La Canottieri Mùtina è stata fondata nel 1930 a Modena da un veneziano, olimpico di canottaggio, che trasferitosi a Modena per motivi di lavoro, ha voluto comunque praticare il suo sport ed ha quindi fondato il nostro sodalizio sportivo che ha avuto la prima sede sul fiume Secchia in località S. La prima sede sorgeva nei pressi di uno sbarramento che creava un bacino tale da permettere a delle imb
arcazioni di canottaggio, con otto atleti, di sfidarsi allo stile dei college inglesi. Il crollo dello sbarramento sul Secchia ed il degrado del fiume, nel dopoguerra, ha portato la Società a spostarsi sui laghi Curiel di Campogalliano, nel 1976. Inizia così una nuova fase, che tende sempre più ad abbandonare le imbarcazioni di canottaggio per passare alle più maneggevoli canoe. La società ha preparato atleti per tutte le specialità, promosse dalla Federazione Italiana Canoa Kajak, e quindi molti dei suoi atleti hanno gareggiato su acque ferme, come laghi e canali, praticando quindi la canoa su acque piatte, o su acque mosse, come fiumi e torrenti, cimentandosi quindi nella canoa fluviale e slalom, e nel gioco con la palla con la canoa polo. In tutte queste specialità la Canottieri Mùtina ha raggiunto risultati di primissimo piano sia individuali, con parecchi atleti convocati in nazionale, sia nelle classifiche generali, che l’hanno vista giungere seconda solo alle forti squadre militari. Altra grande vocazione che la Canottieri ha espresso con gli anni 2000 è quella rivolta alle fasce più fragili della popolazione attivando dal 2008 il progetto “Happy Kayak” per portatori di disabilità intellettive/o fisiche, progetto inclusivo svolto insieme a ragazzi in condizione di abbandono sportivo. Questo progetto, per alcuni degli oltre 50 persone che negli anni vi hanno aderito, ha anche portato alcuni a praticare la canoa con spirito agonistico raggiugendo i massimi livelli sia nazionali che internazionali. Per le donne, che vivono l’esperienza dolorosa della lotta al tumore al seno, la Canottieri ha attivato nel 2017 il progetto “In the Pink” in forma smagliante-vincere il cancro a colpi di pagaia, un’imbarcazione a 20 posti, il dragon boat, permette a queste donne di praticare una disciplina riabilitativa sia dal punto di vista fisico nella prevenzione del linfedema, sia dal punto di vista psicologico. Ma la pratica che ha portato il maggior numero di persone a provare le emozioni di scivolare sull’acqua, con queste leggere imbarcazioni, è sicuramente la canoa amatoriale, tante sono state le persone che al termine di un’uscita in barca hanno ritenuto questa loro esperienza soddisfacente e rilassante, persone che hanno frequentato corsi per adulti, per bambini, per anziani e per disabili, seguiti dai nostri qualificati istruttori federali. Altrettanta attenzione viene rivolta all’organizzare di eventi sulle tematiche della sostenibilità e della tutela dell’ambiente, essendo consapevoli che la propria disciplina sportiva è particolarmente legata ai temi della tutela dell’ambiente, sia esso marino, lacustre o fluviale. Da tempo, all’interno della propria sede è attiva una cultura plastic free, ed ha attivato comportamenti improntati al minor impatto ambientale possibile, sia nella costruzione della propria sede nautica che nell’utilizzo di energie rinnovabili per le necessità energetiche. Da sempre è organizzata la raccolta differenziata, non si utilizzano diserbanti nocivi o altre sostanze chimiche dannose per l’ecosistema e per l’uomo, i tecnici seguono gli atleti durante gli allenamenti in kayak non utilizzando così motori a scoppio, e anche durante le trasferte, per eventi o gare, è attenta a mantenere saldi questi principi.