Run With Passion

Run With Passion Non importa Quando, Quanto o dove corri. L'importante é farlo con passione!!! Run with Passion'

RuNwItHpAsSiOn
06/12/2023

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Un grande che con il suo fisico minuto ha osato sfidare i grandi dell atletica mondiale del suo tempo e batterli .Grande...
21/03/2020

Un grande che con il suo fisico minuto ha osato sfidare i grandi dell atletica mondiale del suo tempo e batterli .Grande professionista e grande dedizione allenamento quotidiano .
Il 21 marzo del 2013, a Roma, se ne andava per sempre uno dei più forti atleti italiani della storia.
- Primatista italiano dei 100m (10"01) per 39 anni;
- Attuale detentore del record italiano ed europeo dei 200m con 19"72;
- Campione Olimpico a Mosca 1980 e due volte bronzo.
Il 21 Marzo di 7 anni fa ci lasciava Pietro Paolo Mennea.

Oggi più che mai

“La magia dei Runners”Le persone devono innanzitutto lavorare, cosa essenziale per poter sopravvivere e direi che il lav...
08/02/2020

“La magia dei Runners”
Le persone devono innanzitutto lavorare, cosa essenziale per poter sopravvivere e direi che il lavoro occupa la maggior parte della nostra giornata. C’è la famiglia, che è senza alcun dubbio la cosa più bella.
Poi c’è il running uno sport che cresce a dismisura, tante persone/atleti si avvicinano a questa disciplina iniziando a camminare, un passo per volta, poi iniziano a correre, fino a quando passo passo si rendono conto che hanno trovato in esso una serenità, qualcosa che a modo suo ti toglie i pensieri, qualcosa che riempie la giornata, nonostante la vita sia frenetica per tanti altri motivi, ecco, la corsa completa il ciclo di 24 ore e in alcuni casi è un vero e proprio senso della vita stessa.
La magia per un runner è proprio il senso di “fatica”, è il piacere in assoluto, sentirsi parte integrante di migliaia di persone, con la gioia di esserci. Il sudore è qualcosa completamente opposto a quello che spesso produciamo sul luogo del lavoro, in questo caso è un sudore piacevole, che da soddisfazione; giunti all’arrivo è qualcosa da dimostrare in bella vista per poter dire ce l’ho fatta ancora una volta.
E’ vero che molti corrono male, hanno una tecnica sbagliata, correggendo lo stile di corsa possono anche migliorare le loro “performance” ma è qualcosa che andava fatto prima, provarci a 45/50 anni è quasi impossibile, loro vanno sempre applauditi in qualsiasi salsa, mai denigrarli, la fatica è stata tanta, ora si trovano tutti in una condizione di benessere fisico, e per loro il traguardo è sempre una medaglia da conservare gelosamente e da pubblicare in uno dei posti più belli della loro casa.
Per tanti sono amatori, ma loro sentono qualcosa in più, resta comunque il fatto che mostrano timidezza quando una persona gli fa i complimenti per la prestazione conseguita.
La magia più importante è quella che la corsa da la possibilità ad ogni Runner di sentirsi a modo suo un protagonista, di appartenere ad un movimento e gruppo sano, senza alcun dubbio.
Insomma, la corsa è un modo per arrivare in maniera veloce verso i tuoi sogni.

“Running, uno sport individuale che sa tanto di squadra”Alla fine, giunti al traguardo, la squadra è sempre pronta ad ab...
01/02/2020

“Running, uno sport individuale che sa tanto di squadra”
Alla fine, giunti al traguardo, la squadra è sempre pronta ad abbracciarti.
E’ anche vero che correre è uno stile di vita, corri solo con te stesso, con le tue gambe, con i tuoi muscoli, con il tuo aspetto psicologico; è un continuo combattimento tra te e la tua testa, ma alla fine prevale sempre il cuore, ed il cuore come sappiamo vive di emozioni, si, quelle che solo con un gruppo di amici, colleghi runners, riesci a vivere e a portare avanti durante i tanti chilometri da percorrere.
Una flotta incredibile tutti i giorni percorre le strade di tutto il mondo per portare al termine un sogno. I sogni non appartengono soltanto ad atleti che impiegano 29 minuti sui 10 km, ma i sogni sono anche di quelli che chiudono la 10 km in 60 minuti e che solo a 45 anni hanno scoperto la vera bellezza di stare in gruppo e perseguire la corsa come un obiettivo per vivere felice. Si sta meglio in famiglia, a lavoro, insomma questa è la vera forza della corsa.
La corsa per tanti è talmente bella da meritarsi anche un aforisma dal più grande Rockettaro e chitarrista di tutti i tempi: “Se sono libero è perchè continuo a correre” ...Jimi Hendrix”
Non si è mai troppo grandi per vivere le vigilie delle gare con l’emozione che senti esattamente come quando eri un bambino.
La grande bellezza del gruppo, e quindi fare parte di una squadra, la si vede quando arrivi al traguardo, quando anche l’ultimo viene festeggiato come se fosse arrivato primo, se non ancor più, quando arrivi al traguardo e 100 metri prima ti attende tuo figlio di 5 anni e insieme tagliate il traguardo...emozioni incredibili, queste scene per forza di cose ti fanno piangere di gioia, anche da spettatore, e tu che devi nascondere la commozione per non sembrare un bambino.
Alla fine della gara ognuno racconta la sua storia, quando il corpo e la mente ti hanno regalato ciò che volevi e tutti sono accomunati da un unico obiettivo: IL VIAGGIO!

