Centro Sportivo San Ciro

Centro Sportivo San Ciro Campetti Sportivi di Calcio a 5 in erba sintetica
Info e prenotazioni
Cell. 3497443353

Chiunque sia in cerca di un’esperienza sportiva impareggiabile, troverà qui la sua destinazione. Un'attività ispirata da una passione intensa, maturata in 20 anni di impegno, attraverso una storia di grandi successi e capace di esprimersi oggi con una serie di servizi esclusivi.

21/10/2021

"Mi ricordo il primo incontro col presidente quando arrivai al Leicester quell'estate:
"Claudio, questo è un anno importante per il club. È importante per noi rimanere in Premier League, dobbiamo salvarci".
La mia risposta fu: "Ok, certo. Lavoreremo duramente sul campo di allenamento e proveremo a farcela".
Quaranta punti. Questo era l'obiettivo.
Tornando indietro, non avrei mai immaginato che il 4 aprile avrei aperto il giornale e visto il Leicester primo in classifica con 69 punti. L'anno prima, nello stesso giorno, il club era in fondo alla classifica.
Incredibile.
A Natale avevamo raggiunto la salvezza. Ci riunimmo nello spogliatoio: “Proviamoci, non costa nulla”, ci dicemmo.
Dissi a loro che proprio come il personaggio di Tom Hanks, il Leicester avrebbe dovuto continuare a correre senza fermarsi mai.
Andammo avanti partita dopo partita pensando solo a pedalare tutti insieme e a far punti finché a un certo punto dissi ai ragazzi: "Il primato in Premier League è lì davanti ai nostri occhi e nessuno ne sta approfittando. O tentiamo di conquistarlo adesso o non ci proviamo mai più.
Non so mai contro chi gioco e non mi importa nulla di chi ho di fronte, del nome degli avversari, della storia più o meno gloriosa che portano in campo.
Noi giochiamo in undici e tutti e undici dobbiamo cercare solo di vincere qualsiasi partita".
Successe proprio così.
Vincemmo lo scudetto perché è sempre il coraggio inconsapevole che porta all’impresa straordinaria.
E pensare che pochi anni prima molti miei giocatori giocavano in leghe più basse.
Vardy lavorava in fabbrica, Kantè e Mahrez erano nella terza e quarta divisione francese.
Quando vincemmo il campionato, vedere i miei ragazzi commossi, dopo tutti i sacrifici fatti, fece commuovere anche me.
Una roba da non credere ma... ora lo posso dire: vedendo quel gruppo così unito, ho sempre saputo sin dall'inizio che avremmo vinto".

Oggi "Sir" Claudio Ranieri spegne 70 candeline.
Buon compleanno ad un grande signore del calcio, nonchè al principale artefice di una delle favole più belle ed emozionanti della storia del calcio. ❤

08/05/2021

Juazeiro, Stato di Bahia, Brasile.

Sono le 5 di mattina, Domingos si avvicina al letto dei suoi due figli per svegliarli.
Fuori è ancora buio, i bimbi si alzano ma non c'è una ricca colazione ad aspettarli, nemmeno la tv con i cartoni animati.
La realtà è difficile, infatti Daniel e Ney devono aiutare papà con il lavoro nei campi prima di andare a scuola.
E' faticoso, molto, ma i due bambini hanno trovato un modo per "motivarsi".
"Chi aiuterà di più papà può prendere la bici per andare a scuola".
E non è una vittoria da poco: chi prenderà l'unica bici di casa si risparmierà 12 km di camminata e arriverà presto così da poter fare anche una partitella con gli amici prima di entrare in classe.
E in quelle partite, Daniel, Dani per tutti, è il migliore di tutti.
Gioca, si diverte e fa divertire chi gioca con lui.
Ama scherzare ma ancora di più ama vincere.
E, a forza di emergere, viene notato da alcuni scout che lo chiamano in un'accademia insieme a tanti ragazzi.
Dani va in città, lascia la fazenda e va a vivere in un dormitorio.
Papà Domingos ha poco, ma vuole dare ai suoi figli l'opportunità di guadagnarsi una vita migliore. Da un po' lavora di sera anche in un bar per racimolare qualcosa in più. E grazie a quei soldini extra ha comprato a Dani un completo da calcio da alternare con quello vecchio e logoro che suo figlio stava mettendo in valigia.
Ma l'animo puro del ragazzino di periferia si scontrerà presto con la realtà: dopo aver lavato il completino nuovo, Dani lo mette ad asciugare ma qualcuno lo ruba.
Dani piange, vuole mollare ma poi fa una promessa a sé stesso:

