03/05/2026
1a Gara - Campionato sociale
Novara - Canale Terdoppio, Domenica 19 Aprile 2026.
La mattinata ha regalato a tutti noi un’altra pagina significativa di sport e socialità sulle rive del Terdoppio, dove l’APS Brivio ha organizzato la prima delle sette gare sociali per la stagione 2026. Un appuntamento che, al di là del risultato agonistico, ha confermato ancora una volta il valore autentico di queste manifestazioni: stare insieme, condividere una passione e vivere il territorio in modo rispettoso e consapevole.
Fin dalle prime ore del mattino, il campo gara si è animato di chiacchere, sorrisi e battute, segno di armonia ed amicizia tra i soci che continua a crescere e rinnovarsi anno dopo anno. L’atmosfera era quella delle occasioni giuste: concentrazione lungo le sponde, scambi di opinioni e consigli e quel senso di comunità e gogliardia che soprattutto la pesca sportiva sa creare.
Dal punto di vista tecnico, il Terdoppio si è confermato un campo gara interessante e non scontato. Le condizioni dell’acqua e la variabilità delle catture hanno premiato i pescatori più attenti nella scelta di esche e strategie, rendendo la competizione equilibrata e combattuta fino alle ultime battute. Non è stata una gara “facile”, ed è proprio questo ad averne aumentato il valore sportivo.
L’organizzazione dell’APS Brivio si è dimostrata all’altezza, curando con precisione ogni dettaglio: dalla disposizione dei picchetti gara alla gestione dei tempi, fino alle operazioni di pesatura, svolte con ordine e trasparenza. Un lavoro spesso silenzioso, ma fondamentale per garantire la riuscita dell’evento.
LA GARA
Entrando nel dettaglio tecnico della gara emerge un quadro ancora più interessante: una competizione segnata da grande equilibrio, condizioni difficili e numerosi episodi chiave che hanno fatto la differenza tra podio e piazzamenti.
PRIMO SETTORE
Sergio Malighetti – Picchetto N°1, zona ponte
Partenza complicata per Sergio, posizionato in un tratto delicato del campo gara. La scelta di pescare sulla sponda opposta con lenze leggere con appena 80 cm d’acqua si è rivelata poco produttiva. Il tentativo di variare approccio, alleggerendo e poi appoggiando la lenza sul fondo, non ha portato i risultati sperati. Tre soli barbelli e nessuna carpa allamata. Una gara di ricerca continua, ma senza la svolta decisiva. Chiude terzo di settore con 410 gr.
Pietro Alessandri – Picchetto N°2
Gara simile a quella di Sergio per difficoltà, ma con un pizzico di rammarico in più. Pescando a 13 metri con assetti molto leggeri (0,50 gr - 1 gr), trova due carpe importanti ma non riesce a concretizzarle: una rotta e una slamata. Episodi che hanno pesato sull’esito finale. I tre barbelli portati alla pesa non bastano per andare oltre il quarto posto di settore con 340 gr.
Federico Burini – Picchetto N°3
La prova perfetta. Federico costruisce il successo su un episodio chiave: una carpa di taglia importante, che dopo essersi rifugiata nelle canne per poi uscirne illesa un minuto dopo, viene gestita con sangue freddo e portata al guadino dopo un combattimento intenso. Un gesto tecnico e mentale di alto livello. A questo aggiunge qualche barbo, chiudendo con 2965 gr, primo di settore e primo assoluto. Gara magistrale, senza discussioni.
Maurizio Mazzoleni – Picchetto N°4
Prestazione solida ma sfortunata. Maurizio interpreta bene la gara, trova ritmo e costanza, ma perde due pesci di valore che avrebbero potuto cambiare completamente la classifica. I tre barbelli catturati fissano il peso a 325 gr, penalizzato però dagli episodi negativi. Gara da leggere oltre il risultato.
