17/03/2024
IL PAGELLONE DEI PLAYOFF
OTTAVI DI FINALE, GARA 3: ABC 63 – P.P. TREVIGIANA 54
Cari Amici, Simpatizzanti e Tifosi,
Si conclude fra gli allori e molta birra il primo turno di playoff 2024 per i ragazzacci della Conegliano da bere. Un avversario di pregio, la Associazione Sportiva Dilettantistica Premiata Pallacanestro Trevigiana (quanto c***o vi sarà costata l’insegna fuori dalla sede sociale?) a darci, per tre gare consecutive, filo da torcere, matasse da sbrogliare, ma soprattutto molte molte mazzate.
Nonostante questo alla fine di una serie da extrasistole per Coach Maschietto, i nostri portano a casa il 2-1 e staccano il meritato biglietto per i quarti di finale.
Dopo una Gara 1 di inatteso gran livello e una Gara 2 in trasferta su cui è preferibile stendere un pietosissimo velo e di cui non parlerò affatto - grazie anche al gradito fatto che non ero presente -, i nostri eroi partono in Gara 3 con ritmi d’assalto da reparto geriatrico per poi crescere in un’obnubilante pressione difensiva e sprazzi di gioco corale offensivo che in pochi ormai speravano di vedere (di sicuro non io e probabilmente nemmeno Coach Maschietto), soprattutto mantengono la calma quando gli avversari cercano di buttarla sulla scaramuccia per poi riprendere il largo nei minuti finali. A tratti ho pensato che potevamo persino sembrare gente che sa giocare a basket.
Ma veniamo al punto e parliamo degli eroi di Gara 3:
Filo BREDA: relativamente sulle sue in Gara 1, in Gara 3 torna a tirar fuori costanza offensiva e difesa asfissiante. Soprattutto arriva in Gara 3 la grande scoperta che cambierà la vita nel gioco corpo a corpo del nostro guascone in scarpette da danza: ha i gomiti. Ecco, il gemito di disagio nell’accentuare i contatti subiti, quello magari anche no, però il ragazzo si sta facendo le ossa. Meglio tardi che mai.
Dome FORLICO: purtroppo la versione “Masters of the Universe” vista in Gara 1 è pratica archiviata e in Gara 3 l’idea di far canestro con percentuali dignitose torna ad essere un lontano miraggio. Però tutto il resto del repertorio è da cappello: difesa, rimbalzi, assist e rubate, insieme al contagioso spirito spartano, ne fanno uno dei protagonisti dell’agognata vittoria. Da segnalare il cazziatone a Dalla Val durante la sospensione in cui fa antecedere ogni badilata di sterco dalla frase “siamo d’accordo sul fatto che…?”, vincendo a mani basse il premio “Casa Vianello 2024” per la miglior interpretazione femminile.
Pistolero DALLA VAL: In Gara 1 come in Gara 3 ci regala certezze. Prevalentemente la certezza che quando alza la mano per il tiro è meglio andare a rimbalzo. L’idea di aggrapparsi alla maglia dell’avversario sotto il naso di un arbitro sensibilino alla questione del fallo antisportivo non è grandiosa, ma anche quella di giustificare con “mi sono impigliato sulla maglia” stride un po' se non hai le unghie come Jennifer Lopez. Si fa perdonare tutto e alla grande con una difesa sontuosa. Niente MVP neanche stavolta, ma continui a provarci.
Albe GELLERA: unica costante di tutta la serie. Costante apporto in punti, difesa e rimbalzi. E poi peserà anche 20 chili da bagnato, ma quando è ora di buttarsi nella mischia di paura non ne ha neanche un po’. Banale dargli l'MVP della serie ma se lo merita tutto. E offrite un paio di birre a questo ragazzo, ci ha portati ai quarti di finale.
