25/05/2026
Finale Playoff: vince l'arroganza e l'antisportività.
Ci teniamo innanzitutto a ringraziare e a chiedere scusa ai nostri sostenitori che, nonostante tutto, ci sono stati vicini in questa partita così importante.
Purtroppo, a causa delle limitazioni imposte e delle disposizioni ricevute, non è stato possibile consentire l’accesso a tutti coloro che avrebbero voluto sostenerci dagli spalti.
Partite che dovrebbero essere decise in campo invece iniziano tramite PEC, mail e richieste continue.
Abbiamo accettato con senso di responsabilità ogni decisione presa nelle settimane precedenti: dalle richieste iniziali di disputare la gara a porte chiuse fino allo spostamento dell’incontro in un altro impianto con pubblico contingentato.
Decisioni condivise e rispettate da parte nostra senza creare ulteriori tensioni.
Quello che lascia amarezza è vedere che, alla fine, abbia prevalso la prepotenza.
I numeri relativi all’accesso del pubblico erano stati stabiliti nell’omologazione dell’impianto, comunicati e condivisi con la squadra avversaria con adeguato anticipo. Nonostante ciò, tali limiti non sono stati rispettati e un numero di sostenitori ospiti superiore a quello consentito è comunque entrato in palestra, senza che nessuno intervenisse per impedire questa situazione, avvenendo forzando i cancelli e spingendo gli addetti all'ingresso.
Durante la gara il clima è rimasto costantemente acceso, tra provocazioni, offese e comportamenti poco rispettosi nei confronti dei nostri giocatori e del nostro staff, tra offese personali, minacce e palloni tirati addosso ai nostri atleti.
Esultanze avvenute nel nostro campo e rivolte verso i nostri giocatori.
Il nostro pubblico è rimasto incredulo e ammutolito da tutto ciò.
In un contesto del genere, è sembrato evidente come la forte pressione esterna abbia inevitabilmente condizionato anche la gestione arbitrale della partita. Nonostante le perplessità manifestate dalla società ospitante riguardo alla presenza di un numero di spettatori superiore a quanto consentito dall’omologazione del campo, la gara è comunque iniziata e proseguita regolarmente.
La cosa più curiosa resta una sola: chi per una settimana parlava di "sicurezza" è stato il primo a non rispettare le regole stabilite.
Noi continueremo a credere che lo sport debba essere fatto di rispetto, regole uguali per tutti e correttezza, dentro e fuori dal campo.
Le sconfitte si accettano, ma RESTA DIFFICILE ACCETTARE CHE IN CERTE SITUAZIONI CHI RISPETTA LE REGOLE VIENE PENALIZZATO, MENTRE CHI LE FORZA OTTIENE TUTTO CIÒ CHE VUOLE. E quando questo accade senza conseguenze, parlare di giustizia sportiva diventa sempre più difficile.
Il tutto all'indomani del 23 maggio.
Ieri ha perso la pallavolo.
Ha perso lo sport.