I “Runners” pretendono rispetto!la Fidal vive con gli introiti degli atleti su strada.Personalmente mi sembra che non ci...
25/01/2020

I “Runners” pretendono rispetto!
la Fidal vive con gli introiti degli atleti su strada.
Personalmente mi sembra che non ci sia troppo rispetto nei confronti di questi atleti, anche da parte di dirigenti che sono in modo evidente e spudorato, innamorati solo della pista, a tal proposito, dovrebbero anche creare scossoni nei confronti delle attività su piste e non solo incassare danaro dai tanti Runners della domenica. Non trascurando che centinaia di “Runners” hanno personali sotto i 30 minuti sui 10 km . E’ noto che l’atletica in Italia è composta dall’80% di Master, esordienti e ragazzi, rimane il 20% tra cadetti, allievi, junior,promesse e senior e tra questi solo una minima parte gareggia su pista.
Insomma diciamolo chiaramente: le piste sono vuote, quindi "Rispetto"per tutti quelli che corrono in qualsiasi luogo....e vi garantisco che ci sono veri campioni, anche a livello mondiale!
Non è accettabile che durante le gare su strada FIDAL di 10 km, con la partecipazione di 10.000 atleti, anche di calibro mondiale, il percorso è 200 metri in meno, ed accorgersene dopo 2 giorni dall’arrivo, quindi non omologando i best/time degli atleti. L’ultimo esempio è di qualche giorno fa che vedeva la partecipazione anche delle campionesse Veronica Inglese e Sara Brogiato.
Tutto questo è “Assurdo”
La Fidal non può pensare alle gare su strada solo come un incasso certo, ma ci deve mettere impegno, innanzitutto deve garantire che le gare siano tutte omologate, ma non qualche giorno dopo, bensì qualche giorno prima. Tutto ciò è importante che avviene con il massimo impegno, con serietà e rispetto. E’ fondamentale un ringiovanimento dei componenti FIDAL e GIUDICI.
Il rispetto deve avvenire anche dagli atleti stessi che gareggiano su pista e dai loro allenatori.
I cosiddetti atleti della domenica non sono poi così distanti in termini di tempi cronometrici rispetto agli atleti in pista.
Lunga Vita cari Runners.

Una foto d’altri tempi. Eppure è stata scattata domenica scorsa, a Ozieri. Forse perché, al dì là della tecnologia, dell...
22/01/2020

Una foto d’altri tempi. Eppure è stata scattata domenica scorsa, a Ozieri. Forse perché, al dì là della tecnologia, delle scarpe sempre più innovative, dell’abbigliamento tecnico, degli integratori che permettono prestazioni super, le emozioni che si provano durante la gara sono le stesse di cent’anni fá. Anzi, sono identiche a quelle che provano i primi uomini sulla terra. E in quelle facce, che siano tese per l’ansia o sorridenti e rilassate, in quegli occhi che brillano di passione, ci ritroviamo tutti, ogni volta. (Atletica Ogliastra) 💪💪💪

22/01/2020

“La corsa di Miguel” per una causa universale. “La corsa di Miguel”, una delle più grandi manifestazioni di sensibilità ...
18/01/2020

“La corsa di Miguel” per una causa universale.
“La corsa di Miguel”, una delle più grandi manifestazioni di sensibilità sociale, i Runners sposano appieno la Storia di Miguel, lui era un poeta autodidatta, scriveva di tutto: Di Atletica, della sua Argentina, di Amore che aveva bisogno di dare e ricevere. Era il periodo in cui in Argentina si spariva per nulla, per interessarsi di politica, per difendere i diritti delle persone, o semplicemente per avere un amico sbagliato, praticamente era l’epoca di un regime completamente dittatoriale. Il giovane podista e poeta fu ucciso nel 1978 per difendere le sue idee politiche e sociali. Si è voluto fortemente la partecipazione di tanti atleti, proprio per dimostrare la vicinanza a un mondo che ancora oggi a distanza di anni è carente verso una vera e propria fratellanza tra i popoli, infatti, la gara in se, che si disputa da 20 anni, oltre ai contenuti agonistici, è divenuta simbolo di promozione dei valori contro il razzismo e della lotta alle sopraffazioni sociali/politiche in tutto il mondo.
Lo sport unisce, si sa, quale migliore occasione per correre tutti insieme, per dimostrare al mondo intero che il linguaggio sportivo, come quello tra i popoli è universale, e possiede la capacità di unire le persone. La corsa di Miguel attira circa 10.000 partecipanti, più i sostenitori e tifosi, un movimento che grida pace tra i popoli, noi siamo qui per promuovere i principi di lealtà e correttezza, non solo sportivi. Lo Sport urla: spirito di gruppo, integrazione, solidarietà, tolleranza, correttezza, amicizia.
Allora non ci resta che continuare il viaggio, sperando di arrivare quanto prima al superamento di ogni forma discriminatoria e ogni forma di violenza.
Forza Runners

