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Etruskullpture Training Center asd Preparazioni atletiche, Crosstraining, Powerlifting, Powerbuilding, Kick boxing, ShootBoxe, Pugilato

ilMurph è uno dei circuiti più famosi del mondo CrossFit.E personalmente lo trovo anche uno dei più interessanti.Perché?...
13/06/2026

ilMurph è uno dei circuiti più famosi del mondo CrossFit.

E personalmente lo trovo anche uno dei più interessanti.

Perché?

Perché è codificato.
Perché è ben programmabile.
Perché è un ottimo test per valutare la condizione fisica generale.

Non è il classico circuito buttato lì per distruggerti e farti sudare a caso.
Ha una struttura precisa, dei volumi chiari, una richiesta fisica enorme e soprattutto ti obbliga a capire se il tuo corpo è davvero pronto a sostenere fatica, ritmo e qualità tecnica.

La struttura classica è brutale nella sua semplicità:

1 miglio corsa — 1.6 km
100 trazioni
200 push up
300 air squat
1 miglio corsa — 1.6 km

La versione RX viene spesso eseguita con giubbotto zavorrato:

9 kg uomo
6 kg donna

Ma attenzione: il Murph non è un workout da improvvisare per sentirsi eroi.

Per chiuderlo davvero serve una base seria.

Serve una **base aerobica solida**, costruita con tanto lavoro in **zona 2**, per creare il motore.
Poi serve passare anche a lavori più specifici, come la corsa in soglia, per imparare a sostenere ritmi più alti senza andare completamente fuori giri.

E serve anche una base ginnastica reale.

Prima di pensare a un Murph zavorrato dovresti avere almeno:

10-12 trazioni solide
15-20 push up puliti
30-50 air squat continui e tecnici

Se non hai queste basi, la vest non ti rende più forte.
Ti rende solo più lento, più sporco e più facile da demolire.

Il Murph va costruito.

Puoi partire con lavori progressivi, senza giubbotto, aumentando volume e densità nel tempo.
Solo dopo aver chiuso un Murph completo senza zavorra con un buon livello, puoi pensare di ripetere la progressione con la vest.

E qui entra un punto fondamentale:

lo strength training deve restare parte integrante della preparazione.

Non puoi pensare di preparare un workout del genere solo facendo WOD a caso.

Devi costruire spalle, schiena, tirata, spinta, core, gambe, tendini e capacità di tollerare volume.

La parte specifica Murph può essere inserita:

1 volta a settimana se il tuo livello è medio, insieme ad almeno una corsa di fondo in zona 2.

Oppure 2 volte a settimana se hai già un’ottima base aerobica, mantenendo comunque un richiamo di zona 2 almeno ogni 10 giorni.

La durata del programma dipende da questo:
dal tuo livello reale, non dal tuo ego.

Gli errori classici?

Partire subito con il giubbotto.
Sottovalutare la corsa.
Avere trazioni e push up instabili.
Pensare solo al circuito e ignorare la forza.
Massacrarsi ogni settimana senza una progressione.

Il Murph è interessante proprio perché ti dice la verità, ti dice se sei in condizione.

Il Murph non si improvvisa.

Si costruisce.

Poi, se sei pronto, chiudi il Murph davvero.

11/06/2026

Esistono esercizi fondamentali: squat, panca, stacco, trazioni, military press.

Non perché siano magici, ma perché hanno un grande impatto neurale, coordinativo e prestativo.

Ma pensare che tutto ciò che è guidato, isolato o “da macchina” sia inutile è una ca***ta.

A volte il complementare diventa indispensabile.

Se nella panca manca la chiusura, non sempre la soluzione è solo board press o elastici: magari serve costruire davvero il tricipite.

Se un atleta non riesce a squatttare bene, pressa, belt squat o varianti guidate possono dare forza, volume e transfer in modo più sicuro.

Dopo un problema al ginocchio, leg extension, isometrie e lavori mirati possono essere molto più intelligenti di gesti complessi fatti male.

Il punto è semplice:

funzionale non è l’esercizio.
Funzionale è ciò che, in quel contesto, porta al risultato.

Il fondamentale resta fondamentale.

Ma il complementare, quando serve davvero, diventa indispensabile.

Più metodo.
Meno dogmi.

Hai poco tempo? Perfetto. Allora smettila di usare questa scusa e impara a sfruttare davvero 60 minuti.Questo schema nas...
11/06/2026

Hai poco tempo?

Perfetto.
Allora smettila di usare questa scusa e impara a sfruttare davvero 60 minuti.

