10/04/2026
🏰 IL CASTELLO E LE "SORELLE" DELLA C2: ANALISI DI UNA RINASCITA POSSIBILE
Voglio condividere una riflessione basata esclusivamente su dati statistici e storici. Non è un post polemico, ma un modo per ricordare quanto pesi la nostra storia e come, guardando agli esempi di altre città che abbiamo affrontato sul campo, tutto sia ancora possibile.
I numeri di Castel San Pietro Terme:
🟡🔴 CASTEL SAN PIETRO TERME 🟡🔴
• 20.000 abitanti
• 6 campionati di Serie C2 (Professionisti)
• 14 campionati di Serie D / Interregionale
• 1 Scudetto Nazionale Dilettanti (Campioni d'Italia 1996/97)
Vantiamo un palmarès importante che ci ha visto protagonisti insieme a realtà storiche che hanno giocato contro di noi in quegli anni d'oro. Oggi queste squadre hanno tutte un denominatore comune: sono tutte ripartite o in fase di ripartenza. • Baracca Lugo (32.000 ab.): Dopo anni di vuoto, la piazza si sta riorganizzando proprio in questi mesi per tornare ufficialmente in campo nella stagione 2026/27. REALTÀ IN RIPARTENZA.
• Tolentino (18.000 ab.): Una piazza che ha saputo riorganizzarsi garantendo immediata continuità alla propria tradizione sportiva. REALTÀ RIPARTITA.
• Gualdo Tadino (14.000 ab.): Una città che ha mantenuto viva la propria fiamma calcistica attraverso nuove strutture societarie. REALTÀ RIPARTITA.
• Tempio Pausania (13.000 ab.): Ripartiti dalle categorie regionali, hanno ricostruito passo dopo passo la propria identità. REALTÀ RIPARTITA.
• Castelnuovo Garfagnana (5.000 ab.): Dopo le sfide in C2 contro di noi, sono SUBITO RINATI dalla Promozione e oggi militano in Eccellenza. REALTÀ RIPARTITA.
🟡🔴 IL PUNTO DELLA SITUAZIONE
Il Castel San Pietro Calcio, dopo la cessazione dell'attività nel 2012, rappresenta un caso raro. Guardando le altre piazze, appare chiaro che già nel 2012 si sarebbe dovuto fare qualcosa di più a livello cittadino e istituzionale per proteggere questo patrimonio, evitando che anni di gloria finissero nel nulla. Mentre le altre "sorelle" della C2 venivano accompagnate in un percorso di rinascita, Castello è rimasta ferma.
Non è una critica alla gestione sportiva dell'epoca — a cui va il dovuto riconoscimento per aver permesso a questa città di salire sul tetto d'Italia — ma una constatazione su ciò che è mancato a livello di supporto del territorio. Tuttavia, l'esempio di Lugo ci insegna che ci si può riorganizzare anche dopo molto tempo, e quello di Castelnuovo che si può fare calcio anche in centri molto piccoli. Significa che anche oggi per Castello tutto è possibile. Non è mai troppo tardi per rimediare e dare a questa città una degna erede.
La storia non si cancella, si può solo ricominciare a scriverla. 🏰⚽