14/01/2020

“Non è importante vincere, ma avere fegato”Per lui non era importante vincere, ma partire come un “Razzo” e arrivare com...
11/01/2020

“Non è importante vincere, ma avere fegato”

Per lui non era importante vincere, ma partire come un “Razzo” e arrivare come un “Missile”, non conosceva tattiche in gara, partiva sempre in testa, in qualsiasi gara, eppure era un mezzofondista e fondista di calibro mondiale, diceva: “non m’interessa vincere, ma vedere chi ha più fegato”. Un vero campione dell’atletica, si presentò ai Giochi Olimpici del 1972, a Monaco, aveva ventun’anni, andò in pista, come sempre, non accontentandosi del piazzamento, ma per provarci, e non semplicemente per fare bella figura, La tattica spregiudicata coinvolse però l'intero stadio, che seguì con il fiato sospeso la f***e tattica che adottò, iniziando a spingere e condurre il gruppo dall'inizio alla fine, si vide superato nell'ultimo tratto di pista e perdere così oro, argento e bronzo, nonostante la sua sregolatezza conquistò un quarto posto.
Questa è la storia di Steve Roland Prefontaine. La notte di primavera del ’75 il campione se ne andò a ventiquattro anni, finendo fuori strada con la sua MG, perchè faceva tutto in modo veloce e frenetico. Deteneva tutti i record americani dalle due miglia ai 10.000 metri. Si batteva in gara e combatteva a testa alta l’ingiustizia dei politicanti dello sport, aveva mille progetti e un traguardo da raggiungere, l’oro olimpico di Montreal.
E’ la storia di un campione sincero che ha ispirato milioni di runner in tutto il mondo. Un uomo sempre in corsa dentro e fuori le piste, in anticipo sui tempi. Una meteora che non ha smesso di illuminarci.
Sono trascorsi 45 anni dalla sua morte, nessun atleta si è mai presentato come lui, nessuno mai ha avuto il fegato di partire sempre avanti e dare tutto, pur sapendo che nel rettilineo finale non avrebbe mai conquistato il podio. Aveva dei tempi molto rispettosi. 13’21” sui 5000 mt e 27’43” sui 10000 mt.
Steve, l’atleta che ricorderemo ancora per tantissimi anni.

L’atletica ...è per sempre!Tutti abbiamo delle passioni, quelle per lo sport sono qualcosa di innato. Chi ha corso da ra...
05/01/2020

L’atletica ...è per sempre!
Tutti abbiamo delle passioni, quelle per lo sport sono qualcosa di innato. Chi ha corso da ragazzino non può scrollarsi da dosso quei ricordi che lo hanno accompagnato per tutta l’età della bella gioventù, specialmente quando la televisione trasmetteva le imprese dei famosi Alberto Cova, Salvatore Antibo, Francesco Panetta, Stefano Mei, Gelindo Bordin e prima ancora di Marcello Fiasconaro, Franco Fava, Paola Pigna e tanti altri. Eravamo attaccati alla TV per esultare e esaltare le loro imprese.
Le imprese di livello internazionale, dalle Olimpiadi ai Campionati Mondiali. Ahimè, un tempo gli atleti sopracitati ci facevano vivere ed emozionare con le loro “Performance”. Oggi l’atletica è cambiata un pò, si va sempre più verso il Running, che ci fa comunque vivere delle belle emozioni e maggiormente trasmette questa disciplina ai giovanissimi e ai bambini che sono il futuro non solo sportivo, e devono crescere in ambienti sani per diventare veri uomini prima ancora che veri atleti.
I milioni di Corridori che percorrono le strade di tutto il mondo trasmettono benessere non solo a loro, ma anche a noi che siamo dei tifosi matti per l’atletica.

Eve Arder diceva: “Se non puoi essere un atleta, sii almeno un sostenitore atletico.
Questa affermazione fa felice i tanti tifosi che semplicemente seguono, ma che vivono in parallelo le imprese dei loro beniamini, pronti a osannarli, a cercare di cogliere anche attraverso le loro imprese una foto che possa rimanere nei ricordi.
Ma poi semplicemente diciamola tutta: Sentirsi amato, per un atleta è la cosa più importante che ci sia, se non senti il “bene” dei sostenitori, della Società, non puoi raggiungere il massimo in allenamento e durante le gare. Insomma, essere atleti porta sicuramente dei benefici fisici e mentali, essere sostenitori e tifosi porta senza dubbi un evidente circolo virtuoso.

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