02/04/2024
La didattica delle arti marziali nel tempo.
Gli antichi insegnamenti dei maestri di arti marziali, sono ammantati da metafore, allegorie, poesie.
Questa didattica ha un doppio risvolto e un doppia motivazione:
Un primo effetto (negativo) dell’utilizzo di metafore e allegorie, è sicuramente quello di mistificare l’insegnamento, rendendolo criptico.
Questo accade quando i contenuti sono poveri e allora si cerca di aumentarne il valore “gonfiandoli”. Si tenta di impacchettare bene qualcosa che al suo interno è vuoto.
Il secondo risvolto invece riguarda la didattica funzionale, ove si guida l’allievo verso la ricerca delle giuste sensazioni.
Oggi, alcuni maestri, tra cui Flavio Daniele, sono riusciti a tradurre determinati insegnamenti e didattiche obsolete in concetti e percorsi di studio adatti al praticante moderno.
Io da chinesiologo, trovo nella sua didattica, per quanto essa sia permeata da metafore e similitudini, insegnamenti molto sofisticati e sottili sull’utilizzo funzionale del corpo umano.
Questo poiché allo stesso tempo il maestro Daniele ha trovato le risposte nell’anatomia, fisiologia e biomeccanica. E proprio la scia della “scientificità” (nonostante spesso si sfori nella meta-posturologia e nella meta-fisica) mi ha coinvolto.
Allo stesso tempo, ogni riferimento al mondo animale, al mondo della natura e a situazioni di vario genere che Flavio Daniele propone, hanno sempre una funzione di avvicinare l’allievo verso il corretto modo di eseguire il movimento/tecnica/forma.
La metafora può guidare in poche battute - può rendere l’idea - quando altrimenti avremmo la necessità di fare dei trattati di anatomia funzionale per cogliere il significato profondo della spiegazione.
Adesso vorrei riportare a titolo di esempio la descrizione che il defunto Maestro Wang Xian Zhai diede della cosiddetta “forza della terra”, ovvero quella forza che oggi viene universalmente riconosciuta nel mondo delle arti marziali (e che per la prima volta è stata spiegata approfonditamente dal Maestro Daniele) come una forza di “attrazione” verso la terra, seguendo le linee muscolari che partono dalla base del collo e si dispiegano “a cascata” fino al piede.
Praticamente tutte le nostre masse muscolari più grandi possono essere utilizzate per “tirarci” al suolo. Per diventare “pesanti”. Chiaramente questo deve prevedere l’uso intelligente del corpo non soltanto verso la terra ma in tutte le direzioni, con il corretto stato, la corretta tipologia di forza (elastica), la corretta respirazione, il dovuto “ascolto” (ting jin) delle interazioni, il giusto timing di attivazione muscolare, il rispetto delle gerarchie funzionali (alto-basso, avanti-dietro, destra-sinistra, centro-periferia, interno-esterno), le corrette interazioni "cielo - terra" ovvero la gestione dei flussi di forza che viaggiano lungo il corpo ecc…
Vediamo dunque come veniva interpretata e spiegata la stessa tipologia di forza - della terra - fino allo scorso secolo (da Wang Xiang Zhai, un maestro che stava già facendo la rivoluzione nel mondo del kung fu cercando di modernizzarlo e rivitalizzarlo):
“Tutto il corpo è rotondo, grosso, pesante e solido; la mente è massiccia come le alte montagne; non c’è luogo in cui la capacità non si manifesti. Sono le caratteristiche della terra, e questa è la cosiddetta forza della terra”. Ciò in riferimento specifico alla forza della terra.
E poi continua: “Ogni azione e ogni movimento possiedono queste cinque forze: è il cosiddetto sincretismo dei Cinque Elementi. Nella quiete tutto il corpo ha una forza costante, nel movimento tutte le giunture, grandi e piccole, possiedono sempre le due forze contrarie, verso l’alto e verso il basso, in avanti e all’indietro, oppure a destra e a sinistra: soltanto così si può acquisire la forza “hun yuan” di tutto il corpo.”
In definitiva mi chiedo, qual è l’approccio migliore allo studio del kung fu per l’uomo contemporaneo? E inoltre è pronto e consapevole l’uomo o donna di oggi a immergersi nella consapevolezza del suo sistema corpo-mente? Esistono ancora oggi tante valide guide per fare ciò?