01/06/2019
Come probabilmente avete già intuito, mercoledì sera si è conclusa nel peggiore dei modi la mitica cavalcata della Tua. I biancoblu sono crollati sotto i colpi insistenti dei campioni uscenti della categoria Golden, evidenziando forse ciò che ancora manca alla squadra per fare il salto di qualità della consacrazione.
Ci siamo rimasti male, è vero; il nostro modo di vivere la partita, la stagione, i playoff, ci ha portato sempre a dare tutto, a buttare il cuore oltre l'ostacolo, a non accettare la sconfitta se non al triplice fischio, e forse proprio per questo perdere fa ancora più male. Per fortuna però la delusione ha lasciato, dopo poco, lo spazio ad un sorriso beffardo, malinconico, ripensando alla fantastica avventura che sono stati questi playoff appena conclusi. Siamo entrati come penultima testa di serie, partita dopo partita ci siamo guadagnati la finale, vedendo gli avversari cadere uno ad uno, finché l'ultimo, dopo un primo tempo combattuto, ci ha schiacciato, riportandoci con i piedi per terra.
Ciò che ci resta da questa stagione è una nuova consapevolezza, valorizzata dal premio di squadra rivelazione del torneo: quella di una squadra di compagni di classe che 8 anni fa nasceva in una taverna di via Porrettana grazie al Pres Giacomo, a Riccardo e a Gambo, e cresceva poi sotto l'ala protettrice di giocatori del calibro di Celeste Zanetti, catapulta Frenk, AirOne Ciola, El Manz Luca, raggiungendo quest'anno il suo più alto risultato di sempre, portandosi a casa la coppa di secondo posto di categoria Golden.
Grazie a chi c'è stato, a chi c'è e a chi ci sarà.
I giocatori vanno e vengono, ma la maglia e i colori restano: bianco come un foglio ancora da scrivere, blu come un mare ancora da esplorare.
Ad Maiora A.C. Tua.
Il Prof