Questo schema nasce proprio da qui:

3 allenamenti da 1 ora
con dentro tutto ciò che serve davvero:

* multiarticolari pesanti in 5x5
* pochi complementari
* lavoro accessorio essenziale
* conditioning breve
* conditioning aggressivo
* zero tempi morti

L’idea è semplice:

entri in sala con un programma chiaro,
metti via quel c***o di telefono,
e lavori.

I multiarticolari sono il cuore del lavoro:

back squat
deadlift
front squat
military press
floor press
bench press
row

Qui devi cercare una progressione sensibile settimana dopo settimana, aumentando il carico in modo intelligente sullo schema 5x5.

Non serve fare 40 esercizi.
Serve far crescere quelli che contano.

Sui pochi complementari presenti, invece, il lavoro deve essere concreto:
spingi vicino al cedimento, mantieni tecnica pulita e cerca stimolo vero.

Poi arrivano i blocchi finali di conditioning.

Ed è qui che molti sbagliano.

Se quei 5 minuti finali li fai “mosci”, tanto vale che vai a farti la doccia prima.

Battle rope, burpee, tire flip, circuiti rapidi:
devono alzare il ritmo, aumentare la densità e chiudere la seduta con intensità reale.

Questo tipo di programmazione è perfetto per chi:

ha poco tempo
vuole unire forza + conditioning
cerca struttura semplice ma efficace
sa lavorare duro senza perdere tempo

Non è un programma costruito per intrattenerti.

È un programma costruito per farti rendere.

1 ora.
Nessun alibi.
Carico in salita.
Qualità sempre alta.

Più metodo.
Meno caos.

Per coaching e programmazioni: scrivimi in DM.

In preparazione atletica lo strumento non deve diventare un feticcio.Il kettlebell è uno strumento enorme.Ma non sempre ...
10/06/2026

In preparazione atletica lo strumento non deve diventare un feticcio.

Il kettlebell è uno strumento enorme.
Ma non sempre è la scelta più efficiente.

Se l’obiettivo è costruire potenza, coordinazione, conditioning, core, presa e capacità di esprimere forza velocemente, in alcuni contesti il dumbbell può essere una soluzione più accessibile e immediata.

Soprattutto con atleti che non devono imparare il kettlebell come disciplina, ma devono semplicemente migliorare la propria preparazione fisica.

Clean e sn**ch con kettlebell richiedono incastro, timing, traiettoria e controllo dell’impatto sull’avambraccio.

Se l’atleta perde troppo tempo sulla skill, si colpisce continuamente il polso e non riesce a esprimere potenza, il costo tecnico diventa troppo alto.

Con il dumbbell posso ottenere uno stimolo prestativo molto simile con meno complessità:

più verticale
più semplice
più veloce da insegnare
meno vincolato all’incastro
più immediato in seduta

Dumbbell sn**ch, clean, swing, high pull e push press permettono di lavorare su potenza, tripla estensione, monolateralità, anti-rotazione e conditioning in modo estremamente pratico.

Il punto non è kettlebell contro dumbbell.

Il punto è capire cosa serve davvero all’atleta.

Se il kettlebell funziona, usalo.
Se il dumbbell ti fa arrivare prima allo stimolo, scegli il dumbbell.

In preparazione atletica non devi innamorarti dell’attrezzo.

Devi innamorarti del risultato.

Più metodo. Meno caos.

#

09/06/2026

Le basi del kettlebell training non sono gli esercizi più spettacolari.
Sono i passaggi che ti permettono di costruire tutto il resto.
Prima di tutto serve un buono swing, sia a due mani che a una mano.
Lo swing a due mani ti insegna a generare forza dall’anca, controllare l’oscillazione e capire il ritmo base della ghiria.
Lo swing a una mano aggiunge un livello superiore: controllo anti-rotazionale, gestione della presa, traiettoria più precisa e preparazione diretta a clean e sn**ch.
Poi serve una buona percezione del controbilanciamento.
Con la ghiria non devi solo “tirare su un peso”.
Devi imparare a gestire traiettoria, inerzia, timing e posizione del corpo rispetto al carico.
Da lì arriva il clean.
Un clean fatto bene non è semplicemente portare la ghiria al petto.
È il gesto che ti permette di arrivare in una rack position solida, stabile ed economica.
E la rack è fondamentale.
Una rack solida ti permette di recuperare, respirare e risparmiare energia nei set lunghi.
Ma ti permette anche di esplodere in maniera efficace nel jerk, sentendo bene la trasmissione di forza e la tripla estensione: caviglia, ginocchio, anca.
Allo stesso modo, una buona rack diventa il punto di partenza per un press potente, stabile e realmente controllato.
Poi c’è l’incastro della mano.
Capire come la mano entra nella maniglia, come si assesta e come riceve la ghiria fa la differenza tra un gesto fluido e un movimento scomodo, sporco e dispersivo.
Swing a due mani.
Swing a una mano.
Controbilanciamento.
Clean.
Rack position.
Incastro della mano.
Questi passaggi sono la base per lavorare correttamente tutto ciò che viene dopo:
jerk, press, sn**ch e tutti i movimenti più complessi.
Non abbiate fretta.
Prima di cercare varianti, carichi o numeri, assicuratevi di costruire le basi nella maniera più corretta possibile.
Con le ghirie, più il gesto diventa tecnico, più ogni errore iniziale te lo porti dietro.
Crea solide basi.
Poi costruisci tutto il resto.
Più metodo.
Meno caos.

