Obiettivi raggiunti con la soluzione progettuale di riferimento
Attraverso la realizzazione delle opere facenti parte del 1° lotto - 1° stralcio funzionale si vuole incrementare il livello di sicurezza idraulica dei territori di Chiavari e Lavagna, a valle e immediatamente a monte del ponte della Maddalena. In particolare il presente progetto si propone, attraverso la realizzazione di parte delle
opere previste nel PP 1°lotto, di raggiungere i primi obiettivi di mitigazione del rischio idrau-lico del territorio perseguiti dal PP 1°lotto ma per eventi con tempo di ritorno cinquantennale. Come già detto la messa in sicurezza dei territori di Chiavari e Lavagna per eventi con tempo di ritorno duecentennale, come richiesto dalle norme del Piano di Bacino, necessita quindi di un insieme di interventi, a monte ed a valle del ponte della Maddalena, che presumibilmente verranno completati in un orizzonte temporale di lungo periodo. Nell’individuare quali opere di 1° lotto inserire all’interno del 1° stralcio e come dimensionarle si è analizzata la vita attesa delle opere che si vanno a progettare e la possibile evolu-zione delle difese stesse sul territorio nei prossimi anni. Poiché si vanno a realizzare delle opere sul territorio che dovranno rimanere funzionali per molti anni, si è ritenuto opportuno dimensionarle in modo che risultino compatibili fin da ora con un assetto che prevede l’adeguamento della difesa lungo viale Kasman, volta a completare il sistema di difese e tale da garantire il contenimento della piena centennale nel tratto a valle del ponte della Maddalena, senza necessità di ulteriori adeguamenti in una fase successiva. Le opere di difesa sono state quindi dimensionate per contenere a valle del ponte della Maddalena i livelli centennali risultanti dalle simulazioni monodimensionali con franco minimo di 0.5 metri, nell‟ipotesi che anche l‟innalzamento della difesa lungo viale Kasman sia realizzata. Queste opere sono inoltre in grado di contenere anche la portata duecentennale a seguito del completamento degli interventi di 1° lotto (adeguamento ponte di corso Buenos Aires e allargamento dell’alveo di magra in sinistra idraulica) con locali adeguamenti in quota senza dover modificare in maniera significativa le opere previste in questo stralcio. Le opere sui rivi minori e sulla rete fognaria meteorica sono invece state già dimensionate per essere compatibili senza modifiche con gli interventi di medio e lungo periodo. Per quanto riguarda l’Entella nell’ambito del presente progetto definitivo è stato implementato anche un modello bidimensionale del tratto oggetto di intervento. Questo modello ha consentito di analizzare in dettaglio alcune situazioni locali non analizzabili in modo e-saustivo attraverso un modello monodimensionale, quali ad esempio bruschi restringimenti dell’alveo in corrispondenza di manufatti in cui la componente di moto trasversale al corso d‟acqua non è trascurabile. Sebbene si sia riscontrata una sostanziale uniformità tra i livelli ottenuti con il modello monodimensionale e bidimensionale mediato sulla sezione trasversale si sono evidenziate alcune differenze locali in particolare in sponda sinistra in prossimità della linea di difesa di progetto. A titolo esemplificativo appena a valle del ponte di corso Buenos Aires si verifica un innalzamento del livello in prossimità della linea di difesa in sinistra idraulica, rispetto al li-vello a centro alveo che è analogo a quello proveniente dal modello monodimensionale. Tale innalzamento è da attribuirsi alla presenza del restringimento generato dalla spalla sinistra del manufatto. I filetti fluidi in corrispondenza dell’attraversamento hanno una dire-zione non parallela all’asse del corso d’acqua ma con una notevole componente trasversale in direzione della sponda destra; questo fa si che immediatamente a valle del ponte in go-lena sinistra nella zona “coperta” dalla spalla del ponte l’acqua abbia una componente di velocità inferiore rispetto a quella in sponda destra e quindi una minor energia cinetica e una maggior energia potenziale che si traduce in un incremento di livello. Per tenere conto di queste situazioni particolari le difese sono state localmente adeguate in quota ove compatibile con i vincoli territoriali esistenti. Si ritiene in ogni importante evidenziare ulteriormente due aspetti:
