09/08/2026
💙 Orgoglio Tethys: Serena Di Fabio è Campionessa del Mondo Under 20! 🥇🌍
È un giorno storico per l'atletica azzurra e per l'Abruzzo intero! A Eugene (USA), ai Mondiali Under 20, la diciottenne Serena Di Fabio ha conquistato uno straordinario oro nei 5000 metri di marcia, firmando un'impresa mai riuscita a nessun'altra marciatrice italiana prima d'ora.
Serena, allenata da Nicola Piro, si porta al comando sin dalle prime battute: il suo ritmo e la sua azione pulita si rivelano ben presto impossibili per tutte le inseguitrici, a partire dalla temuta cinese Yang Yutong, che l’aveva battuta nella 10 km dei Mondiali a squadre a Brasilia. L’azzurra taglia il traguardo con il nuovo record dei campionati in 20:57.57, con 20 secondi di vantaggio sulla francese Chloe Le Roch. È la terza medaglia italiana nella marcia femminile dopo il bronzo di Maria Grazia Orsani (1988) e l’argento di Noemi Stella (2016, su distanza doppia).
LA GARA - Tema: “Interpretare la gara da favorita”. Svolgimento per Serena Di Fabio, capitana azzurra: portarsi al comando e viaggiare su ritmi impossibili per le avversarie sin dalle prime battute. L’abruzzese, 19 anni da compiere in autunno, partiva con il miglior crono mondiale under 20 della stagione, il 20:42.74 per vincere il tricolore di categoria a Caorle: l’azzurrina passa subito in testa, con un occhio alla cinese Yang Yutong, in un gruppo di testa che si riduce in fretta a sei unità. La ‘locomotiva’ Di Fabio transita in 4:10.15 ai 1000, poi un secondo chilometro a 4:07 tramortisce le ambizioni delle inseguitrici: Serena passa ai 3000 in 12:26.76, ancora più veloce che a Caorle, e il vantaggio aumenta ben oltre i 10 secondi. È il preludio di una trionfale chiusura in 20:57.57 per diventare la prima marciatrice italiana a salire sul tetto del mondo delle juniores, percorrendo un territorio inesplorato anche da future campionesse del mondo (come la compianta Anna Rita Sidoti, quarta a Sudbury 1988) e olimpioniche (come Antonella Palmisano, quarta a Moncton 2010). “Ho messo in pratica la gestione di gara che avevamo ‘concordato’ io e coach Piro – l’analisi dell’iridata, cresciuta con la Tethys Chieti (stesso vivaio di marciatrici di Rebecca D’Alessandro, campionessa europea under 18 a Rieti) -, lui era assolutamente d’accordo con l’idea che fossi io a condurre il ritmo, dato che ero la favorita, e che fosse meglio non giocare le mie carte su una gara tattica, rischiando un attacco delle avversarie all'ultimo chilometro, magari anche con una tecnica scorretta. Il mio obiettivo era proprio impostare subito un’andatura che le altre non avrebbero potuto tenere”.
Foto GRANA/FIDAL