19/07/2025
Jugoslavia 081, una storia dell’est che parte da lontano...
Anno 2017, due storici rivali in campo ma grandi amici fuori sin dal primo giorno in cui s'incontrarono, ebbero una f***e idea: creiamo una squadra dal nulla, operaia ed umile. I due impavidi erano Giuseppe Chiacchio e Michele Piccolo. Così nacque la leggenda della Jugoslavia 081, che nel corso degli anni ha cambiato nome, ma mai lo spirito che l'ha caratterizzata. Per chi ha vissuto sulla luna negli ultimi 8 anni, la Jugoslavia 081 è una piccola realtà di provincia che sfida nel miglior torneo di calcio a 11 del napoletano, chiunque, corazzate che si allenano, ben guidate e con tante persone al seguito. La Jugoslavia con quella del 2025 che disputerà a breve, ha raggiunto per 3 volte su 8 partecipazioni la finale, vincendo una volta sola, stracciando tutto e tutti nel 2021. La prima edizione fu probabilmente la più bella, erano i tempi del Colosso di Rodi, l'eterno Gigino Soreca, i tempi del prode Romaniello, del cavallo pazzo Enzo Guarracino, del vento dell'est Jack, della roccia Pisacane, dei due soldatini Cardone e Bencivenga e tanti altri. Nel 2025 quei tempi sembrano tornati, in quanto l'umiltà e il sacrificio sono ricomparsi.
Le fondamenta idealistiche della Jugoslavia 081 sono di natura socialista e comunista, non miranti al protagonismo né alle individualità, promotori del capitalismo che creebbero distinzioni sociali e quindi nel gruppo, invece la nostra squadra è un tutt'uno, ove ognuno deve sentirsi non un calciatore, ma un soldato, un eroe in quei 90 minuti che scende in campo. Ecco perché una delle idee basiche è stata sempre quella di presentarsi in 11 contati, romanticamente con panchina vuota, che ispira tristezza e malinconia d'altri tempi, ma che carica quegli 11 in campo a dismisura, come se si sentissero soli contro tutto e tutti, e da questo che nasce il mito del "noi siamo i morti che non muoiono", all'insegna del non mollare mai, il compagno in quel frangente è un fratello, e si lavora all'unisono come le falangi oplitiche di Leonida nell'antica Sparta.
È ora di preparare l'ennesima battaglia, la finalissima, ma sappiamo già che comunque andrà a finire, la Jugoslavia non perderà perché nel cuor di chi lotta, ma ci sarà sconfitta...