30/03/2026
Sono appena tornato da un breve viaggio di piacere a Londra. E' una bellissima città e vi ho trovato diverse affinità con il mio essere, ma non è scattata la scintilla.
Nella mia prima visita in altre città geograficamente europee, ho avuto sensazioni diverse, come di un legame particolare, profondo, come se fossi, in qualche modo, tornato a casa.
Restando nel Regno Unito, mi sono trovato più a mio agio nella fredda Edinburgh, anche se il tempo passato è stato poco, ma la sensazione non era ancora quella di "appartenenza", forse di una "nuova amicizia".
Mi è successo a Ljubljana (Lubiana per gli amici), una capitale dimensionalmente piccola, ma piena di storia, che mi ha rapito all'istante, come anche a Maribor, la Torino slovena, dove mi sono sentito a casa, come anche in (quasi) tutti i paeselli sloveni e croati che ho visitato (menzioni speciali per P**a, Rovinj e Umag).
Questa sensazione di appartenenza non è ad appannaggio solo dei balcani, perché ho trovato il mio posto, la mia comfort zone, anche nel centro (centrissimo) di Vienna, o nella Berlino riunificata (anche se poi, alla fine, sono rimasto per l'80 percento del tempo che avevo a disposizione a Est), in entrambe, però, con il grande, grandissimo limite della lingua.
Non è tutto "Asse" quello che luccica, visto che ho provato quella sensazione di appartenenza anche in terra iberica, nella piccola città di Tarragona.