13/09/2026
"Non è soltanto nei grandi momenti che si costruisce un percorso. È soprattutto nei piccoli gesti che scegliamo di ripetere quando nessuno ci sta guardando".
Vorrei soffermarmi su un qualcosa che secondo me merita di essere guardato da una prospettiva diversa: lo spazio che dedichiamo alla nostra pratica,al nostro Culto.
Spesso diciamo: "Quando riesco, mi ritaglio un momento."
Ma forse dovremmo chiederci se quel momento debba davvero essere qualcosa che aspettiamo di trovare,perché la quotidianità è piena,lavoro, impegni, famiglia, commissioni, stanchezza, cose da fare insomma,e se aspettiamo che la giornata ci regali spontaneamente un'ora libera, rischiamo di aspettare parecchio.
Ma se parliamo di trasformazione, di crescita e di un percorso che aspira a condurci verso step iniziatici sempre più profondi, allora forse la questione cambia.
La pratica non può vivere soltanto negli spazi che ci rimangono. Deve trovare uno spazio nella nostra vita perché siamo noi a riconoscerne la necessità, e quel momento che decidiamo di sottrarre alla frenesia per restituirlo a noi stessi.
Non è necessariamente una questione di quantità.
È una questione di presenza e continuità.
Perché se vogliamo trasformarci, dobbiamo anche permettere alla pratica di incontrarci con una certa regolarità.
Pensare a quanto spazio occupa realmente la vostra pratica nella vostra quotidianità.
Non quanto vorreste dedicarle.
Non quanto pensate sarebbe giusto dedicarle.
Forse il primo passo verso una trasformazione non è trovare il tempo.
È decidere che quel tempo ci serve.
E quando qualcosa ci serve davvero, prima o poi impariamo a fargli spazio.
by Emanuele Uc***lo