03/01/2020
Il Lupo racconta..
"Ahi! Il dolore è tremendo, forse qualcosa che ho mangiato mi ha fatto male, o forse qualcosa mi ha travolto, aggredito o ferito. Non lo so, sono confuso e il dolore mi toglie tutte le forze. Non mi piace stare qui: sono allo scoperto e passano troppi, troppo velocemente e troppo vicini, quei cosi grossi e rumorosi e che emanano quella luce intensa; non capisco il senso del loro comportamento, dei loro movimenti, dei versi e ancor meno di quel loro odore forte e sgradevole, ma non riesco a muovermi e anche se ci riuscissi potrei finire sulla loro scia, stordito come sono. Quindi me ne resto qui, sdraiato sulla neve, disorientato e sofferente.
Dopo un po' qualcuno, un odore più "normale", si avvicina. È un umano, di quelli cicciotti e dalle gambe corte che a vederli ti viene voglia di provare ad inseguirli, tanto non andrebbero lontano. Ma si sa, e ce lo insegnano sin da cuccioli, che cacciare gli umani non conviene: la loro reazione è sempre sproporzionata, sono ingordi e crudeli e non giocano secondo le regole degli altri animali.
Questo mi si avvicina e allunga una zampa per toccarmi. Accidenti! Sono vulnerabile, in questo momento, e ogni movimento è un dolore atroce. Provo in ogni caso ad afferrargli coi denti una zampa posteriore: "Ehi, non ci provare!" gli sto dicendo, ma lo guardo negli occhi, sento i suoi versi rassicuranti e il suo odore, che non è quello dell'eccitazione del predatore: non sa di caccia e di fame. Non so che intenzioni abbia, questo qui, ma so per istinto che non vuole aggredirmi.
Non lo ferisco.
Si avvicina un altro umano. Una femmina. Non prova a toccarmi, e comunque neppure lei sembra aggressiva. Mi guarda e fa versi da madre ai cuccioli.
Ah... questo stordimento... e poi inizio a sentire freddo. Ma come! Proprio io, un lupo tra i più grossi, abituato a muovermi nelle foreste gelide dell'inverno silano, soffro tanto per il freddo? Eh, forse è proprio perché non mi muovo: restare fermi a lungo quando fa freddo e senza un branco a tenerti al caldo non è una buona cosa.
Ecco, si avvicina un altro umano: pure questo qui è grassoccio e con le gambe corte... Caspita, proprio ora che non posso muovermi!
Nemmeno lui prova a toccarmi, comunque. Anzi, sembra voler dissuadere gli altri dall'avvicinarsi a me. Dal suo odore capisco che è diffidente, ma non aggressivo.
Passa del tempo, si avvicinano sempre più umani. Troppi. Non mi piace, non sono tranquillo, ma sono così debole e stordito, e sento così freddo..."
Maria Sprovieri