05/06/2013
Salve a tutti,
a parlarvi è Leonardo Bellini, il quale si assume la più completa responsabilità di ciò che verrà detto, sollevando gli altri due istruttori e colleghi da qualsiasi eventuale ripercussione.
Come molti di voi avranno probabilmente già notato, la Scuola Vela Go Sailing non è riuscita, suo malgrado, a ripetere l’attività estiva della scorsa stagione.
I motivi sono molti, e mi pare doveroso spiegarli in primo luogo a voi che ci avete sempre sostenuto ed incoraggiato con grande entusiasmo.
Il primo grande ostacolo che abbiamo incontrato è di tipo burocratico: il territorio demaniale italiano è gestito in un modo che nessuno può immaginarsi finché non ne ha a che fare.
Cercheremo di sintetizzare senza annoiarvi troppo: la stragrande maggioranza delle zone costiere italiane sono state assegnate molti anni fa attraverso “concessioni” statali a prezzi ridicoli. Un qualsiasi concessionario del litorale Calambrone-Tirrenia paga circa €1,2 all’anno per ogni metro quadrato della sua porzione di spiaggia: uno stabilimento balneare occupa solitamente 4000-5000 metri quadri, comportando una spesa di sole SEIMILA euro l’anno, come massimo.
I concessionari spesso affidano ad un “gestore” la loro spiaggia, ricevendo da questo cifre folli (fino a 100mila euro stagione) per poter gestire lo stabilimento balneare.
Adesso capirete facilmente che diventare concessionario di una spiaggia equivale ad aver vinto alla lotteria: un concessionario, in un anno, spende 6mila euro di concessione, ma ne incassa fino a 100mila dal gestore (nel caso non sia lui stesso a gestire la spiaggia), senza alzare un dito.
E vi dirò di più: le concessioni sono eterne. Chi ha una concessione non la perderà mai.
Adesso capirete perché i concessionari stanno facendo la guerra al sistema delle così dette “aste”, una normativa europea che vorrebbe riassegnare le concessioni con asta pubblica, non sia mai in una Repubblica democratica fondata sulle rendite!.
Ma torniamo al Go Sailing: tutti i contratti di concessione sono ad uso balneare e non sportivo, rendendo di fatto impossibile qualsiasi attività che non sia quella di riempire la spiaggia di sdraio e ombrelloni. Quando abbiamo chiesto se un qualsiasi pezzetto di spiaggia poteva esserci “concesso”, i dipendenti del demanio ci hanno riso in faccia rispondendoci che l’ultima concessione risale agli anni 70.
Noi siamo ragazzi giovani, appassionati e con voglia di fare, siamo stati gli unici a portare lo sport in una zona che non offriva nulla, ma nonostante i nostri sforzi, non siamo riusciti ad ottenere alcun spazio, né permesso, per far quello che più ci piace, insegnare e diffondere la vela.
La nostra avventura finisce qui, in Italia non c’è spazio per tre ragazzi che volevano offrire qualcosa di diverso ai bagnanti.
Sul litorale c’è solo spazio per concessionari mafiosi e gestori senza scrupoli, come quello con cui abbiamo avuto a che fare ai Bagni Vittorio Emanuele, il quale, nonostante la grande fiducia offertagli, si è “dimenticato” di restituirci alcuni soldi da noi anticipati, nonostante i numerosissimi solleciti (ed ecco il secondo motivo per il quale non ci vedrete mai più ai Bagni Vittorio Emanuele).
Questo è ciò che succede sul nostro litorale, una giungla che non si addice ai nostri spiriti giovani, moderni ed onesti.
Vi ringrazio nuovamente per l’affetto e la comprensione ricevuti, con la speranza che questo paese riesca prima o poi a cambiare e con l’auspicio di poter, un giorno, aprire una nostra scuola vela da persone LIBERE in un paese LIBERO.
A presto,
Grazie,
Leonardo Bellini,
Scuola Vela Go Sailing