28/05/2017
La tipologia dell'escursione ci ha fatto pensare più volte a Ueli Steck a cui volevamo dedicare timidamente, il raggiungimento della cima, seppur non comparabile alle sue imprese.
Partiti dal rifugio Pian dei Fiacconi è iniziata la nostra ascesa verso punta Rocca. Saliti i primi 200 metri di dislivello la pendenza ha iniziato ad essere subito arrogante, rendendo la salita molto faticosa in un teatro surreale. Guardando scendere gli sciatori in fuori pista abbiamo seguito una linea che ci ha portato in cresta a quota 3050 metri.
Percorsa la cresta siamo giunti a Punta Rocca che ha richiesto una salita di misto di IV grado. Giunti sulla Punta a 3309 metri di quota ci siamo gustati il pranzo godendoci il meraviglioso panorama dolomitico dal Sassolungo al Civetta passando per le Tofane e l'Antelao, insomma una vista da togliere il fiato (che dopo la salita era già ridotto).
Dopo una calata in doppia di 60 metri ci siamo riportati sulla via per la cresta e da lì abbiamo puntato il rifugio Pian dei Fiacconi e siamo scesi quasi in linea retta, evitando i numerosi salti e le parte più ripide per il possibile distacco spontaneo di slavine che ci ha accompagnato per tutta la discesa.
La Marmolada si merita il titolo di regina delle Dolomiti per bellezza della montagna, soddisfazione dopo l'ascesa, il panorama, ogni cosa la determina come una Regina.
Ci siamo sentiti di dedicare questa ascesa a Ueli, grandissimo alpinista, che se ne è andato in un'atra delle sue incredibili imprese mentre scalava una parete di ghiaccio sul Nuptse,
l'alpinismo è un mondo meraviglioso che regala innumerevoli gioie e, purtroppo, anche grandi tristezze.
Conclusa la giornata abbiamo brindato alla Marmolada, a Ueli e all'alpinismo, la nostra grande passione.