03/03/2020
Bhujangasana – भुजङ्गासन
Il mito dietro la posizione
L'ascolto nella pratica spirituale
Mentre Buddha stava meditando, un gruppo di cobra (bhujanga in sanscrito) gli si avvicinò, attirato dalla sua calma e pace. Buddha percepì la loro presenza ma non ne ebbe paura e la sua calma rassicurò i serpenti che si avvicinarono ancora di più.
Nel frattempo sopraggiunsero incuriositi una serie di avventori che, però, rimasero a debita distanza per paura dei rettili.
Venne la pioggia e i presenti presero a preoccuparsi per la testa di Buddha che iniziava a ba****si ma nessuno osava avvicinarsi per coprirgli il capo a causa dei serpenti. Questi ultimi, grati per questa opportunità di pace e solitudine, si accordarono per riparare Buddha. Il re dei cobra scivolò proprio sopra di lui e di allungò il più possibile.
Allungatosi al massimo, un terzo del suo corpo si staccò completamente da terra e aprì il suo ampio mantello per creare riparo al Buddha, che potè continuare indisturbato la propria meditazione.
La generosità del cobra e l'immobilità di Buddha, lasciarono i presenti senza parole.
Il culto dei serpenti è tra quelli più antichi dell'India. Il serpente rappresenta l'eterno corso del tempo: è in grado di cambiare pelle e questo simboleggia rinascita e rigenerazione.
Shiva è spesso rappresentato con il collo adorno di serpenti.
Gli dei si servirono dei serpenti per mescolare l'oceano di latte durante il Samudra Mantham.
Ganesh porta un cobra attorno al torace, simbolo del tentativo di seguire le orme del padre lungo il cammino yogico , verso la capacità di controllare la paura.
Tuttavia possono essere pericolosi: possono mordere, colpire, sputare veleno, stritolare creature tra le loro spire fino ad ucciderle e passare dalla totale immobilità ad un movimento incredibilmente rapido in un solo istante.
I simbolismi dietro la figura del cobra può aiutarci sul cammino yogico ogni qual volta ci imbattiamo in ostacoli, veleni o paure. Shiva, ad esempio, adorno di serpenti, siboleggia la familiarità con la paura della morte (Abhinivesha).
I serpenti sono spesso associati anche alla musica, agli incantatori di serpenti che, con il loro flauto, calmerebbero i loro istinti cattivi. In realtà, i serpenti non hanno orecchie esterne per cui non sono in grado di percepire i suoni come gli esseri umani. La loro capacità di sentire è legata all'ascolto, attraverso l'appoggio della mascella al suolo, delle vibrazioni sottili. Questa capacità di ascolto profondo rende il cobra un potente simbolo yogico.
L'asana che porta nome del cobra, bhujanga, è immediatamente rappresentativo del serpente. Le gambe andrebbero unite a formare la coda mentre il busto è sollevato a rappresentare la posizione tipica del cobra quando si prepara ad attaccare.
°Primi asana di preparazione: Marjaryasana I, Marjayasana II, Adho Muha Svanasana
°Primi asana di compensazione: Adho Mukha Svanasana, Apanasana, Balasana
In foto: Bhujangasana eseguita dal Maestro BKS Iyengar
Bibliografia: I significati mitologici delle posizioni Yoga (M. Gandossi, S. Romani)