"In quel momento ho realizzato che non mi trovavo più nella mia fattoria: questo era il mondo reale e lo chiamano così perché la m***a là fuori è davvero reale. Mi mancava la mia famiglia, qualcuno aveva rubato il mio completo, non ero il migliore lì: così mi sono fatto una promessa. 'Non tornerai nella fattoria finché non avrai reso tuo padre orgoglioso di te. Diventerai un guerriero e non tornerai indietro, il resto non conta..."

E Dani davvero non andrà più indietro.
Inizia una crescita emotiva e sportiva incredibile passando da Bahia a Siviglia. Si laureerà a pieni voti all'università di calcio del Camp Nou di Barcellona, per poi andare a vincere in Italia e Francia.
E vincere vuol dire vincere.
Perché Dani nella sua carriera ha vinto tanto.
Come pochi, anzi come nessuno.
43 trofei ufficiali, nessuno come lui nella storia.
Ma, tra tutti, dovesse scegliere lui vi racconterebbe della Champions League vinta a Berlino nel 2015.
Il motivo è presto detto:

"Ricordate quando vi ho detto che non sarei tornato indietro finché mio padre non sarebbe stato orgoglioso di me? Beh lui non è molto emotivo, non so quando è stato orgoglioso di me per la prima vota. Ma nel 2015 era a Berlino a vedermi vincere la Champions. Per la prima volta di persona. Dopo la festa in campo, durante un party per le famiglie dei giocatori, abbiamo posato insieme con la coppa in mano. E mi ha detto qualcosa in portoghese, in realtà una br**ta parola. Ma il concetto era: 'mio figlio adesso è un uomo'. E sapete una cosa? Stavo piangendo come un bambino. E' stato il momento più bello della mia vita..."

Tanti auguri Dani Alves

31/01/2021

• A 35 anni ha segnato per 11 partite consecutive, un risultato precedentemente raggiunto in un singolo campionato di Serie A dal solo Gabriel Batistuta, e successivamente da Cristiano Ronaldo.
• A 36 anni diventa il marcatore più anziano della storia della nazionale italiana.
• A 36 anni vince la classifica dei capocannonieri di serie A con 26 gol.
• Con 171 gol è tra i quindici attaccanti di serie A più prolifici di sempre.
• Con 93 gol è al quarto posto nella classifica dei bomber della storia della Sampdoria.
• Al momento ha segnato 233 gol e servito 60 assist, tra i club e nazionale.
• Nel 2009 e nel 2019 i suoi gol sono stati votati come i migliori della stagione al Gran Galà del calcio.

Il sogno di giocare con la maglia del Napoli e, una volta realizzato, costretto a fuggire dalla città partenopea perché minacciato e stalkerizzato.
Nonostante tutto è stato le fortune di diverse squadre, tra le quali la Sampdoria, diventata la sua seconda casa.
Un numero 9 che ha sempre giocato col 27 sulle spalle in onore del suo compagno di squadra e amico, Niccolò Galli, scomparso in un tragico incidente stradale.
Fabio Quagliarella è l'attaccante dai gol impossibili.
Fabio Quagliarella è come il vino: più invecchia e più migliora.

Buon compleanno Fabio! ❤

29/10/2020

"In quell'azione credevo di aver seminato tutti. Molte volte dopo la prima finta, quando prendo velocità gli avversari restano dietro, ma in quell'occasione sentii qualcuno. Stavo tirando sul secondo palo, e vidi una gamba togliermi il pallone. Molti miei compagni protestarono per il rigore, ma io sapevo che era un intervento pulito. Caddi a terra, e mi girai immediatamente per vedere chi era stato. Vidi che era Nesta. È stata una chiusura straordinaria, da parte di un giocatore altrettanto straordinario".

