Rimbalzi Fuori Campo aps

Rimbalzi Fuori Campo aps Rimbalzi Fuori Campo è un’Associazione di Promozione Sociale senza scopo di lucro che organizza e

Nel 2008 il Consiglio Direttivo del Circolo Tennis Cerri si attivò per dare vita a delle iniziative in campo sportivo e culturale rivolte ai bambini. Eventi tema come “For a Children’s smile” (2008-9) e “Tennis for Children” (2010-11-12) riscossero grande successo e grazie alla generosità di tutti permisero di realizzare grandi opere in Tanzania e bellissimi progetti per avvicinare lo sport e bamb

ini. Il 18 febbraio 2013, dalla volontà di 15 soci fondatori, nasce l’associazione culturale “Rimbalzi Fuori Campo”. Coinvolgendo le scuole, i comuni e le altre realtà benefiche e del territorio ci impegniamo nella realizzazione di eventi che promuovano la cultura, la legalità, lo sport e la crescita dei bambini. Tra i nostri eventi di successo Giochi della Legalità, Giornate della Diversabilità, e il sostegno alla Nazionale Calcio Italiana Amputati.

Vi invitiamo a partecipare a questa importante iniziativa, alla cui realizzazione ha contribuito anche la nostra associa...
23/06/2026

Vi invitiamo a partecipare a questa importante iniziativa, alla cui realizzazione ha contribuito anche la nostra associazione, Rimbalzi Fuori Campo.

La tavola rotonda "Malattie Neurodegenerative (SLA e SM): fare luce tra ricerca, prevenzione e speranza" sarà un'occasione per approfondire, insieme a medici, ricercatori e associazioni impegnate sul territorio, i temi della ricerca scientifica, dell'assistenza e del supporto alle persone che convivono con la SLA e la Sclerosi Multipla.

Spazio anche alle testimonianze dirette di chi affronta ogni giorno queste patologie, per comprendere meglio le sfide, ma anche la forza e la speranza che accompagnano il percorso di malattia.

📅 Sabato 4 luglio
🕡 Ore 18.30
📍 Sala Consiliare del Comune di Gabicce Mare

Vi aspettiamo.

L'inclusione si costruisce anche nei momenti più semplici. Non solo nei grandi gesti, ma nelle attese condivise, nelle r...
23/06/2026

L'inclusione si costruisce anche nei momenti più semplici. Non solo nei grandi gesti, ma nelle attese condivise, nelle risate improvvise, nelle conversazioni che riempiono il tempo.

In "Il gioco dell'attesa", l'autore ci porta all'interno di un viaggio dove il percorso conta quanto la destinazione. L'attenzione non è rivolta al luogo da raggiungere, ma alle persone che lo stanno attraversando insieme, trasformando un momento ordinario in un'occasione di relazione.

Come scrive l'autore:

"In un viaggio l’attesa fa parte del percorso, ed è lì, in quel tempo che sembra vuoto, che il legame umano prende spazio."

Uno scatto che racconta come il senso di appartenenza possa nascere dalla condivisione delle esperienze quotidiane e da quei piccoli momenti che, spesso senza accorgercene, ci avvicinano gli uni agli altri.

A volte l'inclusione non inizia con una soluzione, ma con la semplice scelta di fermarsi accanto a qualcuno.In "Gli occh...
22/06/2026

A volte l'inclusione non inizia con una soluzione, ma con la semplice scelta di fermarsi accanto a qualcuno.

In "Gli occhi dell'inclusione", l'autore rappresenta un incontro: da una parte il peso di una difficoltà, simboleggiata dalla nuvola che incombe sulla figura seduta; dall'altra una presenza che si avvicina, ascolta e tende una mano.

L'inclusione prende forma proprio in questo gesto. Non nel cancellare il disagio o nel fingere che non esista, ma nel riconoscerlo e scegliere di non lasciare nessuno ad affrontarlo da solo.

Uno scatto che ci ricorda come l'empatia, l'ascolto e la vicinanza possano diventare strumenti concreti di inclusione, capaci di trasformare la solitudine in relazione e la fragilità in condivisione.

Ogni fotografia selezionata per Giovani Obiettivi aggiunge un nuovo punto di vista al racconto dell'inclusione. Il conco...
21/06/2026

Ogni fotografia selezionata per Giovani Obiettivi aggiunge un nuovo punto di vista al racconto dell'inclusione. Il concorso, promosso da Rimbalzi Fuori Campo nell'ambito dell'iniziativa Coop Più Vicini, nasce proprio per dare spazio allo sguardo e alla creatività delle nuove generazioni.

Oggi scopriamo uno scatto senza titolo di Matteo Celli.

Dietro un velo rosso emergono soltanto gli occhi della protagonista: intensi, diretti, impossibili da ignorare. L'immagine invita a fermarsi oltre la prima impressione e a guardare la persona prima delle etichette.

In un mondo in cui spesso si giudica ciò che appare, questa fotografia ci ricorda che l'inclusione nasce dall'ascolto, dalla conoscenza reciproca e dalla capacità di riconoscere il valore unico di ogni individuo.

Perché ogni sguardo racchiude una storia che merita di essere accolta.

Continua il racconto delle opere selezionate per Giovani Obiettivi, il concorso fotografico promosso da Rimbalzi Fuori C...
20/06/2026

Continua il racconto delle opere selezionate per Giovani Obiettivi, il concorso fotografico promosso da Rimbalzi Fuori Campo nell'ambito dell'iniziativa Coop Più Vicini, nato per dare voce alla creatività e allo sguardo delle nuove generazioni attraverso la fotografia.

Il tema della prima edizione, “Inclusioni”, ha ispirato immagini capaci di raccontare connessioni, incontri e relazioni che superano differenze e distanze.

