16/12/2025
Tutti possono eccellere nello sport.
Tutti hanno potenzialità e capacità per farlo.
La vera difficoltà è trovare nella marea di proposte offerte la disciplina a cui si è più affini. E preparatori competenti che possano davvero essere d’aiuto in questo. Ed anche strutture che offrano servizi e strumenti per coltivare adeguatamente la propria passione.
Qualsiasi sport si pratichi con entusiasmo genera benessere perché esalta e stimola a dare il meglio.
Ma ogni sport avrà sempre i suoi limiti.
Ad un atleta di powerlifting non si può chiedere di eseguire un salto in lungo, ad una ballerina di danza classica di sollevare un bilanciere, ad un bodybuilder di eseguire un plié.
Ogni disciplina esalta le caratteristiche specifiche della disciplina stessa e tende a tralasciare quelle che sono naturali nell’essere umano, destinato a movimenti complessi, multiplanari ed armonici.
E questo è dimostrabile con un semplice esempio del master coach.
In una gara di tuffi, al primo impatto in molti non siamo in grado di capire come valutare un tuffo da trampolino. Ecco però che guardandone una serie, l’occhio si abitua a capire la grazia del movimento e la qualità dell’entrata in acqua. Fino a riuscire a capire, a grandi linee, chi ha eseguito il tuffo in maniera valida.
Il movimento è quindi la base della vita, un corpo fermo è un corpo morto.
Ma alla base del movimento c’è una caratteristica che accomuna tute le discipline sportive ma anche della vita.
La forza.
Spesso la parola “forza” è associata “sforzo”. Ed in alcuni casi è anche vero. Ma spesso no.
Serve forza alle palpebre per aprire gli occhi al mattino, forza per alzarsi dal letto, per portare le buste della spesa a casa, per fare le scale.
E serve per alzare un bilanciere da terra, fare uno swing col kettlebell, per eseguire un balzo in una coreografia di danza, per fare un gara di iron man.
Esistono tanti tipi di forza che influiscono ed influenzano la qualità della vita .
In un allenamento, tenere in considerazione la forza specifica vuole dire massimizzare i processi, prevenire infortuni, velocizzare i risultati.
Il cervello umano è progettato per proteggere il corpo e si affida alla percezione, tende a bloccare un movimento perché non lo ricorda, lo limita perché un muscolo non allenato si stanca prima. Ma il cervello assorbe informazione e programma il movimento, lo elabora nel tempo e lo fa suo, adatta il corpo e lo prepara ad un successivo nuovo movimento.
La percezione cambia, l’ostacolo diventa meno complicato da superare.
Ed il cambiamento è già in atto.
Solo un tipo di forza non si può cambiare, ed è quella di volontà.