Tempo Yoga

Tempo Yoga Corsi e seminari di Yoga e Meditazione. Percorsi di Counseling sistemico. Incontri individuali su appuntamento a Bologna, Casalecchio, Zola Predosa.

La verità è che non sappiamo cosa accadrà al prossimo passo.Non disponiamo della possibilità di controllare, né possiamo...
20/06/2026

La verità è che non sappiamo cosa accadrà al prossimo passo.
Non disponiamo della possibilità di controllare, né possiamo prevedere il futuro o determinarne con certezza gli esiti.
La verità è che l'unica cosa che so, la so nell'istante.
Ora.
Sul poi non ho elementi certi.
L'unica scelta di cui dispongo è come voglio stare nel qui.
E anche questa scelta a ben vedere, ha i suoi limiti, perché non sempre mi sarà dato di stare nel "qui" come vorrei, come sento giusto che sia.
Ma, ciò nonostante, finché sono vivo, mi sarà dato di tentare.
Come abito il "qui" allora, sapendo che non ho alcun controllo o certezza sul "poi".
Sono capace di stare nel "qui" riconoscendone il miracoloso esistere, gratuito, senza un perché?
So stare nel dono dell'istante che mi è dato di vivere, consapevole del suo essere transitorio, non definito, non risolutivo?
Attimi di bellezza, briciole di calore, momenti di intensità.
Sapendo cogliere il valore nell'effimero nostro passaggio in questo vivere, bellissimo e tremendo...

A tra poco...❤️🙏

OSSERVARE IL GIUDIZIOLa nostra cultura ci educa fin da piccoli a rivolgere lo sguardo verso il mondo esterno. Impariamo ...
18/06/2026

OSSERVARE IL GIUDIZIO

La nostra cultura ci educa fin da piccoli a rivolgere lo sguardo verso il mondo esterno. Impariamo ad osservarlo, a studiarne i meccanismi e a riconoscerne le regolarità, nel tentativo di renderlo prevedibile, controllabile e dunque meno minaccioso.
Mentre impariamo a conoscere il mondo osservandolo dall'esterno, tuttavia, raramente veniamo educati a conoscere ciò che accade dentro di noi.
Impariamo a guardare le cose, molto meno a sentire l'esperienza che esse suscitano.

Mentre osserviamo e studiamo il mondo iniziamo poi a nominarlo, a interpretarlo, a catalogarlo secondo dei parametri. E' allora che nasce il giudizio: la possibilità di dire sulle cose e di prendere posizione su di esse. Con il giudizio l'essere umano non si limita a registrare il mondo, ma vi prende parte. Attraverso il giudizio, ciò che appare davanti a noi smette di essere un semplice oggetto neutro e diventa qualcosa che ci riguarda, che ci attrae, ci respinge, ci interessa o ci lascia indifferenti.

Per questa ragione il giudizio è uno degli elementi più difficili, nella pratica di consapevolezza, da riconoscere, perché spesso è una atto cognitivo che si fonde con la percezione stessa del mondo, con le sue affezioni.
Dunque possiamo chiederci: è possibile percepire senza giudicare? Percepire il mondo senza apporre un'etichetta su di esso, una classificazione? Percepire senza posizionarci affettivamente nel reale?

La meditazione di consapevolezza e la visione sistemica che utilizzo negli incontri di counseling parte proprio da qui: riconoscere e percepire l'esperienza di cui siamo parte, nominarla, ma astenersi dal giudicarla. E' una pratica potente e disvelante. Quando posso vedere il giudizio semplicemente come un atto della cognizione, senza prenderne parte affettivamente, posso dire di essere ad un buon punto della pratica.

Percepire il mondo, sentirlo, ma non immedesimarsi nel giudizio su di esso, nell'intervento della mente, questo è un primo meraviglioso assaggio della promessa di libertà e affrancamento dalla sofferenza.

Sabato 20 giugno ultimo incontro di YOGA e MEDITAZIONE 9.30-12 Casalecchio di reno e online su Zoom. Info whatsapp: 3481202025

- Una mente paziente è una gioia eterna. È qualcosa che non lascia spazio alla paura. Normalmente siamo completamente mo...
16/06/2026

- Una mente paziente è una gioia eterna.
È qualcosa che non lascia spazio alla paura.
Normalmente siamo completamente motivati ​​dalle nostre speranze e dalle nostre paure.
Le nostre speranze sul fatto che tutto ciò che verrà sia facile e piacevole, e le nostre paure sul fatto di incontrare cose difficili.
E' a causa di queste speranze e paure, del nostro desiderio di sicurezza, della nostra paura dell'insicurezza, che soffriamo così tanto.
Quindi il cammino è imparare ad andare oltre le speranze e le paure e semplicemente riposare in ciò che accade nel momento presente.
Avere sicurezza nell'insicurezza.
E l'unica sicurezza che possiamo avere nell'insicurezza è riposare nella natura della nostra mente, perché non c'è sicurezza all'esterno. -
Jetsunma Tenzin Palmo
Ultime settimane di pratica per coltivare lo sguardo di presenza: accogliere l'insicurezza come elemento dell'esistenza, coltivando un atteggiamento di fiducia.
info: 3481202025 Patrizia www.tempoyoga.it
foto di Shashiprakash Saini su Pexels

