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Jean Butez è il numero 5 della selezione APPORT dei migliori portieri attivi in Italia.Il quinto posto va a un portiere ...
17/09/2026

Jean Butez è il numero 5 della selezione APPORT dei migliori portieri attivi in Italia.

Il quinto posto va a un portiere che nella scorsa Serie A ha costruito la propria candidatura soprattutto attraverso continuità e rendimento.

Con il Como, Jean Butez ha giocato tutte le 38 partite del campionato 2025/26. La Lega Serie A gli attribuisce 19 clean sheet, miglior dato nei cinque principali campionati europei, e una media di 0,70 gol subiti ogni 90 minuti, la migliore della Serie A. Il Como ha chiuso quella stagione con la miglior difesa del campionato: 29 reti incassate.

Numeri importanti, ma il profilo di Butez va letto anche dentro il modo di giocare del Como.

È un portiere coinvolto nella costruzione, chiamato a offrire una soluzione ai compagni e a gestire una squadra che vuole controllare il pallone. Nella Serie A 2025/26 ha completato l’83% dei passaggi, dato che racconta una parte precisa del suo lavoro nel sistema.

La sua stagione è stata meno appariscente di altre, ma molto continua. Presenza tra i pali, gestione dell’area, concentrazione nelle partite in cui viene sollecitato meno e capacità di partecipare all’uscita dal basso.

Il Como ha scelto di prolungarne il contratto fino al 2030 e Cesc Fàbregas lo ha definito un portiere particolarmente adatto al modello di gioco della squadra.

Nella nostra graduatoria Svilar, Maignan, Carnesecchi e Vicario lo precedono per il peso attribuito a rendimento individuale, completezza, esperienza internazionale e continuità nel ruolo.

Butez completa la top 5 perché il 2025/26 ha offerto dati difficili da ignorare.

Ora il Como ha anche Robert Sánchez nella rosa dei portieri: la gestione della concorrenza aggiungerà un elemento interessante alla stagione 2026/27.

Qual è, secondo voi, il punto di forza principale di Butez: continuità, posizione, gioco con i piedi o gestione della partita?

⚽ Quanto conosci davvero le regole che riguardano il portiere?Da giovedì 24 settembre arriva “Il giovedì del regolamento...
17/09/2026

⚽ Quanto conosci davvero le regole che riguardano il portiere?

Da giovedì 24 settembre arriva “Il giovedì del regolamento”, la nuova rubrica settimanale di APPORT.

Ogni settimana partiremo da una situazione concreta per chiarire dubbi, interpretazioni e casi di gioco attraverso le Regole IFAB: dal fuorigioco al retropassaggio, dal controllo del pallone ai calci di rigore.

Spiegazioni semplici, fonti ufficiali e spazio al confronto con preparatori, portieri e appassionati.

📅 Primo appuntamento: giovedì 24 settembre.

Seguite la pagina e preparatevi a mettervi alla prova.

🧤 Un portiere può giocare una partita ufficiale senza guanti?La risposta è SI.Può sembrare strano, perché oggi i guanti ...
16/09/2026

🧤 Un portiere può giocare una partita ufficiale senza guanti?

La risposta è SI.

Può sembrare strano, perché oggi i guanti sono parte integrante dell’immagine e dell’attrezzatura del portiere. Eppure le Regole del Gioco non ne impongono l’utilizzo: l’IFAB li considera un accessorio facoltativo.

Il portiere deve indossare una maglia di colore distinguibile da compagni, avversari e ufficiali di gara, ma può scendere in campo anche a mani n**e.

Da qui nasce una domanda interessante per chi allena: quanto incidono i guanti sulla sicurezza e quanto, invece, contano la tecnica di presa, la sensibilità delle mani e la capacità di adattarsi al pallone?

Alisson Becker: il numero 4 mondiale della selezione APPORT 2026/27.Ci sono portieri che arrivano sul pallone.E poi ci s...
16/09/2026

Alisson Becker: il numero 4 mondiale della selezione APPORT 2026/27.