Oggi vi presentiamo uno scatto di Luigi Morrone, presentato senza titolo.

Una figura avvolta nel rosso sembra fondersi con il movimento del tessuto che la circonda. Il corpo quasi scompare, lasciando spazio all'energia del gesto e alla fluidità delle forme. L'immagine trasmette libertà, trasformazione e la possibilità di esprimersi senza vincoli.

In questa fotografia l'inclusione diventa la capacità di accogliere ogni identità nella sua unicità, senza costringerla entro schemi o definizioni. Un invito a riconoscere la bellezza della diversità e a lasciare che ciascuno possa muoversi liberamente, seguendo il proprio percorso.

Perché essere inclusi significa anche avere lo spazio per essere sé stessi.

Ci sono oggetti che il tempo consuma, ma che continuano a custodire una storia.In "L'anime delle cose perdute", Linda Ni...
19/06/2026

Ci sono oggetti che il tempo consuma, ma che continuano a custodire una storia.

In "L'anime delle cose perdute", Linda Nicole Giangregorio posa lo sguardo su una bambola abbandonata, segnata dal tempo e dagli elementi. Eppure, anche immersa tra foglie e fango, conserva tracce di affetto, ricordi e significati che non sono andati perduti.

Come scrive l'autrice:

"La polvere non cancella l'amore ricevuto; siamo tutti frammenti di un'unica cura che il tempo prova a sbiadire, ma non a spezzare."

Attraverso questa immagine, l'inclusione si allarga oltre le persone e diventa un invito a riconoscere il valore di ciò che spesso viene dimenticato, lasciato ai margini o considerato senza importanza.

Perché ogni storia, anche quella che sembra perduta, merita di essere vista, ascoltata e custodita.

Ci sono legami che resistono al tempo, alle distanze e persino ai silenzi.In "Destini intrecciati", Margherita Ghiddi ra...
18/06/2026

Ci sono legami che resistono al tempo, alle distanze e persino ai silenzi.

In "Destini intrecciati", Margherita Ghiddi rappresenta due persone apparentemente separate, rivolte in direzioni opposte, ma unite da una trama di fili rossi che continua a collegarle. Un intreccio complesso, fatto di incontri, emozioni e percorsi condivisi che lascia un segno anche quando le strade sembrano allontanarsi.

Come scrive l'autrice:

"Nessuna distanza è troppa per due anime legate da un filo rosso. Un amore che supera ogni confine, un legame che dura per sempre."

Un'immagine che interpreta l'inclusione come la capacità di riconoscere e custodire le connessioni che ci uniscono agli altri, oltre le differenze, oltre gli ostacoli, oltre ciò che appare in superficie.

Esiste una sottile differenza tra appartenere a un luogo e scomparire dentro di esso.In "Simbiosi", l'autore gioca con p...
17/06/2026

Esiste una sottile differenza tra appartenere a un luogo e scomparire dentro di esso.

In "Simbiosi", l'autore gioca con prospettive, riflessi e punti di vista per raccontare un rapporto profondo tra la persona e l'ambiente che la circonda. La figura umana appare quasi nascosta, assorbita dallo spazio fino a confondersi con esso.

Ma l'inclusione è davvero questo? Fondersi completamente, rinunciare alla propria individualità per diventare parte di qualcosa di più grande?

Come suggerisce l'autore:

"Perché non lasciarsi semplicemente risucchiare dai luoghi, nascondendosi, fondendosi con essi fino quasi a scomparire?"

Una fotografia che non offre una risposta, ma apre una riflessione sul delicato equilibrio tra appartenenza e identità, tra il desiderio di essere accolti e la necessità di continuare a essere sé stessi.

Guardare significa scegliere cosa mettere a fuoco. A volte vediamo elementi separati, frammenti apparentemente scollegat...
16/06/2026

Guardare significa scegliere cosa mettere a fuoco. A volte vediamo elementi separati, frammenti apparentemente scollegati. Altre volte riusciamo a cogliere il filo che li unisce.

In "Dai miei occhi", l'autore trasforma oggetti diversi in una composizione che parla di connessioni. Perle, anelli e piccoli dettagli prendono posto all'interno di un disegno comune, dove ogni elemento conserva la propria identità contribuendo però a una visione più ampia.

Come scrive l'autore:

"Dai miei occhi, l'inclusione è una trama di incontri preziosi. Non oggetti sparsi, ma una storia comune che splende nell'oscurità."

Un'immagine che ci invita a cambiare prospettiva e a riconoscere il valore delle relazioni che ci legano gli uni agli altri, trasformando le differenze in una trama condivisa.

Ci sono incontri che durano un attimo e altri che lasciano un segno per tutta la vita.In "La Trama del Destino", Daniele...
15/06/2026

Ci sono incontri che durano un attimo e altri che lasciano un segno per tutta la vita.

In "La Trama del Destino", Daniele Cattani rappresenta quei fili invisibili che ci legano agli altri: relazioni, esperienze e affetti che, spesso senza rendercene conto, contribuiscono a definire chi siamo.

Il filo rosso che attraversa la mano richiama connessioni profonde, capaci di unire persone, storie e percorsi diversi. Un'immagine che interpreta il tema dell'inclusione come appartenenza e riconoscimento reciproco, ricordandoci che nessuno costruisce la propria identità da solo.

Come scrive l'autore:

"Portiamo addosso i segni di chi ci ha toccato l'anima, nodi invisibili che trasformano un estraneo in una parte di noi."

Uno scatto che invita a riflettere sul valore dei legami che ci accompagnano, ci cambiano e ci rendono parte di una storia più grande.

Indirizzo

Via Dei Gelsi 24
Cattolica
47841

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