Pierluigi Sallese - Allenatore Portieri

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Passione, impegno e il sorriso di chi ama questo gioco! ⚽️🩵  Un’altra grande sessione di allenamento con i ragazzi del S...
21/10/2026

Passione, impegno e il sorriso di chi ama questo gioco! ⚽️🩵
Un’altra grande sessione di allenamento con i ragazzi del Settore Giovanile. È sempre uno spettacolo vederli scendere in campo con la voglia di imparare, di superare i propri limiti e, soprattutto, con la gioia nel cuore.
Lavorare con questa energia positiva, serenità e spirito di gruppo è ciò che fa davvero la differenza, dentro e fuori dal campo. Pronti a dare sempre il massimo per la squadra! 💪🔥


❤️⚽Questo disegno, che mi ritrae insieme a te sul campo, è uno dei regali più belli che potessi ricevere. Guardarlo mi r...
18/10/2026

❤️⚽Questo disegno, che mi ritrae insieme a te sul campo, è uno dei regali più belli che potessi ricevere.
Guardarlo mi riempie il cuore e mi ricorda quanta strada fa l'amore di un padre e la passione che condividiamo.
Oggi voglio darti un augurio e una promessa, da papà e da uomo di campo: Guarda sempre avanti e vai dritta per la tua strada.
Non permettere mai a nessuno di influenzarti o di condizionare il tuo valore. Impara a lasciar perdere, chi non sa supportarti o chi prova a darti contro. Non perdere tempo né energie con chi non sa vedere la tua luce.Ricorda sempre che il tempo è un giudice insindacabile, e il rettangolo verde da sempre dà le sue risposte. Chi lavora in silenzio, con rispetto, dedizione e testa alta, alla fine raccoglie sempre ciò che merita. Io sarò sempre lì al tuo fianco, pronto a guardarti le sp***e e a fare il tifo per te, soprattutto nella vita.
Cammina a testa alta, piccola mia.
Il futuro è tuo. ❤️🧤

C'è chi parla e chi costruisce.  Il lavoro, per me, non è mai stato una questione di parole o di facciata, ma la dimostr...
09/10/2026

C'è chi parla e chi costruisce.
Il lavoro, per me, non è mai stato una questione di parole o di facciata, ma la dimostrazione concreta della mia lealtà, del mio impegno e dei miei valori.
Andare avanti a testa alta, essere orgogliosi del proprio cammino e guardare al futuro con determinazione è ciò che mi guida ogni giorno.
E la gioia più grande è vedere mia figlia crescere con gli stessi valori, la stessa passione e la forza di chi non si arrende mai.
Orgoglioso di ciò che siamo, di ciò che facciamo e del percorso che stiamo costruendo, giorno dopo giorno.

Il portiere non è più soltanto l'estremo difensore, ma il primo regista della squadra. La differenza oggi non la fa solo...
02/10/2026

