09/02/2022
Tensegrità: termine coniato dall’ingegnere Richard Buckminster Fuller per indicare un insieme di «tensione» e «integrità».
Il concetto di TENSEGRITA’ letteralmente si può tradurre come integrità di tensione.
Molti sono i modelli meccanici che si fondano su questo concetto; costruiti e costituiti da elementi flessibili – che reagiscono alla trazione -e da elementi rigidi- che reagiscono alle forze di compressione – affinché il tutto si auto stabilizzi. ll minimo sforzo con la massima resa.
Ora immagina un’integrità di tensioni che si auto-stabilizzano durante il movimento:
questo è il corpo umano, una struttura che segue il principio della tensegrità.
Gli elementi rigidi sono le ossa, gli elementi flessibili l’intero sistema Mio-fasciale.
Ogni seppur minima variazione di tensione locale viene trasmessa in tutto il corpo dal sistema Miofasciale!
ABBANDONIAMO I MODELLI DI INGEGNERIA CIVILE E PASSIAMO ALLA BIO TENSEGRITA’ E ALLA FUNZIONE DELLA FASCIA
Il nostro corpo è una struttura di Bio Tensegrità in equilibrio tra compressioni e trazioni:
Se qualcosa non è in equilibrio, come un effetto domino si ripercuote in tutto il corpo.
Se al contrario esiste equilibrio tra trazione e compressione il nostro corpo è in equilibrio armonico.
Possiamo a tutti gli effetti dire che il nostro corpo è una struttura, basata sui principi della tensegrità, che è in grado di trasmettere forze, ridurre impatti e reagire in maniera funzionale a forti sollecitazioni.
La Bio-Tensegrità può essere applicata agli organismi biologici a tutti i livelli,
dalla struttura cellulare, alla colonna vertebrale, sino alle catene cinematiche
Se analizziamo il tallone di un podista che impatta al suolo 550 volte al km, sopportando a ogni appoggio una pressione che va da due a cinque volte il peso corporeo dell’atleta, è il sistema di BioTensegrità che permette la continua sollecitazione delle articolazioni plantari, senza disintegrarle nel giro di poco tempo.
La volta plantare è, infatti, in stretto contatto, grazie alle connessioni Miofasciali, con tutte le strutture dell’apparato locomotore (tendini, legamenti, muscoli), garantendo ad esso non solo l’assorbimento e la distribuzione equa dell’impatto, ma anche la conservazione dell’equilibrio globale in risposta al movimento.
Le caratteristiche della Bio Tensegrità sono:
– la resistenza
– la leggerezza
– l’interconnessione
– la flessibilità
CONCLUSIONI
Il sistema Miofasciale influenza il movimento e la stabilità corporea; lavora attraverso diverse forze quali la trazione, la flessibilità, la compressione, la torsione e risponde al principio di BIO TENSEGRITA’.
Per riuscire a migliorare la funzione della fascia nell’eventualità in cui questa sia alterata o compromessa e per
evitare l’effetto domino, è necessario:
1. Capire i ruoli della Fascia, cos’è e cosa fa.
2. Comprendere come la fascia può diventare disfunzionale e quali sono i sintomi che con molta probabilità si possono manifestare.
3. Acquisire abilità di valutazione dello stato di salute della stessa.
4. Conoscere metodi e strategie per prevenire la disfunzione e per ripristinare o mantenere la funzionalità della fascia.
Trasmettere questi concetti e la conoscenza e pratica sul campo e’ l’obiettivo dell’Allenamento Miofasciale; un mondo nuovo, affascinante, con un effetto “wow” garantito.
Buon Allenamento
Ester Albini
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