06/07/2026
Gli ingredienti, sulla carta, sono sempre quelli di ogni anno. Più di 40 ragazzi delle scuole medie, la natura selvaggia e un carico immenso di esperienze: dal surf sulle onde al body rafting, dal trekking all’arrampicata, fino al tiro con l’arco.
Ma c’è qualcosa che ogni volta ci affascina profondamente. È la scommessa, a tratti rischiosa, di un gruppo di adulti che decide di mettersi in gioco totalmente con i ragazzi, ed il coraggio delle famiglie che accettano questo rischio, affidandoci la cosa più preziosa che hanno.
Ogni anno prepariamo tutto nei minimi dettagli, eppure accade puntualmente qualcosa che supera la nostra immaginazione e le nostre stesse aspettative. Quest’anno la sorpresa più grande è arrivata direttamente dai ragazzi. Una sera ci hanno consegnato una lettera: ci chiedevano, con ironia e una maturità incredibile, di poter riproporre la stessa esperienza il prossimo anno, anche se per età non rientrerebbero più.
Vederli muoversi così, vedere il loro desiderio accendersi fino a chiedere che questa proposta continui, ci ha colpito molto. È il segno evidente che in queste settimane è accaduto qualcosa di reale, che ha smosso la loro vita.
Il succo di tutto quello che abbiamo vissuto quest’anno è racchiuso nelle parole della canzone che ci ha guidato in questo viaggio, “Buon vento” di Jovanotti e Alfa, che recita così:
“Facciamo sogni grandi come navi
Ma poi arrugginiscono se stanno fermi
Apro le vele, poi saluto il porto
Finché non è un punto piccolo nel mare
È vero, casa sarà sempre casa
Però l’orizzonte è dove voglio andare.
Quindi mi tuffo nel Mediterraneo
Ed è come l’abbraccio di un amico mio
Perché in fondo di acqua e sale
È fatto lui e sono fatto io.
Buon vento a chi oggi partirà
E sa per certo che il maltempo passerà.
Marinai di terra ferma in pericolo costante
Sulla groppa di un pachiderma che non sta fermo un istante:
Si muove!
Ho la coscienza piena di scogli
E un abisso dentro al mio cuore
Ma oltre le nuvole minacciose
Ho un’estate eterna e il mio amico sole.
Buon vento!”