16/09/2026
🚴🏻 12 marzo 1950. Firenze. Velodromo.
Quel giorno un giovane siciliano di appena 18 anni, Salvatore Parisi, si aggiudicò la X Coppa Giulio Burci, una delle competizioni che hanno attraversato la storia del ciclismo toscano e italiano.
Una corsa nata negli anni Trenta, che nel suo albo d’oro avrebbe visto protagonisti alcuni dei grandi nomi del ciclismo italiano. Ma nel 1950, sul traguardo, c’era un ragazzo siciliano: “Turiddu” Parisi, classe 1931, nato a Paternò in provincia di Catania.
Questa fotografia, scattata proprio all’interno del Velodromo di Firenze, racconta un momento di quella vittoria e ci restituisce il volto di un ciclismo lontano, fatto di sacrifici, trasferte, biciclette e sogni.
Sono storie che rischiano di perdersi nel tempo.
Ma è proprio questo uno dei motivi per cui ho scritto “C’è sempre una Speranza”: il mio libro mi sta permettendo di entrare in contatto con appassionati, famiglie e testimoni e di scoprire, un pezzo alla volta, nuove pagine della storia del ciclismo siciliano degli anni ’50 e ’60.
Ogni fotografia, ogni nome, ogni ricordo può riportare alla luce un campione dimenticato.
Perché la storia del ciclismo non è fatta soltanto dai grandi nomi.
È fatta anche da uomini come Salvatore Parisi, che un giorno di marzo del 1950 portarono il nome della Sicilia sul gradino più alto del podio.
C’è sempre una Speranza di ritrovare, ricostruire e raccontare la storia. 🚴🏻📖
Qui trovate il mio libro 📕
👇🏻
https://www.amazon.it/dp/B0GW5TN9HV?ref=cm_sw_r_ffobk_cp_ud_dp_ZA1X6