01/06/2026
DAL 31 MAGGIO AL 2 GIUGNO. TRE GIORNI DI TORNEO CON MIO FIGLIO.
Tre giorni a bordo campo.
Tre giorni a osservare bambini correre, sorridere, emozionarsi, vincere, perdere, sbagliare e riprovarci.
Ma soprattutto tre giorni a osservare gli adulti.
E, ancora una volta, mi sono reso conto che il peggior avversario di un bambino molto spesso non è la squadra che ha di fronte.
È la pressione che arriva dagli spalti.
Durante il torneo ho visto bambini felici dopo una giocata riuscita.
E bambini abbassare lo sguardo dopo un errore, ancora prima di sentire il fischio finale.
Ho sentito:
❌ urla continue da bordo campo
❌ istruzioni su ogni pallone toccato
❌ critiche dopo ogni errore
❌ confronti con altri bambini
❌ aspettative troppo grandi per la loro età
Eppure i bambini erano lì per una ragione molto semplice:
Giocare.
Divertirsi.
Imparare.
Provare cose nuove.
Sbagliare.
Perché è proprio attraverso l’errore che crescono.
Noi adulti, invece, spesso siamo concentrati su altro.
Sul risultato.
Sulla classifica.
Sul gol sbagliato.
Sulla partita da vincere a tutti i costi.
E così rischiamo di dimenticare una verità fondamentale.
Un bambino non ha bisogno di un altro allenatore sugli spalti.
✅ Ha bisogno di sostegno.
✅ Ha bisogno di fiducia.
✅ Ha bisogno di sapere che il suo valore non dipende da un gol segnato o da una partita vinta.
Perché il talento cresce in un ambiente sereno.
La fiducia cresce quando ci si sente liberi di sbagliare.
La passione cresce quando il gioco rimane un gioco.
💭 Il mio pensiero
Nell’attività di base dovremmo ricordarci ogni giorno che non stiamo formando soltanto futuri calciatori.
Stiamo contribuendo alla crescita di bambini e ragazzi.
E se un bambino torna a casa con meno fiducia di quella che aveva quando è arrivato al campo, allora il risultato della partita conta davvero poco.
La vittoria più importante non si legge sul tabellone.
Si vede negli occhi di un bambino che non vede l’ora di tornare ad allenarsi il giorno dopo.
👇 Secondo voi, qual è la frase che un genitore non dovrebbe mai dire a un bambino dopo una partita?