Il portiere non è più soltanto l'estremo difensore, ma il primo regista della squadra. La differenza oggi non la fa solo l'esecuzione tecnica (il calciare bene di destro o di sinistro), ma la lettura della situazione, il decision making in frazioni di secondo sotto pressione.
Per trasformare questa teoria in un metodo di lavoro sul campo, l'allenamento deve uscire dalla visione analitica e "isolata" del portiere, integrandosi con la realtà della partita.
Ecco come strutturiamo e alleniamo la costruzione del portiere sotto pressione:
1. La triade decisionale: Percezione, Tempo, Spazio
Invece di dire al portiere dove calciare prima dell'esercizio, creiamo contesti in cui è costretto a leggere la pressione avversaria:
Attirare la pressione (Luring): Alleniamo il portiere a gestire la palla con il primo controllo "invitante", costringendo l'attaccante a uscire in pressione. L'obiettivo è creare il check (tempo di uscita) per liberare il compagno alle sp***e della prima linea.
Riconoscere la parità o la superiorità numerica: Se la squadra avversaria accoppia uomo su uomo nella nostra area, il portiere deve identificare immediatamente l'uomo libero o la soluzione diretta/medio-lunga nello spazio.
2. Metodologia di Allenamento Integrato
Per allenare la complessità, dividiamo il lavoro in tre blocchi metodologici:
A. Esercitazioni Situazionali a Piccoli Gruppi (Portiere + Difensori)
Esempio (4v3 / 3v2 + Portiere): Il portiere costruisce dal basso insieme ai 2 centrali e al play contro 3 o 4 pressatori.
Regola di stimolo: Se gli avversari chiudono le linee centrali, il portiere deve saper giocar palla sulla figura laterale o scavalcare con un "lob" morbido sul terzino. Se gli avversari pressano forte a palla coperta, si cerca la traccia verticale diretta sulla punta/esterno.
Vincolo temporale: Inseriamo un timer di tiro/uscita dalla zona di pressione (es. massimo 5-6 secondi per superare la prima linea) per abituare il portiere a decidere con ritmi da gara.
B. Allenamento Cognitivo & Percezione Visiva
Prima di ricevere la palla (sulla giocata d'appoggio del compagno), il portiere deve effettuare la scansione visiva (scanning) dell'area di gioco.
Esercizio con stimoli visivi/cromatici: Utilizzo di sagome, porte piccole orientate o colori chiamati all'ultimo secondo per simulare la chiusura improvvisa di una linea di passaggio e obbligare il portiere a cambiare decisione all'ultimo appoggio.
C. Gestione dell'Errore e Resilienza Mentale
Costruire sotto pressione comporta un margine di rischio. Dal punto di vista della preparazione mentale (Mental Coaching):
L'allenatore non deve colpevolizzare la scelta sbagliata se la lettura della situazione era corretta.
Si lavora sul "reset mentale istantaneo": se il portiere commette un errore in disimpegno, deve cancellare la frustrazione in un secondo per riposizionarsi subito tra i pali o nell'azione successiva.
3. L'evoluzione del Preparatore dei Portieri
Oggi il preparatore dei portieri non lavora più in isolamento nell'angolino del campo per un'ora.
Lavora in costante sinergia con il mister e lo staff tecnico, partecipando attivamente alle esercitazioni tattiche di squadra (possessi posizione, uscite dalla pressione, partite a tema).
Alterna la cura del gesto tecnico (postura del corpo al momento di ricevere, orientamento dei piedi, forza di trasmissione) alla contestualizzazione tattica.
In Sintesi:
Allenare la costruzione sotto pressione significa allenare il coraggio di scegliere. Il portiere moderno deve possedere la freddezza di un centro-campista, la visione di gioco di un regista e la solida affidabilità di un numero uno tra i pali.

Spesso si vedono esercitazioni bellissime da vedere, con tuffi plastici e conclusioni pulite, ma che di fatto anestetizz...
27/09/2026

Spesso si vedono esercitazioni bellissime da vedere, con tuffi plastici e conclusioni pulite, ma che di fatto anestetizzano il cervello del numero uno perché la risposta motoria è già scritta prima ancora che parta il tiro. Se togli l'incertezza, togli la percezione e di conseguenza la presa di decisione: il portiere diventa un esecutore passivo anziché un lettore attivo del gioco.
Sul campo, con i ragazzi e in particolare con le categorie dove la velocità di pensiero fa la differenza, sto applicando tre variazioni che azzerano la prevedibilità:
Situazioni a opzione aperta (2v1 o 3v2 in spazi stretti): L'attaccante ha la libertà di calciare, servire il compagno o puntare. Il portiere deve gestire la postura (di solito una set position più dinamica e fluida) per coprire lo specchio senza sbilanciarsi sulla prima finta, leggendo i tempi d'uscita sui piedi di chi conduce.
Partenze in deficit sensoriale: Invece del classico segreto "via" o del pallone calciato da fermo, introduco partenze con il portiere rivolto di sp***e, in ginocchio o in movimento su stimolo visivo (una casacca mossa dal mister o un segnale luminoso/sonoro), costringendolo a riorganizzare il campo visivo un istante prima di parare.
Il "briefing" a fine blocco: Come giustamente sottolinei, chiedere "Cosa hai visto?" o "Perché hai scelto quella diagonale d'uscita?" sposta l'attenzione dall'errore tecnico al processo cognitivo. Se il portiere sa verbalizzare l'indizio che ha usato (es. l'orientamento del bacito dell'attaccante), significa che la lettura è diventata consapevole.
Alla fine, la reattività pura è solo una componente marginale: la vera parata inizia secondi prima che il pallone venga calciato, negli occhi che scannerizzano il campo.

Apport - Associazione Italiana Preparatori Portieri

🧠🧤 Il portiere esperto decide più velocemente. Ma non perché possiede riflessi “magici”.

Uno studio pubblicato nel 2025 ha confrontato i processi decisionali di portieri di livello élite e portieri meno esperti. Nelle situazioni sperimentali proposte, il gruppo élite ha mostrato tempi decisionali significativamente più brevi, compresi indicativamente tra 240 e 260 millisecondi.

Il dato va interpretato con prudenza: una prova controllata non riproduce tutta la complessità di una partita. Offre però uno spunto importante per chi lavora sul campo.

L’esperienza permette al portiere di riconoscere prima gli indizi rilevanti. Il piede d’appoggio e l’orientamento del tiratore, la posizione del pallone, la distanza dalla porta, il movimento degli altri giocatori e lo spazio disponibile contribuiscono a restringere il numero delle risposte possibili.

