24/10/2023
Carla Di Giovambattista
Carla Di Giovambattista
PORRE UN SEGNO
La parola “insegnare” ha un origine che appare chiara a chiunque, dal punto di vista etimologico, ma al cui denso portato, forse, non si pensa a sufficienza, a meno che non ci si occupi specificamente ddi scienze della formazione.
Essa deriva da IN+SEGNARE, ossia porre un segno “dentro” qualcuno. Segno che, secondo una felice quanto complessa definizione di Cicerone, è “ciò che cada sotto uno dei sensi e significa qua che cosa”.
Possiamo dire dunque che insegnare, sin dalle origini della parola, significa mettere dentro un’altra persona qualche cosa che, recepito attraverso i sensi da questa persona, le mostra UNA PORZIONE E UNA VISIONE DELLA REALTÀ.
INSEGNARE è l’atto di un essere umano che in qualche modo ha conseguito un “segno” della realtà e che lo “co-segna” lo trasmette ad un’altra persona, ponendolo direttamente all’interno della sfera cognitiva di questa, che lo coglie infatti attraverso i sensi: un frammento, si potrebbe dire , di questo puzzle che è l’universo in cui viviamo, delle “cose” al di là di noi che ci determinano come soggetti, che passa di mano in mano.
L’atto di trasmissione, ovviamente, non è neutro e implica delle scelte e delle responsabilità, il cui peso ora forse è più evidente: il rapporto tra colui che da è colui che riceve l’IN-SEGNAMENTO è decisamente sbilanciato.
Chi lo dà ha la possibilità di conoscere compiutamente il “segno” che trasmette e si decidere sé consegnarlo o meno, se consegnare quel segno della realtà o un altro, e con quali modalità trasmetterlo.
Chi lo riceve può solo decidere se seguire quella certa “insegna” o no, se lasciarsi “incidere” o no. TUTTO IL RESTO È UN ATTO DI FIDUCIA.
Cit
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