05/10/2019
" ALL'INIZIO TUTTI I PERCORSI SONO ESTERNI, MA… Se da una parte non esistono reali differenze di contenuto e di finalità tra i sistemi esterni e interni, dall'altra, bisogna chiarire, che esistono differenze metodologiche e di approccio di cui purtroppo la maggior parte dei praticanti e maestri di arti esterne che si avvicina alle arti interne pensa di potere fare a meno, purtroppo non è così, spesso l’esperienza e le abilità accumulate nel corso degli anni, se non opportunamente utilizzate, possono essere più un impedimento che un vantaggio, PERCHÉ I DUE MONDI SONO SI VICINI ED ENTRAMBI REALI E VALIDI, MA SONO COME LO SPAZIO E L’ANTISPAZIO, LA FISICA CLASSICA NEWTONIANA E LA FISICA SUBATOMICA: LE LEGGI DI UNO SONO L’ESATTO OPPOSTO DELL’ALTRO.
Per questo non è facile per chi viene dalle arti esterne mettere da parte velocità e potenza generata dalla forza muscolare e ricercare altri modi di fare, altre fonti di forza, convincersi che la morbidezza che si sviluppa da un corpo armonizzato è superiore alla durezza, anche perché i risultati non sono immediati e riscontrabili in tempo reale, ci vuole in un certo senso la pazienza del contadino che per mesi e mesi non sa se il seme piantato sta germogliando o è morto, BISOGNA IMPARARE A INVESTIRE IN PERDITA, NON AGIRE MA TRASFORMARSI, IMPARARE A SENTIRSI, A SVILUPPARE UNA SENSIBILITÀ CORPOREA CHE PERMETTA DI PERCEPIRE CHE ESISTONO ALTRI MODI DI ALLENARSI, ALTRI POTERI DA ATTIVARE, ALTRE ENERGIE DA SCOPRIRE CHE NON LOGORANO IL CORPO, ANZI LO PORTANO A UN LIVELLO DI VITALITÀ SUPERIORE DOVE POTENZA ED ELASTICITÀ, VELOCITÀ E LENTEZZA, CORPO E MENTE SI CONIUGANO IN ARMONIA"
M° Flavio Daniele.