presto finire sotto l’occhio attento della Reyer.
Tornando alla partita, la finale è stata bellissima proprio perché è rimasta in equilibrio dall'inizio alla fine. A una fiammata veneziana rispondeva puntualmente una reazione coneglianese; quando sembrava che una delle due squadre potesse prendere il largo, l'altra trovava sempre le energie per ricucire lo strappo. A rendere ancora più speciale l'atmosfera ci ha pensato il tifo incessante degli Aquilottini Ducks presenti anch’essi al Torneo, arrivati per sostenere i loro amici più grandi in questa finalissima. I loro cori e il loro entusiasmo hanno fatto da splendida colonna sonora alla partita. Un ringraziamento speciale va a Max Trabucco e ai genitori che li hanno accompagnati. Con tutto quel baccano sugli spalti, sembrava quasi di essere a una finale di Eurolega! Eppure, nonostante il caloroso sostegno dei bimbi, nessuna delle due squadre è riuscita a mettere le mani sul trofeo prima del tempo.
Alla fine, il punticino che ci ha consegnato il titolo non è arrivato per caso né per fortuna. È stato il premio per il lavoro, il sacrificio e la voglia di lottare messi in campo da tutti i ragazzi durante l'intero weekend. Ognuno ha portato il proprio mattoncino: chi con un canestro importante, chi con una difesa decisiva, chi con un rimbalzo fondamentale e chi semplicemente con l'energia e l'entusiasmo trasmessi ai compagni. Quando la sirena finale ha decretato la vittoria della Vigor, l’esplosione di gioia anche di Nicola Zuliani e Luigi Pagnelli, è stata la naturale conseguenza di un percorso praticamente perfetto. Un successo meritato, costruito partita dopo partita, senza scorciatoie e con grande spirito di squadra. Per questo, al di là del trofeo alzato al cielo in un BTS Arena straripante, la soddisfazione più grande è stata vedere questi ragazzi crescere, aiutarsi e divertirsi insieme. Il primo posto è stato il giusto premio per una squadra che, dentro e fuori dal campo, ha dimostrato di meritarlo fino in fondo.
Forza Vigor!
Catta