Viking Broni Basket Team

Viking Broni Basket Team Per il Quarto anno, i Viking Broni, supporters della Pallacanestro Femminile Broni, abbandonano la tribuna e scendono sul parquet. Ne vedremo delle belle!

22/09/2020

"LA GIORNATA TIPO DEL 1° ALLENAMENTO DOPO IL LOCKDOWN"

ore 7:00 sveglia e colazione in vista del primo allenamento dopo sette mesi di completa inattività: un bicchiere di amminoacidi liquidi, 7 albumi, 4 mezzi tuorli, avena irlandese, pane di segale tostato, papaia fresca, bacon, 4 kinder fetta al latte, una redbull, mezzo litro di caffè a miscela napoletana, e una flebo di nandrolone.

ore 8:00 la colazione comincia a fare effetto: 268 battiti al minuto, 6 pugni al muro per scaricare la tensione, tragitto casa-lavoro di 8 km in 4 minuti. A piedi.

ore 9:25 è da mezz'ora chiuso nel bagno dell'ufficio. Data scadenza della uova crude: 20 marzo. Era l'ultima avanzata dalla spesa di 2670 euro fatta all'Esselunga il primo giorno di lockdown a febbraio, col terrore di restare senza scorte di cibo per mesi, anni e secoli a ve**re.

ore 10.00 serie di scatti nel corridoio dell'ufficio e dieci piegamenti sulle braccia nella sala-fotocopiatrici. Causa mascherina, va in ipossia.

ore 11.00: come tutti gli anni acquista online le nuove scarpe per la stagione, le "Air Max Zoom Imperial Giannis Kyrie VII Coviddi REACT Quai 54". Ne mostra una foto alla fidanzata. Risposta: "Tu potevi andare anche in Espadrillas"

ore 11:25 nella chat di squadra, il presidente invia il 119esimo protocollo diverso sul basket.

ore 12:30 per rilassarsi ascolta "Non ce n'è coviddi" remix, la hit di Angela di Mondello, prima nelle classifiche di i-Tunes, diventata influencer e con già 200.000 followers sui social a poche ore dall'apertura del suo profilo ufficiale, ospite in vari programmi televisivi, diventata famosa per aver negato l'esistenza del virus.

ore 13:00 pranzo leggero in vista dell'allenamento: quattro patate bollite e due flebo di anabolizzanti.

ore 15.30 mancano cinque ore all'allenamento. E' più teso di Jokic ad un meeting di vegani.

ore 18.00 tenendo conto che le docce in palestra sono vietate, inizia a preparare il borsone: scarpe da basket, due flaconi da 2 litri di amuchina, 4 mascherine, guanti da chirurgo, e un termometro per misurare la febbre di quelli da c-ulo.

ore 19.25 arriva in palestra. Il dirigente accompagnatore, per risparmiare, ha comprato il termoscanner a 99 centesimi su un sito cinese. Risultato: otto giocatori hanno più di 39 di febbre, uno ha 42, quattro 35.5 e tre 31.5.

ore 19.50 in attesa dell'inizio allenamento, si appresta a fare due tiri di riscaldamento. Raccoglie il pallone e si rende conto che non tiene in mano quell'oggetto da febbraio. È strano, pesante, scomodo. Ma è come andare in bicicletta. Step back, e rilascio alla Kobe.

ore 19.51 il signor Mario della Vetreria Porta Nuova comunica che no, non fa servizio 24 ore su 24 e che per quella finestra bisognerà pensarci domani mattina

ore 20.00 inizia l'allenamento. Il primo dopo sette mesi. Vestizione: canotta double, maglietta di cotone sotto la double, collant scaldamuscoli, maglia scaldamuscoli in microfibra a maniche lunghe, scaldacollo modello Alberto Tomba Calgary-88.

ore 20.03 dopo due giri di campo, è stramazzato al suolo. La sua temperatura corporea ha superato i cinquanta gradi.

ore 20:06 sessione di tiri da sotto per i pivot e da 2 metri per gli esterni. Le percentuali si aggirano attorno a quelle di Italia Viva in Veneto: 0.6%.

ore 20.10 Dopo una sessione di dieci tiri liberi, in cinque si fermano per crampi.

ore 20.30 al pivot titolare, fumatore incallito da 2 pacchetti e mezzo di si*****te senza filtro al giorno, scappa un colpo di tosse. Scatta il piano di evacuazione dalla palestra e il dirigente accompagnatore è costretto ad ucciderlo con un colpo di pi***la alla nuca.

ore 21.00 dopo aver ri-sanificato la palestra con due spruzzate di Chanteclair, riprende l'allenamento.

ore 21:10 dopo un'ora di allenamento, il coach è costretto a terminarlo anzitempo. L'unico ancora abile e arruolabile è Matteo, l'under di 17 anni. Tutti gli altri sono fermi per crampi, contratture, stiramenti, arresti cardio-circolatori, stati di morte apparente, apparizioni di bonus da 600 euro sul conto sopra il tabellone.

ore 21:45 dentro la sua Punto, l'aria che si respira è paragonabile a quella del mercato del pesce di Bari alle 7 di mattina di un martedì di luglio. Non poter fare la doccia in palestra ha purtroppo qualche controindicazione.

ore 22:15 crampo al polpaccio improvviso durante la cena. Per stendere la gamba da una ginocchiata al tavolo. Gesù, sul crocefisso in cucina, si copre le orecchie per non sentire.

ore 23:20 dopo essersi lavato i denti, si racconta la bugia che tutti ci raccontiamo da 15-20 anni: "Però sono contento di essere tornato a fare allenamento. Mi sento proprio meglio dopo una bella corsa". Poi, ottimista, sale sulla bilancia. È aumentato di 5.3 Kg in 14 ore.

ore 23.50 Non c’è verso di prendere sonno, continua a sti**re le gambe, girarsi e rigirarsi, prova a contare le pecore ma non funziona. Prova a pensare che "andrà tutto bene" e si rilassa un po', ma poi gli torna in mente che Angela di Mondello ha 200 mila followers sui social e non prende più sonno. Poi, come d'incanto, dopo quasi 2 ore, riesce finalmente a rendersi conto di quello che è accaduto oggi. Una palla, i compagni, la palestra. Non si sa quando, come e se inizieranno i campionati, ma è tornato a giocare a basket. Perché per chi ha la pallacanestro nel sangue, tornare alla normalità è anche questo.

(di Raffaele Ferraro)

Mood Della fase 2
08/05/2020

Mood Della fase 2


Buona sgambata per la truppa nero-verde.Tutti vedono il campo e coach Crivelli è soddisfatta per come la squadra si comp...
16/01/2020

Buona sgambata per la truppa nero-verde.
Tutti vedono il campo e coach Crivelli è soddisfatta per come la squadra si comportata in campo.

" Dobbiamo lavorare per sistemare qualche automatismo di squadra ma tutto sommato ci siamo mossi bene "

Lunedì i ragazzi saranno di nuovo in palestra in attesa del calendario U.i.s.p.

Questa sera si torna Old style si gioca nella "nuova" palestra di Piazza Italia , la patria del basket bronese.
16/01/2020

Questa sera si torna Old style si gioca nella "nuova" palestra di Piazza Italia , la patria del basket bronese.

15/01/2020

I 10 ASSIOMI DEL PLAY MINORS

1) A 5 anni è già il più basso di tutti. A 10 anni impazzisce, e opta definitivamente per giocare a basket. A 20 capisce che forse era la scelta sbagliata. A 30 lo scambiano per uno di 20. A 40 si allarga. Ma non si allunga.
2) Il play, quando chiama uno schema, tira.
3) Il play, quando chiama un pick & roll, tira o perde palla.
4) Quando gioca contro la zona, il play chiama gli schemi della uomo. E tira.
5) È più probabile che prenda un rimbalzo offensivo in testa al lungo, che faccia un assist
6) E' impossibile rubargli la palla: nelle Minors non pressa nessuno, e lui palleggia a 2 mm da terra.
7) Legge del contrappasso: per ogni palla rubata al lungo, in contropiede si farà stoppare dal ferro o dal tabellone.
8) Si addormenta facendo il suo sogno erotico preferito: un 1vs 1 fra Campazzo e Jason Williams.
9) A 60 anni riconosce che avrebbe avuto più fortuna con il badminton subacqueo. Ma non si sarebbe mai divertito così tanto.
10) Se Fabrizio De André fosse stato appassionato di basket, avrebbe scritto una canzone su di lui.

Castellarano Basketball

16/12/2019
13/12/2019

"10 motivi per cui il basket migliora la vita"

1. Puoi farti giustizia da solo
Capita spesso di giocare contro uno che fa il fenomeno, che in partita fa i falli a gioco fermo, mette il piede sotto a chi tira, ride, fa i gesti al pubblico, sì insomma quello che se quella sera dormisse all’obitorio non ti dispiacerebbe più di tanto. Ad un certo punto, però, lui batte in penetrazione il tuo compagno, e tu arrivi in aiuto ponendo fine alla sua partita con una “clavata”. Prendi tutto: palla, braccia, naso, gambe, denti, gengive. Ahhhh.... la soddisfazione che può dare una clavata è qualcosa di impareggiabile.

2. Aiuta a tenersi in forma
Correre mediamente fa schifo al 98,3% della popolazione. Rimane la palestra, ossia quel luogo in cui orde di lampadati con canottierine taglia ###XS, gridano come la Sharapova mentre sollevano dei pesi.
Un canestro, cinque amici, una palla da basket. Scegliete voi come tenervi in forma.

3. Il noi prima dell’io.
Per vincere hai bisogno dell’aiuto degli altri. Imparare a valorizzare chi hai al tuo fianco ti permette di ottenere maggiori risultati. Capirai che il concetto di squadra è importante nel basket esattamente come nella vita: hai mai avuto ragione durante una discussione con una donna senza l’aiuto di almeno 4 avvocati?

4. E’ una valvola di sfogo
Nella vita di tutti i giorni i brutti pensieri e le tensioni sono sempre presenti. Bastano un pallone e un campetto per sfogare tutto quello che hai dentro. Un unico consiglio nel caso tu sia nel campetto della parrocchia: al sesto airball di fila non gridare ciò che pensi del Signore. Tienitelo per te.

5. Migliora la gestione del tempo
Il basket ti insegna che nella vita non puoi avere tutto il tempo che vuoi. 8 secondi per passare la metà campo, 5 per fare la rimessa, 3 per stare dentro l’area, 24 per ti**re. E quando tua moglie ti sbeffeggerà dicendoti “Amore mio, stasera addirittura 35 secondi… ti sei impegnato...”, potrai risponderle con fierezza “Cara, ho iniziato a guardare l’NCAA...”

6. Aumenta l’autostima
Puoi essere considerato una larva nella vita di tutti i giorni, ma appena prendi la palla in mano, e chiudi gli occhi, puoi immaginare di essere al Boston Garden mentre carichi il tiro dall’angolo come fossi Larry Bird, e nel silenzio più totale sentire il suono leggiadro della palla che accarezza la retina.
Però potresti anche sentire una bastonata nella schiena. In quel caso è il custode perchè lo hai centrato in pieno con la palla. Quindi, un consiglio: immagina pure di essere Larry Bird, LeBron o Curry, ma tieni sempre gli occhi ben aperti.

7. Ti insegna i veri valori della vita
Amore, felicità, onestà, fedeltà, la birra post allenamento.

8. Migliora il tuo rapporto di coppia
Figlio appena nato, pianti, lamenti, notti insonni, “Cara, dormi pure tranquilla, ci penso io al pupo” – “oh grazie amore, sei un tesoro”, ma in realtà è solo una scusa per vedere l’NBA in diretta.

9. Il basket è l’unica vera democrazia nel mondo. Alto, basso, lento, veloce, con la pancia, con l’acne, cattolico, musulmano, buddista, punkabbestia, fighetto, aristocratico, radical chic, emo, scemo. Chiunque, in qualsiasi momento, in qualunque parte del mondo, usando qualsiasi oggetto al posto della palla, e immaginandosi un canestro laddove non c’è, può giocare a basket.

10. Migliora la vita, punto.
L’uno contro uno di Kobe Bryant, il fadeaway di Nowitzki, "Buffa racconta Pete Maravich", Myers e quella generazione di fenomeni sul tetto d’Europa nel ’99, i Legion e l'A2 armena: queste cose come mi***ia fanno a non migliorarti la vita?

Correva l'anno 1960 e la pallacanestro d'allora era completamente diversa da quella attuale....I dirigenti d'oggi chiama...
20/10/2019

Correva l'anno 1960 e la pallacanestro d'allora era completamente diversa da quella attuale....
I dirigenti d'oggi chiamano i procuaratori per scritturare giocatori e allenatori offrendo soldi a palate....
Noi siamo del vecchio stampo i contratti si fanno davanti a una BIRRA e una PIZZA nella rinomata pizzeria CENTRO di Broni offrendo grigliate e fiumi di birra come stipendio.
BENE da questa sera la Nostra PELUX allenerá la squadra dei Viking Broni per i prossimi due anni.
BENVENUTA SILVIA NELLA NOSTRA BIG FAMILY!!!
Domani il primo allenamento al BRERA

ANIMO ANIMO

( in foto la firma del contratto con il DS foto by fabio sacchi )

A.A.A. CERCASI ALLENATORE il curriculum non è importante...basta solo voglia di allenare un gruppo di scappati di casa c...
18/10/2019

