22/08/2021
“Al Giro di Lombardia del ‘26 arrivai solo al traguardo con 29 minuti di vantaggio. Mi feci la doccia, presi il treno e arrivai a Varese. Lì vidi dei corridori che stavano ancora pedalando per raggiungere il traguardo.
Era una giornata pessima, aveva piovuto tutto il giorno, c’era grandine come se fosse neve, il lago di Como era tutto fuori, come il lago di Lugano.
Andai via a metà Ghisallo perché Bottecchia faceva di tutto per staccarmi e a un certo punto mi sono stufato. Per 160-170 chilometri la mia corsa è stata come una cronometro.
Quella giornata ho bevuto 28 uova. D’altronde quando uno era in fuga non aveva tempo di mangiare i panini... A Grantola le uova mi vennero portate direttamente da mia madre, prese dalle nostre galline”
Alfredo Binda, l’Imbattibile