21/06/2026
𝐓𝐫𝐨𝐟𝐞𝐨 𝐂𝐚𝐬𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚: 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐚𝐬𝐭𝐢𝐜𝐜𝐢𝐨, 𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐨𝐧𝐟𝐢𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐞 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 ❌
L’ultimo numero di Qui 126, tuttora in edicola, a pagina 44, titola: ‘Mobili Casaccia, il 21 giugno appuntamento con la storia’. Questa volta, però, la storia è stata di delusione e amarezza.
Il leggendario Trofeo, organizzato da una squadra amatoriale con una delle maglie arancio-azzurre più celebri del panorama ligure, non è mai partito. L’edizione numero 61 di una corsa che sarebbe dovuta scattare davanti al noto mobilificio fondato nel 1959, con arrivo previsto a Fumeri di Mignanego, per un omaggio al paese sede dell’azienda, dopo anni di soluzioni alternative, è sbattuto contro il diniego della Prefettura di Genova: autorizzazione alla gara non concessa.
Il patron della società Bike Evo Mobili Casaccia, Massimiliano Casaccia: “Un grande disappunto. Riteniamo una mancanza di rispetto aver ricevuto la notizia a poche ore dalla manifestazione. Pensiamo al centinaio di partecipanti, ma ancora ai tanti volontari che garantiscono la sicurezza del percorso e ci supportano in una manifestazione che impreziosisce il territorio. Peraltro, noi non abbiamo mai chiesto nulla alle istituzioni locali portando gente in loco”.
Ma perché? “La Prefettura ci ha comunicato la decisione per l’indisponibilità dei Comuni di Mignanego, Ronco Scrivia e Isola del Cantone a garantire la presenza della municipale. Ora, noi abbiamo inviato le richieste di permessi due mesi fa e non ricevere alcun segnale dai sindaci valligiani significava un implicito assenso alla proposta non immaginando minimamente simili problematiche. Organizziamo gare ciclistiche da decenni non da un giorno. Lo scorso anno eravamo arrivati a San Cipriano, quest’anno partendo da Vetrerie, avremmo voluto raggiungere Arquata e tornare su Fumeri che rappresenta una frazione del paese dove è presente la nostra azienda. La Prefettura ha i suoi tempi e dobbiamo accettarli, ma vanificare spese e impegni presi con tante persone, per supportare i nostri borghi, ricevendo zero considerazione, non possiamo accettarlo”.
Evidentemente, il Comune più coinvolto è quello di casa. Interpellato da quienonsolo.it, il sindaco Michele Malfatti replica: “Dall’inizio del mio mandato a oggi, rivendico un’attenzione specifica a qualsiasi realtà che proponga manifestazioni sportive a Mignanego. Forniamo collaborazione, talvolta, premi e assistenza. Ma qui nessun amministratore è stato interpellato né avvertito. La polizia municipale ha risposto a una richiesta diretta della Prefettura e inviato il proprio parere favorevole allo svolgimento della manifestazione, ritenendo che una gara di questo tipo non necessitasse della presenza di vigili (l'unico potenzialmente in servizio era impegnato in altro comune). Tuttavia, un dialogo diretto avrebbe evitato tale situazione favorendo una giornata di sport di cui il paese, tutto, ne sarebbe stato lieto".
La voce del neo primo cittadino ronchese, Sergio Agosti: “A livello personale non ne ero a conoscenza, dispiace non aver ricevuto comunicazione specie per l’attenzione che questo Comune dedica alle attività motorie. Preciso, però, che la nostra municipale, come in tante altre occasioni, aveva interagito con il Comando dei Carabinieri e c’era l’accordo per una copertura dell’Arma in sostituzione dei nostri agenti con tanto di comunicazione ufficiale. Dunque, non comprendiamo la posizione della Prefettura”.
La posizione del sindaco isolese Gianluca Campora, per ironia del destino, anche vice presidente della società Bike Evo Mobili Casaccia: “Noi abbiamo un agente che lavora 6 giorni su 7 e al quale non posso chiedere ulteriori straordinari rispetto a quelli che già compie senza la possibilità d’essere pagati. E’ anche responsabile dell’area amministrativa praticamente a mezzo servizio. In questo momento storico, purtroppo, non abbiamo alcun margine. Le soluzioni possono essere convenzioni o altro, in alcuni casi non agonistici sopperiamo noi come volontari”.
Vanno compresi, però, molti dettagli di un dialogo che, fin dall’inizio, ha difettato di comunicazione: a prescindere che in agonismo servano divise e non volontari, l’apporto in strada dei Carabinieri (caso Ronco) è sufficiente o, come pare, per la Prefettura, non garantisce una condizione adeguata? Nel secondo caso, le esigue forze dei Comuni segnerebbero la parola fine su qualsiasi ambizione d’organizzare gare.
La sostanza: il 21 giugno nessuna manifestazione tra alta Valpolcevera e Vallescrivia.
Il futuro? Casaccia: “Guardiamo a fine estate come data del recupero, ma andremo in Comuni dove la nostra presenza è sempre stata più gradita”.
L’apertura di Malfatti: “Ripeto, una telefonata o un messaggio avrebbe evitato una situazione spiacevole per tutti. Dal canto nostro, ci mettiamo a totale disposizione per garantire assistenza, patrocinio, ordinanze legate al divieto di sosta e persino premi. Ma parliamoci. Da oltre un decennio il mio numero è nella rubrica degli organizzatori”.