16/07/2015
In questo articolo vogliamo provare a dare una piccola spiegazione di come funzioni, a livello celebrale, l’ipnosi. Le teorie sul funzionamento di questa meravigliosa pratica risultano molteplici e molto spesso discordanti.
Per poterci inoltrale in questo complesso campo, dobbiamo fare alcune premesse:
il nostro cervello produce continuamente delle onde, dette onde celebrali, le quali sono caratterizzare dalla loro frequenza: a seconda della frequenza, le onde hanno caratteristiche diverse e adatte a determinati stati mentali. Tali onde, sono state chiamate come le lettere dell’alfabeto greco, e sembra, da quanto sappiamo, che esse hanno caratteristiche diverse: in fase di veglia, la nostra mente produce una quantità maggiore di onde “Beta”, le quali sono tipiche appunto dello stato cosciente e di attenzione. Appena chiudiamo gli occhi, le “Beta” cominciano a diminuire, e aumentano le onde di tipo “Alfa”, le quali caratterizzano lo stato di “veglia ad occhi chiusi”, del rilassamento, e presenti spesso in “grandi quantità”, negli instanti prima di addormentarsi. Le onde “Delta” e quelle “Theta” invece, sono caratteristiche della fase di sonno profondo e di sonno REM (Rapid Eye Movement); sono le onde dell’inconscio.
Infine le onde “Gamma”, caratterizzano gli stati di meditazione profonda, forte concentrazione, processi di “problem solving” (risoluzione di più problemi contemporaneamente) e questioni correlate alla volontà.
Dagli studi sul cervello, sappiamo che esso è suddiviso in due parti: emisfero destro ed emisfero sinistro. La maggior parte degli studiosi è concorde nell’affermare che queste parti hanno dei compiti ben specifici e distinti tra loro: l’emisfero sinistro ha un ruolo dominante nei processi linguistici e logici, legati insomma a tutte quelle attività razionali; mentre l’emisfero destro risulta essere più intuitivo e creativo. Per gli studiosi d’ipnosi, l’emisfero sinistro è la sede della “mente conscia”, cioè quella parte logica, elaborativa, concreta e razionale; mentre l’emisfero destro è la sede della “mente inconscia”, istintiva e creativa. Secondo alcuni studiosi ed esperti di ipnosi, a separare la mente coscia da quella inconscia vi è una sorta di barriera, detta appunto “barriera critica”: essa viene “fissata” dalla nostra mente conscia, in base alle nostre credenze, valori ed esperienze.
Passiamo ora a chiarire cosa succede alla nostra mente durante una seduta ipnotica.
Via via che lo stato ipnotico diventa sempre più presente, il nostro cervello cambia la produzione di onde celebrali, le quali passano da “Beta” (stato di veglia), a Delta e Theta (ovviamente tutto questo processo non elimina dal cervello un determinato tipo di attività elettrica, poichè le varie zone del cervello continuano a lavorare; pertanto il nostro cervello, continuerà a produrre tutte le onde presenti nell’attività cerebrale, ma in “quantità” diversa).
NOTA: Il fatto che nello stato ipnotico siano predominanti le onde “Delta” e quelle “Theta”, non ci deve far pensare che durante la stessa si stia dormento o si sia completamente incoscienti.
Si può ben capire che grazie a questo cambiamento fisiologico della produzione di onde celebrali, il funzionamento del nostro cervello cambi: se prima aveva maggior attività l’emisfero sinistro (logico e tipico della mente conscia), in ipnosi è l’emisfero destro ad avere più campo. Questo fa si che la parte conscia della nostra mente diminuisca la sua attività, “abbassando quindi le protezioni della barriera critica”, lasciando quindi “spazio” alla mente inconscia, che può esprimersi liberamente.
NOTA: il nostro cervello non funziona come un interruttore ON/OFF! Anche durante lo stato ipnotico la nostra mente conscia resta attiva, anche se tende a rimanere come una sorta di spettatrice; proprio per questo, il cliente durante uno stato di trance, non sarà mai incosciente e potrà decidere di riattivare la propria parte logica in qualsiasi momento, interrompendo lo stato ipnotico a piacimento.