12/05/2015
Non poteva concludersi meglio per l'Absolut questa avventura nella Cometa Cup. Dopo la meritata e pesante sconfitta da parte di un più attrezzato Caio Plinio in semifinale, il destino vuole che la finale 3º-4º posto sia un altro sentitissimo e storico derby, contro la Dynamo Volta.
LA PARTITA: I gialloneri si presentano al match con ben tre assenze: Bortolami e Pierpaoli sono assenti per problemi fisici (nel senso che avevano una lezione di fisica obbligatoria), mentre Salici ha il 70% di catarro in corpo, al posto dell'acqua. L'Absolut arriva dunque al Cometa Stadium senza portiere, con soli sei uomini: Prayer, Piacentini, Birattari, Rasile, Selva e Ciccarese, in veste di allenatore-giocatore.
Gli avversari, nonostante le sole assenze di Battaglia e di un giovane ginnasiale, decidono di provare a far giocare anche un fuori quota escluso dalla lista iniziale, Grigioni, ex pilastro degli scorsi anni. L'Absolut accetta di farlo giocare, purché lo stesso trattamento venga riservato a Cucchi, cavallo di razza della formazione storica dei gialloneri, il quale perciò si cambia in fretta e furia e prende parte al match.
Dopo un inizio con attacchi da entrambe le parti, Vicari rompe l'equilibrio del match e sigla l'1-0, che viene poi pareggiato da Rasile, con un tap-in dopo un tiro di Piacentini. La parità dura poco, perchè la Dynamo giova dell'unico errore dell'adattato portiere Prayer, che liscia su un tiro del solito Vicari, rifacendosi peró con una prestazione quasi perfetta nel corso della gara, con salvataggi determinanti e intelligenza nel gestire le rimesse dal fondo.
I gialloneri trovano la quadratura del cerchio e riescono a ribaltare il risultano, fino al 5-2 che sembra chiudere la pratica. Dopo qualche svista e ingenuità dell'Absolut, peró, la Dynamo recupera fino al 5-4, trovando poi sulla sirena il beffardo gol del 5-5. L'arbitro fischia la fine, tutto da rifare per i gialloneri, con 5 minuti di tempo supplementare.
La strategia dei viola é chiara: Galli torna in porta per tenere il 5-5 e giocarsela ai rigori, potendo contare su un portiere di ruolo di cui l'Absolut non dispone. Ma la Dynamo non ha fatto i conti con il cuore giallonero.
Come in un remake del primo gol del derby di due anni prima, Cucchi batte il calcio d'angolo sul destro di Rasile. Galli non puó nulla. I suoi compagni si riversano all'attacco, esponendosi al rischio del contropiede, inevitabile. E se a farlo partire è Piacentini, per gli avversari sono dolori. Il giovane fenomeno salta tre avversari e si presenta a un difficile uno contro uno con il portiere della Dynamo. Facendo leva sulla sua ottima gamba, Piacentini lo salta, e da posizione defilata non sbaglia quello che sembra il colpo del KO per i viola.
Dopo l'ennesimo fallo di Galli sulle caviglie di un giocatore dell'Absolut, quest'ultimo, Cucchi, decide di dare un addio ignorante alla Cometa Cup, prendendosi un'espulsione per proteste (più che legittime, ma troppo accese). A due dalla fine, l'Absolut ha dalla sua il doppio svantaggio, ma è costretta a giocare in 4 contro 5 fino a un eventuale gol avversario. Che non arriva, grazie a tattici rilanci di Prayer, che respinge i tentativi degli avversari e spedisce il pallone più lontano che puó.
L'arbitro fischia e inizia la festa dei gialloneri, che si prendono una meritata rivincita e portano a casa un altro trofeo dalla Cometa Cup, un dolcissimo terzo posto, per come è arrivato.
BILANCI E RIFLESSIONI: Dopo tre anni di partecipazione, è giunto il momento del congedo dalla Cometa Cup. L'anno scorso è toccato ai tanti classe '95, quest'anno il blocco '96 uscirà dal Liceo e non potrà più iscriversi. È stata un'esperienza fantastica, grazie al gruppo, modificatosi negli anni, ma sempre unito dall'amore per quel pallone, quei calcetti del venerdì sera e quel lunedì pomeriggio senza studio. Il livello dei singoli componenti non è mai stato esorbitante, ma la passione, l'amicizia e la voglia di lasciare il proprio segno in quei 40 minuti settimanali, quelli non sono mai mancati, ed è ciò che conta.
Un dovuto ringraziamento va a chi è venuto a vedere anche solo un minuto di una delle nostre partite, dal derby tutto esaurito alle partite sotto la pioggia con tre persone sugli spalti, o in panchina con noi. Se vi siete divertiti per un singolo episodio successo, se avete esultato per un solo nostro gol o sofferto con noi per una sola sconfitta, allora siete parte della famiglia Absolut.
E potete esserne fieri, come lo siamo noi. Grazie, di cuore.
Se tutto ciò è esistito e ci ha rallegrato l'esistenza, è anche in un certo senso grazie alla Dynamo, parte componente di questo duello infinito, che ci ha tenuti impegnati per tre anni, ci ha fatti divertire, ci ha fatti arrabbiare, ci ha fatto gioire. E, come in ogni storia che si rispetti, non puó non esserci una morale.
Alla fine, i buoni trionfano sempre.
Per l'ultima, emozionante volta: STAY ABSOLUTISH