21/08/2024
Piccolo preambolo: elemento acqua, amatissimo, ma non il mio. Trascorro ore persa a contemplare il mare, ma non so nuotare benissimo. Lo adoro: la sua potenza mi affascina e incanta, ma mi inquieta al contempo.
-"Proviamo a fare surf?" 👀?😳? "Dai, se non proviamo insieme allora niente..."😞
-"Che bella ideaa, va bene... Ma devo proprio?..."😅😁🤣 (Fosse stato per me, non mi avrebbe mai minimamente neppure sfiorato il pensiero).
Tra me e me penso che sarò in ACQUA, dove non si tocca, ingessata da una muta stretta da togliere il respiro, con una tavola più grande di me a cercare di non annegare ad ogni onda avversa...e magari rischio pure di farmi del male a giudicare dai voli che vedo fare agli altri. 😱No, decisamente no, non ce la posso fare...🙅🏻♀️
Ma poi mi sono resa conto di quanto anni e anni di Yoga quotidiano abbiano educato la mia mente a non arrendersi mai, a non evitare le situazioni difficili, quelle che mi fanno paura, nemmeno quelle che mi spaventano a morte o che scatenano il disagio, e almeno a provarla una cosa prima di decidere se un'esperienza fa per me oppure se non la voglio più fare... Dunque, senza pensarci più troppo, mi sono fatta coraggio.
Mi sono sentita come una tartarughina che lasciava la spiaggia e si addentrava verso l'ignoto, ma a tratti anche come una c***a avvinghiata al suo scoglio: travolta più che dagli elementi, da mille emozioni, proprio una bella paura, pura e potente.
Voli epici, botte ovunque, sane bevute; centrifugata e tramortita dalla forza dell'oceano e dalle sue onde che non aspettano nessuno. Non so dire come sia andata, ma finita la lezione ho deciso subito di farne un'altra e un'altra ancora prima di partire. E ho fatto bene. Mi è piaciuto.❤
È stata una grande pratica di Yoga prima che di surf. Ma senza quell'atteggiamento yogico che mi spinge sempre a crescere cercando di superarmi e che è ormai parte di me non ce l'avrei fatta. È stato bellissimo sperimentare una cosa nuova per me così lontana e difficile senza aspettarsi nulla, senza la paura di sbagliare, di cadere mille volte e poi trovarsi così, anche solo per pochi istanti in qualche modo in piedi su una tavola.
(Continua nel primo commento..)