Leo Messi

12/10/2020

′′Un giorno entrai nello spogliatoio per parlare di tattica, ma quando vidi Ronaldo, Kaká, Adriano, Roberto Carlos e Cafu davanti a me, ho detto loro:
Andate in campo e siate voi stessi."
Luis Felipe Scolari

11/10/2020

"Dopo le solite lamentele, ha cominciato a minacciarmi, sembrava che gli avessi sparato. Non capivo le parole esatte, anche se i gesti erano chiari: mi diceva che mi avrebbe tagliato la gola. Così l'ho aspettato negli spogliatoi, ma di lui nessuna traccia..."

Jaap Stam su Simone Inzaghi

09/10/2020

Per noi quel pallone è sempre entrato

03/10/2020

Roby ❤️

11/09/2020

"Io sono stato uno dei primi ad avere contatto diretto con Paul, Manzini escluso chiaramente.
Il giorno del suo arrivo in Italia il 7 Luglio 1992, sono a Tor di Quinto, quando mi dicono di prendere il letto pieghevole e andare all'Hotel degli Aranci ai Parioli (sede del ritiro pre-partita della Lazio) primo alloggio italiano di Gazza."
"Vai a preparare i muscoli di Gazza!" -mi disse Manzini- "Dopo deve andare a correre con Ferola (il preparatore atletico) a Villa Glori"
"Arrivo nella hall e mi dicono di andare all'ultimo piano nella suite presidenziale. Salgo, busso e mi apre Gazza, completamente n**o!
Mi salutò come se fosse la cosa più normale del mondo, mi fece accomodare nel saloncino dove c'era una bottiglia di Champagne capovolta nel secchiello con il ghiaccio e un mare di lattine di birra vuote.
Seduto sul divano il suo amico Jimmy Cinque Pance faceva zapping guardando la TV!
Preparo il lettino, Gazza si sdraia e inizio il massaggio.
A un certo punto diventò tutto rosso, mi guardò e disse :"Excuse me stop!"
"Mi fermai, lui si alzò e andò verso Jimmy Cinque Pance ed iniziò ad urinargli addosso a fontana.
Quello neanche si scompose, continuava a guardare la Tv senza problemi, si lasciò scappare solo un "F**k you Gazza!".
Questo è stato il mio primo incontro con Gazza.
Arrivato a Tor di Quinto dopo tutti mi chiesero come era Gazza, che tipo era, cosa ha detto.
Io sorrisi e dissi:"Questo è matto, ma completamente matto non sapete cosa ci aspetta!"

Doriano Ruggiero il fisioterapista della Lazio anni 90' su Gazza Gascoigne

11/09/2020

“Una volta gli chiesi: ‘Qual è la tua posizione?’ Mi rispose: ‘Dove ha bisogno la squadra, mister’...” disse José Mourinho, suo allenatore all’inter, che continuò dicendo: “Un giocatore che ogni allenatore e compagno vorrebbe sempre avere al proprio fianco…”.

Centrocampista centrale nei due, mediano a tre, trequartista, interno o esterno, destro o sinistro, qualsiasi posizione fosse, lui non batteva ciglio: non esisteva ruolo che non potesse ricoprire.
Giocatori dal valore inestimabile.
Nato a Belgrado, fino al 2018 è stato primatista di presenze con la nazionale serba (103), prima di essere superato da Ivanovic.

Tra Stella Rossa (club dove è cresciuto e con cui ha esordito), Lazio e Inter ha vinto qualcosa come nove campionati, otto coppe nazionali, sei Supercoppe italiane, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea, una Champions League e una Coppa del mondo per club: insomma, un vincente nato.

E poi quel meraviglioso gol allo Shalke 04 in Champions League…

Non servì a nulla ai fini del risultato, ma la rete di Deki fu di rara bellezza.