Il portiere non aspetta semplicemente la conclusione. Raccoglie informazioni mentre l’azione si sviluppa e si prepara alla scelta più probabile, senza impegnarsi troppo presto.

Questo aspetto dovrebbe trovare spazio anche nelle sedute. Un’esercitazione nella quale direzione, tempo e modalità del tiro sono già conosciuti può essere utile per consolidare un gesto, ma allena poco la decisione. Per sviluppare la lettura servono situazioni con più possibilità reali, nelle quali il portiere debba osservare e scegliere.

Non occorrono necessariamente esercizi complessi. È possibile intervenire su alcuni elementi:

- lasciare all’attaccante più soluzioni;
- cambiare distanze e angoli di conclusione;
- utilizzare partenze meno prevedibili;
- inserire compagni e avversari nel campo visivo;
- evitare indicazioni che anticipino la risposta;
- chiedere al portiere quali informazioni abbia utilizzato per decidere.

Il dato cronometrico è interessante, ma la domanda utile per il preparatore è un’altra: stiamo allenando soltanto l’esecuzione oppure anche ciò che permette al portiere di scegliere l’intervento corretto?

Condividete nei commenti esperienze ed esercitazioni.

Dietro ogni parata, dietro ogni corsa, c’è molto di più di un semplice allenamento. ❤️‍🩹⚽️Essere un allenatore e un prep...
25/09/2026

Dietro ogni parata, dietro ogni corsa, c’è molto di più di un semplice allenamento. ❤️‍🩹⚽️
Essere un allenatore e un preparatore dei portieri non significa solo insegnare la tecnica, correggere la posizione o spingere sull'acceleratore durante la fatica sul campo. Significa, prima di tutto, esserci.
La vera forza, quella che si costruisce giorno dopo giorno nel silenzio, lontano dai riflettori (come diceva una frase a me molto cara), nasce da un legame invisibile ma potentissimo: la fiducia. E la fiducia non si impone, si coltiva con l'empatia.
Da mental coach ho imparato che ascoltare non è solo sentire. È entrare nella mente e nel cuore dei propri atleti. Capire quando hanno bisogno di essere spronati, quando hanno bisogno di essere ascoltati e quando, semplicemente, hanno bisogno di un porto sicuro dopo un errore. Per questo, ogni parata salvata, ogni ostacolo superato in allenamento, è prima di tutto una vittoria emotiva.
Vedere il sorriso, la grinta e la complicità di questo splendido gruppo, e sapere di poter contribuire alla loro crescita non solo come atleti, ma come persone, è il motore del mio lavoro.
La professionalità si vede sul campo, ma il cuore si vede nei legami che restano. 💪🧠⚽️
Lavoriamo per parare i colpi, sul campo e nella vita.



17/09/2026

Perché parlare di portieri oggi significa parlare di formazione, metodo, confronto, aggiornamento, cultura tecnica e riconoscimento di un ruolo che continua a cambiare.
L’allenatore dei portieri non è una figura laterale.
È una presenza tecnica, educativa e professionale che lavora ogni giorno sulla crescita dell’atleta, sulla lettura del gioco, sulla gestione dell’errore, sulla comunicazione, sulla fiducia e sulla qualità del percorso.
Il ruolo cresce se cresce chi lo vive.

💪🏻👍⚽️1️⃣
12/09/2026

💪🏻👍⚽️1️⃣

Il preparatore dei portieri non è più solo “quello dei guanti”.

Per anni, nell’immaginario comune, l’Allenatore Portieri è stato raccontato quasi come una figura separata dal resto dello staff.

Campo laterale.
Guanti.
Tiri.
Prese.
Tuffi.
Rinvii.
Lavoro specifico.

Tutto vero.
Ma oggi non basta più.

Le notizie che arrivano dall’estero raccontano bene la direzione del ruolo. Il Wellington Phoenix ha annunciato il ritorno di Paul Gothard come Head of Goalkeeping con un contratto biennale, dopo l’esperienza con New Zealand Football e il lavoro con gli All Whites al Mondiale 2026.

Il Brisbane Roar, invece, ha inserito Thomas Fawdry nello staff tecnico 2026/27 come Head of Goalkeeping. Il club sottolinea il suo percorso a Minnesota United, dove ha guidato il dipartimento portieri per tre stagioni e seguito lo sviluppo di Dayne St. Clair, poi nominato MLS Goalkeeper of the Year 2025.

Due notizie lontane dall’Italia, ma molto vicine al tema che interessa APPORT.

Il preparatore moderno non lavora più soltanto “sul portiere”.

Lavora dentro il modello di gioco.