Ci sono portieri che arrivano sul pallone.
E poi ci sono portieri che sembrano sapere prima dove finirà.

Alisson Becker appartiene a questa categoria.

Nella nostra selezione tecnica APPORT dei migliori portieri attivi nella stagione 2026/27, Alisson è il numero 4 mondiale.

Il suo tratto distintivo è la lettura.

Non parliamo soltanto della parata, del riflesso o dell’intervento da copertina. Parliamo della capacità di anticipare lo sviluppo dell’azione, gestire la profondità, capire quando restare, quando uscire, quando accorciare, quando aspettare.

Liverpool lo conferma nella rosa della stagione 2026/27 e, nel 2026, il club ha celebrato due passaggi significativi della sua storia in Reds: le 250 presenze in Premier League con il Liverpool e l’ingresso tra i pochissimi portieri del club ad aver raggiunto quota 100 clean sheet in campionato.

I numeri della stagione 2025/26 raccontano continuità: in tutte le competizioni con il Liverpool ha registrato 35 presenze, 77 parate e 13 clean sheet. In Premier League ha chiuso con 26 presenze, 57 parate e 8 clean sheet.

Ma Alisson non è dentro questa selezione solo per i dati.

È dentro per il modo in cui interpreta il ruolo.

La sua forza è nella gestione della profondità.
Nell’uno contro uno.
Nel posizionamento prima del tiro.
Nella calma con cui accompagna l’azione.
Nella capacità di non farsi trascinare dal caos.
Nel gioco con i piedi, sempre collegato alla necessità della squadra e non alla giocata fine a se stessa.

Per un allenatore portieri, Alisson è un modello prezioso perché mostra una cosa fondamentale: la grande parata spesso nasce prima del gesto.

Nasce da una lettura corretta.
Da una posizione presa in anticipo.
Da un tempo d’uscita scelto bene.
Da una postura già pronta.
Da una distanza gestita senza fretta.

Il portiere moderno non deve vivere solo sulla linea. Deve proteggere lo spazio alle sp***e della difesa, partecipare alla costruzione, comunicare con la linea e mantenere lucidità quando la partita si apre.

Alisson, in questo, resta uno dei riferimenti più completi.

Per APPORT è il numero 4 mondiale 2026/27 perché rappresenta una forma altissima di equilibrio: parata, lettura, presenza, gestione dello spazio e intelligenza dentro il gioco.

🫵🏼Qual è la qualità più forte di Alisson?

Lettura della profondità, uno contro uno, gioco con i piedi o calma sotto pressione?

Guglielmo Vicario è il numero 4 della nostra classifica dei migliori portieri attivi in Italia.Il ritorno in Serie A con...
15/09/2026

Guglielmo Vicario è il numero 4 della nostra classifica dei migliori portieri attivi in Italia.

Il ritorno in Serie A con la Juventus riporta nel nostro campionato un portiere che negli ultimi tre anni ha misurato il proprio livello in Premier League e nelle competizioni europee.

Vicario arriva dal Tottenham, dove ha collezionato 117 presenze e ha vinto l’Europa League 2024/25. La Juventus lo ha acquisito in prestito fino al 30 giugno 2027.

Nella nostra valutazione pesa soprattutto il profilo tecnico.

Vicario ha una reattività molto alta, è efficace nelle conclusioni ravvicinate e nell’uno contro uno e affronta la parata con un atteggiamento aggressivo. Negli anni inglesi ha dovuto lavorare anche molto fuori dalla linea, gestendo profondità e spazi alle sp***e di difese portate a giocare alte.

C’è poi un aspetto che interessa particolarmente un Allenatore Portieri: la sua carriera non è stata costruita lungo una corsia preferenziale.

Venezia, Perugia, Cagliari, Empoli, Tottenham e ora Juventus. È arrivato ai massimi livelli passando attraverso categorie, contesti e richieste tecniche differenti.

Nella nostra graduatoria Svilar, Maignan e Carnesecchi lo precedono per il peso attribuito al rendimento più recente in Serie A e, nel caso dei primi due, alla continuità mostrata nel campionato italiano.