- Tra i metodi che Patanjali descrive nello Yoga Sutra per dare stabilità della mente troviamo la concentrazione sul lot...
11/06/2026

- Tra i metodi che Patanjali descrive nello Yoga Sutra per dare stabilità della mente troviamo la concentrazione sul loto del cuore, in conformità, secondo il commento di Vijnana Bikshu, all'insegnamento della Chandogya Upanishad (8,1.1-3) : "Dentro (nel cuore) c'é uno spazio vuoto. Ciò che in esso si trova, questo bisogna cercare… Quanto è grande lo spazio (esteriore), altrettanto lo è lo spazio entro il cuore… Tutto è in esso compreso.”

Il praticante deve concentrare, dunque, l’attenzione su questo punto, situato tra la gola e l’ombelico; col tempo, questa condizione determinerà la predominanza del guna sattva nella sua mente, conferendo a quest'organo una natura luminosa, con una propensione all’interiorizzazione e alla consapevolezza di sé. Si tratta della luce di cui parla il Sutra (1,36): “Oppure (si ottiene la stabilità mentale) attraverso la (percezione della) luce priva di sofferenza.”

Quanto alla caratteristica di essere ‘priva di sofferenza’, Vijñāna Bhikshu ricorda che essa deriva dalla diretta percezione dell’atman, secondo quanto afferma la stessa Chandogya Upanishad (7,1.3): “Un conoscitore dell’atman va al di là della sofferenza.”

Ma per compiere la discesa della mente (manas) nel cuore, sede tradizionalmente dell’intelletto (buddhi), o, in altre parole, per compiere il passaggio dall’intelligenza lunare a quella solare, la sola tecnica di concentrazione non basta perché manas è un organo individuale, mentre buddhi è sovra individuale. In altre parole, non si può avere accesso alla buddhi senza aver prima trasceso i limiti della propria individualità.

Bisogna capire che, più che all’organo fisico o a un punto ideale dove concentrare l’attenzione, qui per cuore s’intende il centro dell’uomo, la sua intimità più profonda, la sua dimensione interiore, raggiungibile solo seguendo la via della rinuncia; yama e niyama, i primi due anga dell’Ashthanga Yoga, ci insegnano appunto a rinunciare a primeggiare, a competere con gli altri, a imporci, a possedere, a desiderare, in altre parole a potenziare il nostro ego.
Una volta fatto questo percorso, allora la tecnica ci verrà in aiuto. -
Massimo Vinti
foto di Atlantic Ambience su Pexels

RESTANO SOLO 3 POSTI!!! Sabato 11 luglio 9.00-17.00 Yurta Mohan, Sasso Marconi, Bologna. INFO: 3481202025 Whatsapp Patri...
10/06/2026

RESTANO SOLO 3 POSTI!!!
Sabato 11 luglio 9.00-17.00 Yurta Mohan, Sasso Marconi, Bologna. INFO: 3481202025 Whatsapp Patrizia 🙏🏻

IL CORAGGIO DI SENTIREPrima ancora di capire e pensare, l'essere umano è capace di sentire. La sensibilità, infatti, è q...
07/06/2026

IL CORAGGIO DI SENTIRE

Prima ancora di capire e pensare, l'essere umano è capace di sentire.

La sensibilità, infatti, è quella possibilità originaria di percepire il mondo nei suoi aspetti fondamentali e di capire come posizionarci in esso.

Ad esempio, a livello biologico, il sentire è ciò che ci permette di riconoscere una situazione di pericolo, orientandoci verso omeostasi di sicurezza e sopravvivenza.
La pancia, le viscere e il cuore, oltre che il corpo nel suo insieme, ci allertano laddove percepiscono una minaccia o una risorsa alla nostra vita.

Poi l'essere umano, è stato capace di affinare la sensibilità attraverso il linguaggio.

Allora egli è stato in grado di nominare ciò che sente, di renderlo condivisibile all'altro da sé, creando la cultura.

Così si è cercato di dare un nome alle cose sentite.

Ma se la lettura del sentire ha portato con sé enormi risorse e possibilità, ha anche generato enormi fraintendimenti e fallace.
E, nel tempo, lo sviluppo della cultura in favore dell'intelletto, della scienza e della tecnologia, ha finito per allontanarci drasticamente dalla sensibilità, fino a occultarla. Dimenticando la sensibilità e pensandola come un ingombro, è diventata così qualcosa da tacitare il più possibile.

In questo processo, il predominio della ragione, della mente e della tecnica, ci ha allontanati dall'immediatezza del sentire, che, così tanto censurato e tenuto a freno, ci viene a visitare solo in situazioni estreme e con modi spesso violenti e incontrollati.

Ma ancora una volta, in questi casi, è la scienza a rispondere: prendiamo un farmaco, usiamo un mezzo di distrazione di massa, semplicemente continuiamo ad occultare il sentire grazie agli strumenti che la cultura e la tecnica odierna ci offrono.

Ma che ne è dell'essenza più profonda del sentire, quella che ci rende umani...?

