La Compagnia Arcieri dei Graffiti si occupa della divulgazione e istruzione del tiro con l'arco, attività che spazia dal passatempo alla pratica sportivo - agonistica per tutto l'anno. Attività per gruppi giovanili dai sette anni in sù. Tipi di tiro: Tiro indoor presso la palestra dell'Istituto Alberghetti di Castel San Pietro Terme da ottobre ad aprile. Tiro alla targa presso il campo da tiro
di Via San Carlo (uscita autostrada A14) da aprile ad ottobre. Partecipazione ai vari campionati provinciali, regionali, nazionali. Partecipazione al progetto "Scuola di sport, scuola di vita"
c/o la Scuola elementare di Poggio dal 1995 al 2010
Gruppo arcieri storici. Attività di living History e Re-enactment (partecipazione a sfilate, feste medioevali, ecc). Il Gruppo Arcieri Storici si forma all’interno della Compagnia Arcieri dei Graffiti con lo scopo di fare avvicinare al tiro con l’arco anche persone spinte da interessi socio-culturali o appassionate di storia medioevale. Dopo una prima fase, nella quale gli abbigliamenti erano lasciati alla fantasia dei singoli, si è passati alla fase, tuttora in corso, di meticolosa ricerca bibliografica e confezionamento di abiti, buffetteria, armi ed accessori secondo i dettami dell’epoca di riferimento. Il periodo storico preso in considerazione è quello compreso tra il 1300 ed il 1500, epoca d’oro per l’arcieria nell’Europa occidentale, ed in particolare sono presi come modelli gli abbigliamenti degli arcieri presenti in quel periodo presso gli eserciti inglesi. Questa scelta è stata determinata principalmente per due motivi: la maggiore facilità di reperimento di notizie in merito a questi arcieri ed il fatto accertato che presso questi gruppi di armati vi fossero molti italiani. Come livrea del Gruppo è stata scelta la “giubba rossa” della Guardia esplorante del Conte di Worwick, corpo scelto formato da arcieri, divenuto poi Guardia del Corpo Reale ed attualmente le Giubbe Rosse a cavallo canadesi. Normalmente il simbolo che gli arcieri portano sulla parte sinistra del petto è lo stemma del casato di Worwick: un orso che sostiene un tronco di quercia, a volte semplicemente un tronco di quercia.. In qualche raro caso è concesso, ad individui provenienti da rami cadetti di Casati nobiliari, di mantenere lo stemma della propria Casata. Gli Alfieri banneresi vestono una tunica bianca con colletto rosso e maniche con i colori dei Casati di provenienza. La presenza femminile è massiccia, offrendo ottime immagini sia di gruppo che singole per la cura e l’attenzione posta anche nei particolari (vedi il ciuffetto di fili di lana rossa che scendono dal copricapo della ragazza col vestito giallo). Il Pennone del capitano
"The Guard dies but doesn’t Surrender"
"La Guardia muore ma non si arrende"
Il Capitano utilizza come propria insegna (araldica) il pennone in quanto questo può essere usato a pieno titolo da tutti quelli che hanno rango inferiore a quello di “cavaliere banderese”. In questo caso il pennone a due punte indica che il Capitano ha raggiunto il grado di “cavaliere banderese”. Il pennone riporta simboli e motto bianchi su uno sfondo bicolore verde scuro vicino all’asta e rosso cremisi nella parte “svolazzante”. Gli archi rappresentano la specialità d’arma dalla quale proviene il Capitano e la maggior parte del gruppo. Il fiordaliso, simbolo di fedeltà, rappresenta la devozione del Capitano e dei componenti suo del gruppo. Il motto “The Guard dies but doesn’t surrender” (La Guardia muore ma non si arrende) dovrebbe descrive la caratteristica principale del gruppo. Nella faccia non visibile della foto al posto del motto è stato ricamato il simbolo della “Compagnia Arcieri Dei Graffiti”, dalla quale provengono gli arcieri. La Colubrina
Il gruppo dispone di una Colubrinetta da contrassedio a retro carica, tiro rapido con doppio arco elevatore. Detta bocca da fuoco è una ricostruzione artigianale (di libera interpretazione) in scala 2:3 di una colubrina di calibro 3 pollici del XV secolo montata su affusto a ruote.La particolarità di questo pezzo è quella di essere completamente smontabile per rendere più agevole il trasporto. L’affusto e la culla sono di legno di “Tuia” (molto leggero) , i gavelli delle ruote in castagno, i raggi
in pino, i perni in faggio.