Da molti anni ho fatto della mia passione per questa tradizionale arte marziale non solo il mio stile di vita, ma anche la mia professione, con l’obbiettivo di diffondere la cultura dell’Aikido e di aiutare le persone a migliorarsi attraverso questa disciplina. Lo faccio creando, promuovendo e insegnando contenuti Aikidoistici sia dal vivo che on-line, rivolgendomi sia ai neofiti che ai docenti più esperti. Credo che per essere un formatore sia necessario ricordarsi di continuare ad essere un apprendista, uno studioso e un ricercatore. Nei molti anni di pratica che mi sono messo alle spalle ho costantemente calcato il tatami sia come allievo che come docente. Ho praticato, imparato e insegnato sia in Italia che all’estero. Costante allenamento, formazione continua, sperimentazione e ricerca sono da sempre il mio “mantra” e rappresentano il mindset che seguo e che voglio passare a chi si allena, studia o si forma con me, siano essi allievi o docenti.
L’evoluzione, la crescita e il miglioramento sono lo scopo di ogni essere umano, e quindi di ogni Aikidoka. Credo che il valore di un Sensei stia nella sua capacità di agevolare la crescita degli studenti anche attraverso la trasmissione di informazioni, nozioni e esperienze in maniera chiara, a prescindere dal luogo, dalla platea, e dalla situazione in cui si trova. Se fosse un arciere, la sua capacità non starebbe nel lanciare molte freccia ma nell’essere in grado di lanciare le frecce che servono per fare centro nel bersaglio. Sono anche persuaso che la crescita del praticante di Aikido sia un percorso evolutivo continuo. Ad esempio, la base solida e cristallizzata del ki hon, deve ad un certo punto sfociare nella libertà del ki no nagare, una libertà espressiva, educata, consapevole e attenta grazie al ki hon, e allo stesso tempo libera, fluida e sgorgante. Una libertà cioè che sa utilizzare gli schemi appresi nel ki-hon come supporto, e non come gabbia.