Che ne è di quel senso di integrità che ci dà la possibilità di sentirci tutt'uno con noi stessi.
Autentici, centrati, consapevoli, orientati con fiducia nel mondo.

Il problema è che senza essere in contatto con il sentire, perdiamo il contatto con noi stessi.
Ci sentiamo persi e in balia.

Siamo letteralmente "fuori di noi" e spesso trascorriamo le nostre vite in questa condizione.

Fortunatamente le vie orientali ci hanno insegnato come "tornare a noi stessi", tornare a sentire il corpo e dal corpo accedere alla sensibilità più originaria, per riappropriarci della nostra essenza più profonda.

Forse una vita più autentica inizia qui: dal coraggio di sentire.
Approfondiremo questi temi nel seminario estivo dell'11 luglio a Sasso Marconi (BO) e nei prossimi appuntamenti. A breve il calendario degli incontri.
www.tempoyoga.it

LA RESISTENZA AL CAMBIAMENTOLa vita cambia continuamente.Cambiano le stagioni, il corpo, le relazioni, i desideri. Cambi...
03/06/2026

LA RESISTENZA AL CAMBIAMENTO

La vita cambia continuamente.

Cambiano le stagioni, il corpo, le relazioni, i desideri.
Cambiano le idee che avevamo su noi stessi e sugli altri.
Cambiano i progetti, le aspettative, le immagini con cui avevamo immaginato il futuro.

Eppure una parte di noi continua ad aggrapparsi, cercando sicurezza nel trattenere ciò che è stato e protezione dal mistero di ciò che non è ancora.

In fondo il conosciuto, anche quando non è più vitale, ci appare più sicuro dell'ignoto.

Così non soffriamo soltanto perché qualcosa finisce, si trasforma o si allontana.
Soffriamo perché vorremmo che non accadesse.
Perché il cambiamento ci spaventa e l'idea di perdere ci terrorizza.

La sofferenza diventa allora una forma di attrito, di resistenza al cambiamento. Un'opporsi al fluire della vita.

Anche nelle relazioni accade continuamente.
Cerchiamo di conservare una persona così come l'abbiamo conosciuta.
Vorremmo che il legame restasse uguale a se stesso.
Ci spaventano le trasformazioni, le distanze, i nuovi bisogni che emergono.
E spesso, nel tentativo di proteggere ciò che è stato, finiamo per ostacolarne la crescita.

Poi, talvolta, accade qualcosa.
Una sorta di capovolta interiore.

Qualcosa in noi si arrende a ciò che non sa, riconoscendo la forza dell"inevitabile".

Comprendiamo che non possiamo arrestare il cambiamento.
Che la vita è più grande delle nostre resistenze e prosegue il suo cammino al di là dei nostri progetti, desideri, aspettative.

Amare significa, allora, la capacità di incontrare l'inaspettato e di rispettarlo fino in fondo.
Significa rinunciare all'illusione del controllo e coltivare fiducia nel processo.

È un passaggio dolorosissimo.
Faticosissimo.
Terrorizzante.

Lo sconosciuto ci espone alla vulnerabilità e ci ricorda che non possiamo sapere come andrà.
Che in fondo la vita è un mistero e occorre inchinarsi ad essa.
Ma alle volte, in quella apertura, possiamo sperimentare la scoperta, l'incontro e la trasformazione.

Forse la domanda non è come evitare il cambiamento, ma: quanto amore possiamo portare alla nostra paura di cambiare?

Perché quando smettiamo di lottare contro il flusso della vita, scopriamo che ciò che temevamo non era il cambiamento in sé, ma l'idea di perdere ciò che credevamo di essere.

E allora l'attrito può sciogliersi.

E rimanere il movimento.

La danza della vita...
(...)
foto di Fruekan D su Pexels

I corsi settimanali di Yoga e Meditazione continuano regolarmente in giugno.Approfondimenti:Sabato 6 giugno: Yoga e Medi...
28/05/2026

I corsi settimanali di Yoga e Meditazione continuano regolarmente in giugno.

Approfondimenti:
Sabato 6 giugno: Yoga e Meditazione, confronto tra induismo e buddhismo, teoria.
Sabato 20 giugno Yoga e Meditazione Vipassana, pratica.

In luglio pratichiamo la prima, la seconda e l'ultima settimana.

Sabato 11 luglio seminario estivo di Yoga e Meditazione nella Yurta nel bosco a Sasso Marconi, Bo. C'è ancora qualche posto.

In agosto pratichiamo la prima e l'ultima settimana, per poi riprendere regolarmente a settembre.

Le sedi delle lezioni sono a Casalecchio di Reno, Borgo Panigale e Zola Predosa.

Per informazioni sugli orari delle lezioni, scrivimi su whatsapp: 3481202025 Patrizia
www.tempoyoga.it

❤️

Indirizzo

Via Andrea Costa
Casalecchio Di Reno
40100

Orario di apertura

Lunedì 11:00 - 19:30
Martedì 09:00 - 19:30
Mercoledì 11:00 - 19:30
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 11:00 - 19:30
Sabato 09:00 - 12:30

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