A.A.A. CERCASI ALLENATORE il curriculum non è importante...basta solo voglia di allenare un gruppo di scappati di casa con merita dedizione.
pagamento in birra e costate a volontà

https://www.facebook.com/140879052705332/posts/2278013805658502/

I più piccoli deve lasciarli divertire, farli giocare e correre il più possibile per smaltire i quintali di merendine che hanno in corpo. Deve, soprattutto, imparare ad allacciare almeno 10 paia di scarpe ad allenamento. Ma l'aspetto più difficile è quello di gestire i genitori.
I più grandi che giocano nelle minors, deve sopportarli, volergli bene, chiudere un occhio se corrono a zig zag non per colpa della "treccia" ma solo perchè hanno fatto aperitivo con 5 spritz poco prima.
I professionisti deve gestirli, valorizzarli, prendersi le colpe anche se vengono beccati con la moglie del presidente.
Sì, il mestiere dell’allenatore è probabilmente il più difficile del mondo. Forse secondo solo a quello del logopedista di Luca Giurato.
La caratteristica che contraddistingue l’allenatore di ogni età, sesso, ceto sociale, religione, categoria, è che non potendo giocare, quando un suo giocatore sbaglia un sottomano in contropiede uno contro nessuno, è costretto a reprimere la sua rabbia accontentandosi al massimo di sfogarsi con quello che gli capita a tiro: il più delle volte la lavagnetta, oppure una borraccia calciata alla Roberto Carlos con le “tre dita”, oppure sfogarsi insultando ripetutamente il suo vice che spesso e volentieri a fine stagione deve iniziare un percorso di terapia dallo psichiatra.
Il coach deve preparare l’allenamento, scegliere esercizi funzionali all’obiettivo settimanale e della partita, deve gestire le assenze sia quelle per infortunio sia quelle per influenze, sia quelle per l'assenza dovuta alla sesta morte della stessa nonna in un anno. Deve soprattutto gestire i tiramenti di c**o dei giocatori: quello che si lamenta perchè gioca poco, quello che si lamenta perchè non vede mai la palla, quello che si lamenta perchè la palla è troppo tonda, quello che si lamenta perché, anche se non c'è motivo, noi giocatori, spesso, siamo talmente str*nzi che ci lamentiamo solo per il gusto di farlo.
Le variabili del mestiere dell’allenatore sono come le strade del Signore: infinite.
E come se non bastasse, oltre ad essere un duro lavoro, i suoi meriti vengono sempre divisi tra lui e i giocatori. E i tifosi, e le mogli dei giocatori, e i custodi della palestra, ma anche col ragazzo che porta le pizze in scooter il venerdì sera. Le sue colpe, invece, vengono sempre divise tra lui e lui: l’allenatore è la persona più sola al mondo.
Ma quando umanamente e professionalmente un allenatore è di alto livello, diventa una di quelle persone che ti porterai dentro per tutta la vita.
Perchè se il suo bastone sono i suicidi in 25 secondi toccando tutte le righe, o i 4-6-4 con i 6 campi all’indietro in scivolamento col sedere basso, o i richiami d’atletica a sorpresa, o quando ti tiene in panca per 40 minuti, la carota sono i suoi pochi ma preziosi “bravo”, il suo sguardo non più da assassino quando fai quello che ti chiede, i suoi discorsi pre-partita, che non avranno la teatralità di Al Pacino in "Ogni maledetta domenica", ma mirano sempre al s**o, con qualche pausa per sparare comunque le sue perle di saggezza che ti caricano a dovere per andare in campo e "spaccare tutto".
E quando ti ripete per 14 volte ad allenamento che su quel cacchio di lato debole in attacco ti devi muovere o tagliare, e tu non lo fai mai, ma, a distanza di mesi/anni/decenni, ti capiterà di andare ad appoggiare da solo il più facile dei canestri della tua vita, e ti domanderai: “Ma come ho fatto?", ti risponderai che: "Ah sì, ho tagliato sul lato debole. Ah sì, c'aveva ragione. Eh sì, son proprio uno str*nzo”.

Per rispetto di chi è costretto a vederci non fare per anni ciò che chiede, per rispetto di chi non ci ha mai messo le mani al collo quando abbiamo fatto sia schifo che perdere la nostra squadra, per rispetto di chi, nonostante tutto, è stato non solo un allenatore ma anche un insegnante ed un amico, rendiamogli merito.
Per una volta, solo a lui.

Lode ai coach

Indirizzo

Pantera/Palaverde
Broni

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