Deve conoscere la costruzione dal basso.
Deve capire le uscite preventive.
Deve dialogare con match analyst e staff tecnico.
Deve preparare il portiere alle p***e inattive.
Deve allenare la lettura della profondità.
Deve gestire il gruppo portieri.
Deve sviluppare i giovani.
Deve proteggere fiducia, competitività e relazione.

Il portiere oggi è sempre più coinvolto nel gioco della squadra.

E se il portiere cambia, cambia anche chi lo allena.

Non basta più preparare l’intervento.
Bisogna preparare la scelta.

Non basta allenare la parata.
Bisogna allenare la lettura.

Non basta lavorare sulla tecnica.
Bisogna capire il contesto tattico in cui quella tecnica verrà usata.

Per questo l’Allenatore Portieri è una figura sempre più integrata, specializzata e strategica.

È il ponte tra la porta e la squadra.
Tra gesto tecnico e modello di gioco.
Tra sviluppo individuale e rendimento collettivo.

La domanda, allora, non è più: “Quanto è bravo a far lavorare i portieri?”

La domanda è: quanto riesce a far crescere il portiere dentro il calcio che la squadra vuole giocare?

Ed è esattamente qui che nasce il valore del confronto, della formazione e della cultura del ruolo.

APPORT esiste anche per questo: creare uno spazio in cui Allenatori Portieri, portieri e tecnici possano condividere metodo, esperienze e visione.

Perché il futuro del ruolo non si costruisce sul campo laterale.

Si costruisce dentro il gioco.

Domanda per preparatori e portieri: oggi l’Allenatore Portieri deve essere soprattutto tecnico, tattico o relazionale?

Orgoglioso di far parte di una società e di una famiglia che mette l'inclusione al primo posto. Progetti come questo dim...
05/09/2026

Orgoglioso di far parte di una società e di una famiglia che mette l'inclusione al primo posto. Progetti come questo dimostrano il vero valore dello sport.
Forza Bacigalupo Vasto Marina Special!
⚽🤍💙1️⃣
Giampiero Cancelli

𝗕𝗔𝗖𝗜𝗚𝗔𝗟𝗨𝗣𝗢 𝗩𝗔𝗦𝗧𝗢 𝗠𝗔𝗥𝗜𝗡𝗔 𝗦𝗣𝗘𝗖𝗜𝗔𝗟 🤍💙

La Bacigalupo Vasto Marina comunica ufficialmente di aver intrapreso un nuovo progetto dedicato al 𝗰𝗮𝗹𝗰𝗶𝗼 𝗽𝗮𝗿𝗮𝗹𝗶𝗺𝗽𝗶𝗰𝗼.

Nasce così la 𝐁𝐚𝐜𝐢𝐠𝐚𝐥𝐮𝐩𝐨 𝐕𝐚𝐬𝐭𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐢𝐧𝐚 𝐒𝐩𝐞𝐜𝐢𝐚𝐥, una nuova realtà che entra a far parte della nostra società e della nostra famiglia. Un progetto che rispecchia pienamente i valori in cui crediamo e che ogni giorno cerchiamo di trasmettere a tutti i nostri tesserati come l’inclusione, il rispetto, la condivisione e l’appartenenza.

Siamo felici di poter iniziare questo nuovo percorso e di poterlo fare con la preziosa collaborazione del Comune di Vasto, che ringraziamo per il sostegno e per aver creduto insieme a noi in questa iniziativa.

Il branco si allarga🤍💙

Prima di un nuovo inizio, il supporto fondamentale per la crescita del numero uno. 🚀🧤Cosa significa veramente essere "il...
03/09/2026

Prima di un nuovo inizio, il supporto fondamentale per la crescita del numero uno. 🚀🧤
Cosa significa veramente essere "il numero uno"? Per un portiere, la sfida non è solo tecnica o fisica, ma soprattutto mentale.
La solitudine tra i pali, la pressione di ogni parata, la responsabilità.
Siamo felici di condividere un momento speciale: la PRIMA SEDUTA di Mental Coaching online per un giovane talento, un vero numero uno.
Non basta allenare le mani e i piedi; bisogna allenare la mente.
La crescita personale, la capacità di gestire l'errore, la concentrazione e la resilienza sono i pilastri su cui costruire un campione, dentro e fuori dal campo.
Come potete leggere dai suoi appunti, abbiamo iniziato affrontando un tema cruciale: la normalizzazione dell'errore. L'errore non è un fallimento, è un superpotere: è il punto di partenza per imparare, correggersi e diventare più forti.
Questo è solo l'inizio di un percorso straordinario.
Credere nel proprio potenziale, imparare a gestirsi mentalmente, è il primo, fondamentale passo verso ogni grande vittoria.
Forza campione, il tuo futuro lo costruisci parata dopo parata... e pensiero dopo pensiero! 💪🧠




Enzo Di Toro

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