1. L’insieme delle opere progettate consente non solo il contenimento delle portate con tempo di ritorno 50 anni lungo tutto il tratto a valle del ponte della Maddalena ma anche il contenimento della portata duecentennale a seguito del completamento degli interventi di 1° lotto. Questi interventi di completamento sono proprio mirati ad limare le singolarità presenti nell‟alveo quali restringimenti di sezioni e manu-fatti interferenti al fine di consentire condizioni di deflusso il più possibile indistur-bate e un andamento della corrente sostanzialmente parallelo all’asse del corso d’acqua con condizioni di deflusso omogenee lungo le sezioni trasversali del corso d’acqua. In questo scenario appare del tutto evidente come le variazioni di livello tra una sponda e l’altra del fiume tendano a ridursi, essendo minori le variazioni di
velocità lungo una sezione trasversale. Questo fa si che le locali riduzioni del fran-co idraulico rispetto alla piena centennale causate dalle singolarità esistenti, an-dranno a scomparire a seguito degli interventi di primo lotto.
2. L’assetto attuale consente comunque di contenere sia il livello cinquantennale risul-tante dal modello bidimensionale con franco adeguato sia quello centennale, seppur in qualche punto con franco inferiore a 50 cm.
3.3 Descrizione delle opere
Gli interventi che costituiscono quindi il 1° stralcio funzionale sono illustrati in dettaglio negli allegati grafici alla presente relazione e sono qui di seguito riassunti. Per quanto riguarda la linea di difesa in sinistra idrografica è prevista la realizzazione della linea di contenimento dal Rezza al ponte di via Previati. Partendo da valle nel tratto com-preso tra il ponte di via Previati (sez. 4b) e il ponte di corso Buenos Aires (sez. 5a) si pre-vede di realizzare la difesa mediante il rimodellamento del piano dei giardini comunali. Tra il ponte di corso Buenos Aires e la sezione 7 si prevede la realizzazione di un muro ri-vestito con edera lungo la linea di difesa già individuata nel PP 2004. In prossimità del ponte di Corso Buenos Aires il muro presenta altezze di circa 3,5 metri, in un tratto dove però le abitazioni retrostanti risultano a distanza minima di circa 20 metri e sopraelevate rispetto al piano campagna su cui si intesta il muro di circa 1,5 metri. Procedendo verso monte l’altezza del muro si riduce e si mantiene ad altezze dell’ordine dei 2 metri andando ad incrociare la via Garibaldi. Poco a valle della sezione 7 la linea di contenimento si porta sul segiun (come da PP 2004). Da questo punto fino al Rezza, per circa 490 metri, si prevede la riprofilatura del segiun, realizzando un’arginatura in terra, a quota superiore rispetto all‟attuale di circa 1 metro, con sponde 3/2 e larghezza in sommità 4 metri sovrastata da una pista di servizio in misto stabilizzato. Al fine di proteggere il corpo arginale da fenomeni erosivi indotti dalla piena dell’Entella si prevede la protezione dell’argine lato fiume con scogliera in massi ciclopici inerbita e con materassi di tipo “Reno” in sommità e sul lato campagna. In corrispondenza del Rezza il segiun e anche la difesa in progetto piega di 90 gradi andando a costituire la sponda sini-stra del rio Rezza fino ad incrociare via Fieschi. In questo tratto si prevede di adeguare l’argine esistente andando a realizzare il medesimo tipo di arginatura sopra descritto. Nell‟ambito del presente progetto è proposta anche la sistemazione del Rio Rezza dallo sbocco in Entella fino alla nuova difesa arginale tramite allargamento della sezione in sini-stra. Come detto al punto sopra, tuttavia, si prevede di realizzare la linea di contenimento