Luca Di Lorenzo – Picchetto N°5
Tra i più convincenti del settore. Porta a guadino un bel cavedano, pesce che si rivelerà determinante in tutta la competizione e perde una bella carpa che si va ad infilare nelle cannette. Nonostante ciò, il peso di 1890 gr gli vale il secondo posto di settore. Una prova concreta, costruita su qualità più che quantità.
SECONDO SETTORE
Luigi Somenzi – Picchetto N°6
Gara in salita fin dall’inizio. Nessun pesce in nassa al termine della gara, ma resta il rimpianto per la bella carpa persa a metà competizione. Un episodio che avrebbe potuto ribaltare completamente la sua prova. Chiude quinto con un cappotto e 5 penalità.
Giovanni Mazzoleni – Picchetto N°7
Anche per lui una gara segnata da un grande rimpianto: carpa slamata e qualche barbo catturato. Il bottino finale di 250 gr gli consente comunque di agguantare il terzo posto di settore. Una prestazione a metà, tra occasione persa e buona gestione di gara.
Massimo Biffi – Picchetto N°8
Prestazione decisiva e di spessore. Massimo trova il pesce giusto: un cavedano enorme da 2145 gr, che da solo fa classifica. In una gara povera di catture importanti, un pesce così ha fatto la differenza. Conclude la sua prova primo di settore. Campione!
Michele Manzini – Picchetto N°9
Concretezza pura. Sfodera tutto il set di "Cippine" per insidiare i piccoli pescetti che bollano a pelo d'acqua, ma alla fine ripiega sul pesce di taglia. Alla fine tre barbelli per un totale di 390 gr bastano per conquistare il secondo posto di settore. Una gara senza errori, costruita sulla continuità e senza sbavature.
Stefano Previtali – Picchetto N°10
Anche lui protagonista di una gara dai due volti: due pesci importanti persi e qualche barbo in nassa. Le aspettative erano alte, considerando il fatto che era ultimo di settore, ma gli episodi negativi pesano. Chiude quarto con 245 gr, lasciandosi la sensazione di un’occasione mancata.
Stefano Mazzoleni – Assente
Era presente ma non ha gareggiato. Fermo per l’infortunio al braccio sinistro rimediato nei mesi scorsi sulle piste da sci, ha seguito la gara da vicino dispensando consigli e perle di saggezza. Un’assenza che si è fatta sentire, ma con l’auspicio di rivederlo presto in pedana.
L’Analisi
Questa gara ha confermato un aspetto chiave della pesca sul Terdoppio: non vince chi prende di più, ma chi sbaglia meno e sfrutta al massimo le poche occasioni. Le numerose carpe slamate e i pesci persi raccontano una competizione tecnica, dove ogni dettaglio, terminali, ferrata, gestione del combattimento e soprattutto la fortuna ha inciso in modo determinante.
A fare la differenza sono stati i pesci “bonus”: la carpa di Federico e il cavedano di Massimo. Senza quelli, le classifiche sarebbero state completamente diverse. Una gara vera, difficile, selettiva. Proprio per questo, estremamente significativa.
Al termine della competizione, al di là delle classifiche e dei piazzamenti, ciò che resta è il senso di una giornata ben riuscita. La pesca, in contesti come questo, smette di essere solo competizione e diventa occasione di incontro tra generazioni, di trasmissione di esperienza e di rispetto per l’ambiente.
In un’epoca in cui lo sport rischia talvolta di perdere il suo lato più umano, manifestazioni come questa ricordano che il vero successo non si misura soltanto in chilogrammi di pescato, ma nella qualità delle relazioni costruite lungo la riva. E su questo, la gara sociale dell’APS Brivio ha centrato pienamente l’obiettivo.
Come da tradizione ha fatto da cornice nel dopo gara il consueto rifresco e le premiazioni di rito.
Buona la prima.
Appuntamento alla prossima prova.
Pietro Alessandri