Riva RIVALETTO: dopo la strabordanza dei 29 punti di Gara 1 risulta più essenziale in Gara 3, ma essenziale è più che sufficiente. Difesa arcigna, rimbalzi e recuperi, si fa trovare sempre pronto sulla sua piastrella quando serve e i suoi sono canestri che valgono a peso d’oro. Dopo la sua stoppata sulla penetrazione avversaria nel 3° quarto Il custode sta ancora cercando il pallone nel fossato della tangenziale.
Lele ZAVA: inaspettatamente lucido e concreto sia in Gara 1 e ancor più in Gara 3. Una volta afferrato il concetto per cui da fuori non va, si concentra sulle percussioni con risultati goderecci. La conduzione della transizione offensiva con ritmi da pisolino pomeridiano è assolutamente da rivedere, ma ne riparliamo in preparazione ai quarti. Nel frattempo abbondi in caffeina.
Fede BUSO: un morbido orsacchiottone che si aggira per il campo senza meta e con idee poco chiare, idee che poi si schiariscono quando al pub è ora di ordinare fritti e birre. Sullo scout di Gara 3 gli ho anche regalato due punti che non ha mai segnato. Mi ha fatto tenerezza e non ho resistito, conto che la prossima volta mi faccia segnare punti veri.
Tia MENEGHETTI: scartavetrarsi una spalla sciando in un periodo in cui già col canestro non vai proprio d’accordo è un ideona di efficacia seconda solo al dire alla propria compagna cose tipo “ultimamente ti trovo un po' ingrassata”. Il risultante rapporto con l’anello a 3,05 del nostro stratega è abbastanza prevedibile. In compenso rifanno capolino lucidità e difesa che aveva dimenticato sul comodino per diverse delle ultime partite. Di canestri neanche parlarne, ma pare che abbiamo ritrovato la via di casa. Meneghetti sta tornando.
Gio CADAMURO: Se in Gara 1 era sembrato sottotono, in Gara 3 l’Orso Ballerino tira giù più rimbalzi nei primi due quarti che in tutto il resto del campionato, si spreme come un limone in difesa e in attacco quando ha in mano la palla per il tiro da tre, è solo rete. Assente ingiustificato per i festeggiamenti post partita ma questo non gli impedisce di essere il mio Most Improved Player della serie.
Enrico “Jovancic” GIOVANNINI, Alvy TREVISAN & Teo FELTRIN: pochi minuti ma, al solito, minuti di qualità e coltello fra i denti. Vorremmo tranquillizzare le groupies di Teo Feltrin, inopinatamente arrotato da un avversario in un’azione un tantino nervosa di Gara 3. A giudicare da quello che ha mangiato e bevuto dopo, si direbbe stia benissimo.
Coach MASCHIETTO: Nell’immediato prepartita si improvvisa elettricista sulla consolle del segnapunti e dimentica di parlare ai suoi giocatori. A parte questo, a uno che “chiamare minuto è da deboli” e che si affida alla controgufata per incrementare la percentuale di realizzazione dei liberi, bisogna riconoscere che sta facendo un lavoro di gran pregio. Ottima la soluzione di scaricare la responsabilità degli errori sul coaching staff, personalmente farò tesoro di questo insegnamento zen. Grande Coach.
Archiviata la pratica e smaltita l’acidità di stomaco dell’Amaro Liquore della casa, è ora di tornare a scaldare i motori in vista della serie valida per i quarti di finale che ci vedrà confrontarci con la forte compagine dei Carisssimi: giovedì 21 marzo la gara di andata in trasferta, giovedì 04 aprile il ritorno in casa e l’eventuale bella sempre in trasferta giovedì 11 aprile. La strada è in salita, ma i ragazzi sono carichi e preparati e il livello di colesterolo di Coach Maschietto è abbastanza accettabile. Ne vedremo delle belle.
Detto questo, felice di aver usato per la prima volta in vita mia l’aggettivo “obnubilante” e ansioso di tornare a raccontarvi le nostre avventure, vi lascio come sempre con un
Spirito Alto
Birre Ghiacciate e
FORZA ABC!
K.