in si-nistra fino a via Fieschi in modo da creare una continuità ed intercettare le acque accumu-late in golena a causa dell’insufficienza dell’alveo dell‟Entella a monte del ponte della Maddalena. Le acque così intercettate rientrano nell’Entella attraverso l’alveo risezionato del Rezza che, in questo tratto terminale, avrà sezione di larghezza costante 4 metri. La livelletta del tratto è pari allo 0.76%. La realizzazione di questi interventi richiede di abbassare l’attuale fondo del Rezza di una quantità crescente fino a circa 1 - 1,5 metri. All‟inizio del tratto riprofilato, per raccordare il fondo del tratto in progetto con il fondo del tratto a monte, si prevede la realizzazione di una briglia. Parallelamente alla realizzazione della sopra descritta linea di difesa in sinistra è prevista la costruzione di un canale di gronda con origine a monte del Ponte della Maddalena e scari-co valle del ponte di Corso Buenos Aires.–
Attualmente l‟area posta in sinistra idraulica tra via Fieschi e l‟Entella a cavallo del ponte della Maddalena, risulta da un punto di vista morfologico depressa e quindi qualora allaga-ta dalle acque dell’Entella non in grado di smaltirle. Si è ritenuto pertanto opportuno pre-vedere la realizzazione di un canale di gronda che raccolga le acque accumulate in quest’area e le convolgi in Entella in un punto in cui il livello del fiume sia sufficientemen-te basso da consentire lo scarico. Il canale ha origine a monte del campo di calcio posto a monte del ponte di corso Buenos Aires, attraversa con uno scatolare di sezione 2.50 m x 2.00 m il campo di calcio e il ponte della Maddalena. In questo tratto raccoglie le acque di un canale esistente che attualmente scarica in Rezza. L’attraversamento del Rezza è previsto in parte a gravità e in parte mediante un sifone. Per le portate di magra è stato previsto l’attraversamento del rio mediante di scatolare di forma rettangolare con base 2500 e altezza 700 mm che funziona a gravità, mentre in condizioni di piena l’attraversamento è previsto mediante la realizzazione di un sifone a unica canna di diametro 1600 mm. A valle del Rezza prosegue uno scatolare ancora di dimensioni 2.50 m x 2.00 m che corre in affiancamento alla difesa in progetto, lato campagna, fino al ponte di corso Buenos Aires. In questo tratto al collettore si prevede l’allaccio della fognatura meteorica esistente lungo via Garibaldi. A valle di questa immissione la sezione dello scatolare sempre rettan-golare diventa 4.00 metri x 2.50 metri. Una volta attraversato il ponte di corso Buenos Ai-res lo scatolare piega verso il fiume andando a scaricare in Entella. Con questo stralcio di interventi, infine, è previsto di realizzare la linea di contenimento a cavallo del ponte ferroviario e del ponte di via Previati: in questo tratto, infatti, qualora i livelli dell’Entella risultino superiori alla quota di sponda destra del corso d‟acqua, non esiste una linea di contenimento continua che salvaguardi dagli allagamenti l’abitato di Chiavari. In particolare le acque esondate vanno ad allagare la via Groppo essendo l’attuale parapetto di separazione tra la via e la ciclabile dell’Entella costituito da una ringhiera aperta o da un muretto a quota insufficiente per contenere i livelli cinquantennali. L’intervento consiste quindi nel realizzare un muro continuo in allineamento con le spalle dei due ponti, al posto dell’attuale parapetto in grado di contenere le esondazioni dell‟Entella. Il muro si estende verso monte, con altezza che progressivamente si va a ridurre al crescere della quota di via Groppo che va poi a raccordarsi con Viale Kasman. Essendo il sottopasso dell’attraversamento ferroviario il punto più depresso dell’area in destra Entella, si è ritenuto opportuno, attraverso approfondimenti topografici e verifiche con modello bidimensionale, realizzare in corrispondenza della difesa arginale delle aperture dotate di clapet che consentano il rientro delle acque accumulate in golena, verso l’Entella.