Resta però un portiere di livello internazionale e il suo ritorno offre un confronto molto interessante: quanto dell’esperienza maturata in Premier riuscirà a trasferire nella Serie A di oggi?

Per voi qual è la caratteristica che lo distingue maggiormente: reattività, uno contro uno, gestione della profondità o personalità?

UEFA ha pubblicato una clip sulle migliori parate del giovedì di Champions League, citando interventi di Ederson e Nikit...
15/09/2026

UEFA ha pubblicato una clip sulle migliori parate del giovedì di Champions League, citando interventi di Ederson e Nikita Haikin.

Noi commentiamo così...

Non chiamatelo solo riflesso.

Quando una parata finisce negli highlights, la prima parola che viene in mente è quasi sempre quella: riflesso.

È comprensibile. Il gesto è rapido, spettacolare, spesso decisivo. Però chi lavora con i portieri sa bene che una grande parata nasce quasi sempre prima del tiro.

Nasce dalla posizione iniziale.
Dalla distanza corretta rispetto alla linea.
Dall’equilibrio del corpo.
Dalla lettura del piede dell’attaccante.
Dal tempo in cui il portiere riesce a prepararsi senza farsi trovare fermo, sbilanciato o in ritardo.

La parata è l’ultimo fotogramma. Prima c’è tutto il mestiere.

Nella prima giornata di Champions League abbiamo già visto interventi importanti e situazioni diverse: conclusioni da fuori, tiri ravvicinati, letture su palla scoperta, gestione dello spazio e tempi di reazione. Per l’occhio dell’appassionato resta il colpo d’istinto. Per l’occhio del preparatore, invece, c’è una domanda in più: che cosa ha permesso al portiere di arrivare lì?

Questa è una delle chiavi del ruolo.

Allenare un portiere non significa solo migliorare la risposta al tiro. Significa costruire le condizioni perché quella risposta sia possibile: postura, appoggi, orientamento, capacità di leggere l’azione e lucidità nella scelta.

Poi certo, il talento conta. Ma il talento, senza metodo, rischia di restare un lampo.

Da preparatore o da appassionato: quando guardi una grande parata, qual è il primo dettaglio che osservi?

Uscire o restare?È una delle domande più difficili per un portiere. E spesso, da fuori, sembra tutto molto più semplice ...
14/09/2026

Uscire o restare?

È una delle domande più difficili per un portiere. E spesso, da fuori, sembra tutto molto più semplice di quanto sia davvero.

In Sassuolo-Juventus, il momentaneo pareggio di Zhegrova nasce da un cross letto male da Muric. Un episodio pesante, certo. Ma per chi lavora con i portieri non può diventare solo il fotogramma dell’errore.

Su un pallone laterale il portiere deve decidere in una frazione di secondo: leggere la traiettoria, valutare la distanza, capire la pressione degli avversari, comunicare con la linea, scegliere se attaccare lo spazio o proteggere la porta.

E quando la scelta non riesce, l’analisi deve essere più seria del commento facile.

Il punto non è dire “doveva uscire” o “doveva restare” dopo aver visto il replay. Il punto è capire cosa ha visto il portiere, cosa ha comunicato la difesa, quanto era leggibile quel cross e quale gesto tecnico era davvero possibile in quel momento.

È qui che entra il lavoro del preparatore: non cancellare l’errore, ma trasformarlo in materiale di crescita.

Perché il portiere vive dentro una professione particolare: può fare bene per 80 minuti, poi una scelta sbagliata diventa il titolo della partita. Anche per questo serve cultura del ruolo, metodo, confronto e rispetto tecnico.

Da preparatore, su un episodio così, da dove partiresti nell’analisi: lettura della traiettoria, tempo d’uscita o comunicazione con la linea?

Marco Carnesecchi: il numero 3 in Italia nella selezione APPORT 2026/27.Ci sono portieri che crescono piano.E poi ci son...
14/09/2026

Marco Carnesecchi: il numero 3 in Italia nella selezione APPORT 2026/27.