Questa è una mia rivisitazione del leggendario metodo Heavy Duty di Mike Mentzer. Un approccio che ha sempre diviso. Da ...
09/06/2026

Questa è una mia rivisitazione del leggendario metodo Heavy Duty di Mike Mentzer.

Un approccio che ha sempre diviso.

Da una parte chi lo considera troppo estremo.
Dall’altra chi lo usa come scusa per fare poco.

La verità, come sempre, sta nel mezzo.

Heavy Duty non significa allenarsi poco perché non hai voglia di fare volume.

Significa fare poco volume, ma con una qualità, una concentrazione e una capacità di spinta che non tutti possiedono.

Questo blocco è strutturato su 4 giorni.
A — Upper push / pull
B — Lower body squat focus
C — Spalle e braccia
D — Stacco e posterior chain

La logica è semplice, ma non facile:

ramp progressivo
serie target
cedimento reale
tecniche di intensità
recupero serio
massima precisione tecnica

Il volume è controllato.
Ma ogni serie che conta deve pesare davvero.

Qui non vinci perché fai di più.

Vinci perché arrivi alla serie giusta con il carico giusto, la testa giusta e la capacità reale di spingerti oltre il punto in cui la maggior parte delle persone si ferma.

Ma attenzione: questo non è un programma per tutti.

Non è per principianti.
Non è per chi non sa gestire il cedimento.
Non è per chi confonde intensità con casino.
Non è per chi perde tecnica appena la serie diventa scomoda.

È un programma funzionale solo per chi è già esperto, consapevole dei propri mezzi e sa cosa significa andare oltre senza trasformare l’allenamento in una lotta sporca contro l’ego.

Perché spingersi oltre non significa perdere il controllo.

Significa mantenere controllo proprio quando il corpo vorrebbe mollare.

Questa è la vera difficoltà.

Poco volume.
Altissima intensità.
Cedimento reale.
Tecnica prima dell’ego.

Più metodo. Meno caos.

Per coaching e programmazioni, scrivimi in DM.

Ecco il copy per il feed, con tono tecnico, forte e coerente col carosello:Questo protocollo lo ripubblico spesso.E lo f...
08/06/2026

Ecco il copy per il feed, con tono tecnico, forte e coerente col carosello:

Questo protocollo lo ripubblico spesso.

E lo faccio per un motivo molto semplice:
lo considero in assoluto uno dei migliori protocolli made in Etruskullpture per chi vuole approfondire seriamente l’utilizzo del bilanciere.

Non è una scheda “figa” da guardare.
Non è una roba messa insieme per sembrare complicata.

È un metodo costruito per sviluppare:

forza reale,
consapevolezza tecnica,
ipertrofia funzionale,
capacità di autoregolarsi sotto carico.

La struttura è semplice solo in apparenza:

Giorno 1 — Volume
accumuli lavoro qualitativo sui fondamentali.

Giorno 2 — Tecnico
raffini il gesto, lavori sui tempi, sulle pause, sul controllo.

Giorno 3 — Ramping
vai a cercare i carichi che daranno i riferimenti a tutto il blocco.

Ed è proprio il giorno 3 il cuore del sistema.

Non si parte a caso.
Non si inventano percentuali dal nulla.
Si parte dal ramping, si leggono i carichi, si valuta il margine reale e da lì si costruisce il lavoro della settimana.

Questo protocollo si basa sull’ autoregolazione.

E autoregolarsi non significa fare quello che ti pare.
Significa conoscere il tuo livello, rispettare il buffer, capire quando spingere e quando tenere margine.

Quando ti approcci a un lavoro del genere non devi partire già tirato come una corda di violino.

Parti con margine.
Costruisci.
Assottiglia il buffer settimana dopo settimana.

Le prime 3-4 settimane sono di avvicinamento.
Le ultime 3-4 diventano pesanti davvero.

Ed è lì che capisci se hai costruito bene.

Perché un buon protocollo non ti massacra subito.
Ti porta progressivamente verso giornate sempre più dense, sempre più dure, sempre più produttive.

Volume.
Tecnica.
Ramping.

Tre pilastri semplici, ma se gestiti bene devastanti.