Lancio dalla trequarti di Cambiasso per Milito che però viene anticipato dall’uscita di un attento Manuel Neuer.

La palla arriva nei pressi del centrocampo dove vigila Dejan Stankovic, che vedendo il portiere avversario fuori dai pali non ci pensa su due volte e calcia incredibilmente al volo per sorprenderlo.
Ne esce fuori un capolavoro di balistica, uno dei gol più belli della sua carriera, che i tifosi interisti e tutti gli appassionati di calcio ricordano e ricorderanno ancora per tanto tempo.
L’indimenticabile gol di un “tuttocampista”, un vero guerriero in campo, uno degli eroi di quell’indimenticabile triplete nerazzurro del 2010.

Dejan Stankovic, il “drago di Belgrado”.

04/09/2020

“Ricordo una notte di Kazan, Non avevo gli attaccanti titolari, né Milito né Eto’o. Mario aveva preso al 43′ del primo tempo un cartellino giallo. Negli spogliatoi dedico quattordici dei quindici minuti di riposo a metterlo in guardia, lo esorto a non commettere entrate pericolose, a non cadere nelle provocazioni, a non protestare con l’arbitro. Rientriamo in campo e dopo un minuto si fa espellere“.
Mourinho racconta un aneddoto su Balotelli.

02/09/2020

"La depressione ti fa scivolare silenziosamente in una realtà parallela fatta di visioni, premonizioni, presagi, praticamente in un mondo irreale.
Ricordo che mi sentivo inseguito come il peggiore dei furfanti, in ogni persona che incontravo vedevo il Diavolo o la Madonna.
Una notte, tornando a casa, comprai una bottiglia d’acqua e mi sembrava che le monete di resto fossero come impolverate e cosparse di sostanze stupefacenti per incastrarmi. Immaginavo che ci fosse ad aspettarmi la Guardia di Finanza.
Ricordo che quel periodo tornavo a casa la notte, non riuscivo a dormire e aspettavo il giorno successivo e quando arrivava dicevo: "ca**o è un altro giorno".
Prima di fare quel terribile gesto ricordo che ero a una riunione in sede della Juventus. Quando uscii ebbi un'altra visione: c’era un’auto con la targa di Montecarlo, o forse era svizzera, Andai a casa, spensi la luce definitivamente. Mi svegliai dopo 8 o 9 giorni in ospedale.
La parola suicidio fa paura perché si mettono a n**o tante cose. È difficile spiegare il mio gesto. Non ero cosciente, il fatto che non mi ricordassi nulla dimostra che questo gesto è una cosa che non mi apparteneva, ma che una parte di me l'ha fatto.
Forse è accaduto perché mi identificavo troppo con il Gianluca calciatore. Nel momento in cui sono venuti a mancare questi requisiti, è venuta meno anche la fiducia in me stesso e nell’amore verso gli altri. Mi colpì molto anche Calciopoli perché tutto ciò che avevo fatto in campo veniva dimenticato, azzerato, cancellato. E’ come ricevere un cazzotto e non capire da dove è arrivato.

Capii del gesto, il giorno in cui lo psichiatra mi spiegò cos'era successo. Mi disse: “l’hai fatto tu”. Avevo appena ripreso a mangiare, rimasi a digiuno per tre giorni cercando di capire. Ancora non trovo la spiegazione al fatto di aver scelto di provarci in sede. Forse in qualche modo sapevo che per me era un posto sicuro.
Non so oggi cosa mi aspetta, dico solo che ora vivo veramente, perché è come se fossi già morto una volta. E questa cosa mi emoziona molto ogni volta che la penso."

Gianluca Pessotto

Indirizzo

Via Einaudi
Castellammare Di Stabia
80053

Orario di apertura

Lunedì 10:30 - 00:00
Martedì 10:30 - 00:00
Mercoledì 10:30 - 00:00
Giovedì 10:30 - 00:00
Venerdì 10:30 - 00:00
Sabato 10:30 - 00:00
Domenica 10:30 - 00:00

Telefono

+393442658320

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