Ci sono portieri che crescono piano.
E poi ci sono portieri che, a un certo punto, smettono di essere “promesse” e diventano riferimenti.

Marco Carnesecchi oggi è dentro questa seconda categoria.

Nella nostra selezione tecnica dei migliori portieri attivi in Italia, dopo Mile Svilar e Mike Maignan, il numero 3 è lui: Marco Carnesecchi.

Non per età.
Non per prospettiva.
Non per simpatia tecnica.

Per rendimento.

Atalanta lo ha premiato come Player of the Season Lete 2025/26, dentro una stagione in cui il club segnala numeri molto forti: 18 clean sheet complessivi tra tutte le competizioni, 114 parate, due rigori neutralizzati in campionato, un terzo in Champions League, 78,1% di parate in Serie A e 0,87 gol subiti ogni 90 minuti.

Sono dati che raccontano un portiere cresciuto non solo nella parata, ma nella presenza.

Carnesecchi è interessante perché unisce struttura, reattività e continuità.
Ha fisico, ma non vive solo di fisico.
Ha riflesso, ma non vive solo di istinto.
Ha margine, ma è già dentro un rendimento importante.

Il suo profilo è molto utile da leggere perché mostra quanto conti la costruzione di un percorso: esperienza, errori, minuti, fiducia, responsabilità, gestione delle partite pesanti.

Un portiere giovane, quando diventa titolare in un contesto competitivo, non deve solo “dimostrare di essere bravo”.

Deve imparare a reggere.

Reggere la continuità.
Reggere le aspettative.
Reggere le partite in cui viene sollecitato tanto.
Reggere quelle in cui viene chiamato poco ma deve rispondere al momento giusto.
Reggere l’errore senza portarselo dietro.

La Lega Serie A lo inserisce tra i migliori profili del campionato 2025/26, in un confronto di alto livello con Svilar e Maignan. È un dato importante perché conferma che Carnesecchi non è più soltanto un portiere “interessante”: è ormai un riferimento reale del nostro campionato.

Nella selezione APPORT non è davanti a Svilar, premiato dalla Lega come miglior portiere della Serie A 2025/26, né a Maignan, che resta superiore per dimensione internazionale e leadership consolidata.

Ma Carnesecchi è il numero 3 perché rappresenta qualcosa di prezioso: un portiere italiano in piena crescita, già dentro numeri da vertice e con ancora margini tecnici da sviluppare.

E per chi lavora con i portieri questo è uno dei profili più interessanti da osservare.

🫵🏼Nella crescita di Carnesecchi cosa pesa di più?
Reattività, continuità, struttura fisica o gestione della pressione?

Parliamone nei commenti.

Il preparatore dei portieri non è più solo “quello dei guanti”.Per anni, nell’immaginario comune, l’Allenatore Portieri ...
12/09/2026

Il preparatore dei portieri non è più solo “quello dei guanti”.

Per anni, nell’immaginario comune, l’Allenatore Portieri è stato raccontato quasi come una figura separata dal resto dello staff.

Campo laterale.
Guanti.
Tiri.
Prese.
Tuffi.
Rinvii.
Lavoro specifico.

Tutto vero.
Ma oggi non basta più.

Le notizie che arrivano dall’estero raccontano bene la direzione del ruolo. Il Wellington Phoenix ha annunciato il ritorno di Paul Gothard come Head of Goalkeeping con un contratto biennale, dopo l’esperienza con New Zealand Football e il lavoro con gli All Whites al Mondiale 2026.

Il Brisbane Roar, invece, ha inserito Thomas Fawdry nello staff tecnico 2026/27 come Head of Goalkeeping. Il club sottolinea il suo percorso a Minnesota United, dove ha guidato il dipartimento portieri per tre stagioni e seguito lo sviluppo di Dayne St. Clair, poi nominato MLS Goalkeeper of the Year 2025.

Due notizie lontane dall’Italia, ma molto vicine al tema che interessa APPORT.

Il preparatore moderno non lavora più soltanto “sul portiere”.

