22/05/2025
𝘾𝙞 𝙨𝙤𝙣𝙤 𝙥𝙖𝙧𝙩𝙞𝙩𝙚 𝙘𝙝𝙚 𝙛𝙞𝙣𝙞𝙨𝙘𝙤𝙣𝙤 𝙘𝙤𝙣 𝙪𝙣 𝙛𝙞𝙨𝙘𝙝𝙞𝙤.
𝙀 𝙥𝙖𝙧𝙩𝙞𝙩𝙚 𝙘𝙝𝙚, 𝙞𝙣𝙫𝙚𝙘𝙚, 𝙘𝙤𝙢𝙞𝙣𝙘𝙞𝙖𝙣𝙤 𝙥𝙧𝙤𝙥𝙧𝙞𝙤 𝙡𝙞̀.
𝙉𝙚𝙡 𝙨𝙞𝙡𝙚𝙣𝙯𝙞𝙤 𝙘𝙝𝙚 𝙨𝙚𝙜𝙪𝙚.
𝙉𝙚𝙡 𝙧𝙞𝙨𝙥𝙚𝙩𝙩𝙤 𝙘𝙝𝙚 𝙧𝙚𝙨𝙩𝙖.
È accaduto a Cupello,
su un campo che ha visto tutto: tecnica, nervi, orgoglio, paura, sogno.
Ma soprattutto, ha visto rispetto.
Perché quando ti arrivano i complimenti da chi, poco prima,
ha provato a batterti con ogni mezzo...
significa che qualcosa l’hai lasciato.
Non solo sul referto.
Ma negli occhi di chi ti ha guardato lottare.
Negli sguardi di chi ha capito che no,
non eri lì per caso.
, squadra solida, profonda, tecnica, costruita per vincere,
ha riconosciuto pubblicamente il valore della nostra prestazione.
Sei gol. Sei marcatori diversi.
𝗠𝗮 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝘁𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗮 𝗶𝗱𝗲𝗻𝘁𝗶𝘁𝗮̀, 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮, 𝗶𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝘀𝗶𝗯𝗶𝗹𝗲.
E parole come quelle di , che intravede in noi il futuro,
ci ricordano che il seme è stato piantato.
𝗖𝗵𝗲 𝗹𝗮 𝗱𝗶𝗿𝗲𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘁𝗿𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗺𝗶𝘀𝘁𝗲𝗿 𝗲̀ 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗮.
Come ha detto un allenatore di fama internazionale, vicino ai nostri colori:
“𝗹𝗼 𝘀𝗽𝗼𝗿𝘁 𝘃𝗲𝗿𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶 𝗺𝗶𝘀𝘂𝗿𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗶𝗻 𝗰𝗮𝘁𝗲𝗴𝗼𝗿𝗶𝗲 𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶.
Nella stima reciproca che nasce sul campo.
Nel riconoscere il valore dell’altro, anche quando cade...”
E poi c’è questo:
𝗹𝗮 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗮 𝗱𝗶 𝗮𝗽𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲,
il coraggio di mettersi alla prova,
che ha permesso a un gruppo giovane come il nostro
di tener testa a chi, sulla carta, sembrava fuori portata.
E allora sì,
abbiamo perso un playoff.
Ma abbiamo vinto qualcosa che conta di più:
il rispetto di chi ci ha visto combattere.
Con dignità.
Con orgoglio.
𝗗𝗮 𝘀𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗮.