04/05/2026
Domenica mattina abbiamo trascorso una mattinata con i Fratres per promuovere la donazione del sangue.
I veri protagonisti, come sempre, sono stati i bambini che abbiamo visto correre e giocare sul nostro campo.
I Fratres ci hanno parlato di donazione di sangue, ma soprattutto parlato di esempio.
Un bambino magari non capisce cosa sia una sacca di sangue, non conosce le emergenze ospedaliere, non sa cosa significa “donare”.
Ma capisce benissimo una cosa:
quando un genitore fa qualcosa per aiutare gli altri.
Donare il sangue è proprio questo:
un gesto semplice, silenzioso, gratuito.
Non si fa per apparire, non si fa per essere applauditi.
Si fa perché è giusto.
Quando un figlio vede il proprio genitore donare, impara che:
• aiutare è normale
• prendersi cura degli altri fa parte della vita
• la solidarietà non è una parola, ma un’azione
E questo messaggio resta. Anche se oggi non lo dicono, anche se non fanno domande.
Il sangue non si compra e non si produce: esiste solo se qualcuno decide di donarlo.
Donare non è un sacrificio eroico.
È una scelta di responsabilità, di comunità, di amore concreto.
Se vogliamo crescere figli che sappiano stare insieme, aiutarsi, rispettarsi – come oggi fanno in campo – dobbiamo essere noi i primi a dimostrarlo.
Questo torneo è stato una festa di sport.
Ma può essere anche l’inizio di una bellissima testimonianza:
che i grandi danno l’esempio, e i piccoli lo portano nel futuro.
Grazie infinitamente a tutte le società che hanno voluto trasmettere con noi questo importante messaggio.