Per chi vuole imparare davvero il bilanciere in Etruskullpture, questo resta uno dei metodi base più solidi

Costruire forza reale.
Affinare la tecnica.
Accumulare volume qualitativo.

Questo è il senso.

Quando si parla di progressione, molti pensano solo a una cosa: aggiungere peso.In realtà programmare non significa semp...
05/06/2026

Quando si parla di progressione, molti pensano solo a una cosa: aggiungere peso.
In realtà programmare non significa semplicemente “fare di più”, ma decidere quale variabile far salire e quale invece tenere sotto controllo.
Oggi voglio presentarti due strategie diverse per costruire volume e intensità.
1. Intensità crescente / volume decrescente
Il carico sale settimana dopo settimana, mentre il volume si riduce o diventa più selettivo.
Esempio:
6x5 @77.5%
5x5 @80%
4x5 @82.5%
4x4 @85%
3x5 @87.5%
È una strategia da intensificazione: più specificità, più qualità, più focus sulla prestazione. Utile quando vuoi avvicinarti a un test, una gara o una fase di picco.
2. Intensità costante / volume crescente
Il carico resta stabile, ma aumenta il lavoro totale prodotto con quella stessa intensità.
Esempio:
3x8 @75%
4x6 @75%
5x5 @75%
6x5 @75%
È una strategia da accumulo: costruisce base, migliora la capacità di lavoro, consolida la tecnica e aumenta il tonnellaggio su un carico già significativo.
La differenza è semplice:
Una ti porta verso carichi più alti.
L’altra ti insegna a reggere più lavoro.
Ma la scelta non dipende solo dall’obiettivo.
Dipende anche da come tu rispondi allo stress allenante.
Cosa accusi di più?
L’alto volume?
O l’alta intensità?
Ci sono atleti che reggono bene tante serie, ma si bruciano velocemente quando i carichi salgono.
Altri invece tollerano bene l’intensità, ma crollano se il volume diventa troppo alto.
Questa è una valutazione fondamentale.
Perché la strategia migliore non è quella più dura.
È quella che puoi reggere, recuperare e trasformare in adattamento.
L’errore è aumentare tutto insieme: peso, serie, ripetizioni, densità e vicinanza al cedimento.
Quella non è progressione.
È solo fatica buttata dentro senza logica.
Un programma vero non è una lista di esercizi.
È gestione dello stress allenante.
Più metodo. Meno caos.
Per coaching e programmazioni, scrivimi in DM.

La pliometria non è saltare a caso per “fare cose atletiche”.È uno dei metodi più efficaci per sviluppare potenza reale,...
03/06/2026

La pliometria non è saltare a caso per “fare cose atletiche”.

È uno dei metodi più efficaci per sviluppare potenza reale, perché allena il corpo a fare una cosa fondamentale nello sport:

assorbire forza e restituirla il più velocemente possibile.

Il principio è il ciclo stiramento-accorciamento:

fase eccentrica → accumuli energia elastica
fase di ammortizzazione → la transizione deve essere rapidissima
fase concentrica → restituisci tutto in un gesto esplosivo

Più sei bravo a ridurre il tempo tra assorbimento e spinta, più riesci a generare output elevato in tempi brevi.

Ed è esattamente ciò che serve nella preparazione atletica.

Nel lower body significa:
salti più potenti, sprint più reattivi, cambi di direzione più violenti, maggiore stiffness e capacità di rimbalzare a terra.

Ma attenzione: la pliometria non è solo gambe.

Anche nell’ upper body è un’arma enorme.
Lanci, slam ball, chest pass, plyo push up e med ball throw insegnano a produrre forza rapidamente nella parte alta del corpo, con un transfer eccezionale negli sport da combattimento, negli sport di squadra e in tutte le discipline dove serve esprimere potenza, non semplicemente essere forti lentamente.

Il punto centrale è questo:

prima impari ad assorbire.
Poi impari a reagire.
Infine impari a esplodere.

E come ogni lavoro neurale serio, la pliometria va trattata con rispetto:

poche ripetizioni,
alta qualità,
recuperi completi,
mai da esausti.

Tre o cinque ripetizioni pulite valgono più di venti contatti lenti, rumorosi e tecnicamente inutili.

La pliometria non serve a stancarvi.
Serve a rendervi più rapidi, più reattivi, più esplosivi.

Assorbi forza.
Restituisci potenza.

Indirizzo

Via Aurelia 257
Castagneto Carducci
57022

Orario di apertura

Lunedì 06:45 - 21:00
Martedì 06:45 - 21:00
Mercoledì 06:45 - 21:00
Giovedì 06:45 - 21:00
Venerdì 06:45 - 21:00
Sabato 07:00 - 14:30

Telefono

+393930533548

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