Lavora dentro il modello di gioco.

Deve conoscere la costruzione dal basso.
Deve capire le uscite preventive.
Deve dialogare con match analyst e staff tecnico.
Deve preparare il portiere alle p***e inattive.
Deve allenare la lettura della profondità.
Deve gestire il gruppo portieri.
Deve sviluppare i giovani.
Deve proteggere fiducia, competitività e relazione.

Il portiere oggi è sempre più coinvolto nel gioco della squadra.

E se il portiere cambia, cambia anche chi lo allena.

Non basta più preparare l’intervento.
Bisogna preparare la scelta.

Non basta allenare la parata.
Bisogna allenare la lettura.

Non basta lavorare sulla tecnica.
Bisogna capire il contesto tattico in cui quella tecnica verrà usata.

Per questo l’Allenatore Portieri è una figura sempre più integrata, specializzata e strategica.

È il ponte tra la porta e la squadra.
Tra gesto tecnico e modello di gioco.
Tra sviluppo individuale e rendimento collettivo.

La domanda, allora, non è più: “Quanto è bravo a far lavorare i portieri?”

La domanda è: quanto riesce a far crescere il portiere dentro il calcio che la squadra vuole giocare?

Ed è esattamente qui che nasce il valore del confronto, della formazione e della cultura del ruolo.

APPORT esiste anche per questo: creare uno spazio in cui Allenatori Portieri, portieri e tecnici possano condividere metodo, esperienze e visione.

Perché il futuro del ruolo non si costruisce sul campo laterale.

Si costruisce dentro il gioco.

Domanda per preparatori e portieri: oggi l’Allenatore Portieri deve essere soprattutto tecnico, tattico o relazionale?

Il ruolo cresce anche attraverso le segnalazioni giuste.Dopo il nostro post dedicato agli allenatori portieri, Francesca...
11/09/2026

Il ruolo cresce anche attraverso le segnalazioni giuste.

Dopo il nostro post dedicato agli allenatori portieri, Francesca Farese ci ha suggerito un nome da valorizzare: Serena Natalucci, preparatrice dei portieri della Lastrigiana, realtà impegnata nell’Eccellenza Toscana Girone B.

Ed è una segnalazione che merita attenzione.

Perché parlare di preparatori dei portieri non significa guardare soltanto ai grandi palcoscenici, alle panchine televisive o alle carriere già sotto i riflettori.

Significa anche riconoscere il lavoro quotidiano di chi costruisce competenze, metodo e cultura del ruolo nei campi dove il calcio si forma davvero.

Serena Natalucci ha un percorso da portiere e da tecnica. Allenatrice UEFA B, preparatrice dei portieri nel settore giovanile e presidente della scuola portieri GoalkeeperPro, nel suo profilo sportivo compaiono esperienze da portiere nel calcio femminile e un percorso culminato anche con la Lazio, con la partecipazione alla stagione 2020/21 conclusa con promozione in Serie A e vittoria del campionato.

Ma il punto, per APPORT, non è solo il curriculum.

Il punto è il messaggio.

Un preparatore dei portieri oggi deve saper lavorare su tecnica, tattica, fisicità, psicologia, relazione e lettura del gioco. Deve costruire fiducia, correggere dettagli, accompagnare la crescita, gestire l’errore e aiutare il portiere a diventare sempre più consapevole.

Non basta far parare.
Bisogna insegnare a scegliere.

Non basta allenare il gesto.
Bisogna dare strumenti.

Non basta stare accanto alla porta.
Bisogna portare il portiere dentro il gioco.

Per questo ci piace raccogliere e rilanciare segnalazioni come questa: perché il mondo degli Allenatori Portieri è fatto di nomi, percorsi, competenze e campi vissuti ogni giorno.

E APPORT vuole essere anche questo: una comunità che osserva, riconosce e mette in circolo cultura del ruolo.

Grazie a Francesca Farese per la segnalazione.

Ora lo chiediamo a voi: quale preparatore o preparatrice dei portieri meriterebbe di essere raccontato?

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