Viaggiatore Lento

Viaggiatore Lento Una pagina per raccontare i miei viaggi in sella a un sogno.... www.viaggiatorelento.com Buone pedalate amici ... rigorosamente lente!!

.... Viaggiatore Lento nasce dal desiderio di condividere la passione della bicicletta declinata in ottica di scoperta. Non più il desiderio dell’impresa sportiva quanto invece la voglia di conoscere e scoprire la nostra Italia. Ne nascono viaggi, uscite di un giorno e qualche consiglio legato alla nostra esperienze. Rivolti a tutti coloro che ne volessero approf***are per ripercorrere le nostre tracce!

Il mio viaggio alla scoperta dell’Italia di Provincia mi ha portato, tante volte, a pedalare sul sedime delle vecchie fe...
08/07/2026

Il mio viaggio alla scoperta dell’Italia di Provincia mi ha portato, tante volte, a pedalare sul sedime delle vecchie ferrovie.

Con il tempo, le vecchie ferrovie in bici sono diventate uno dei fili conduttori del mio modo di viaggiare. Ogni volta che una linea ferroviaria dismessa compare sulla mappa, la curiosità prende il sopravvento: è difficile resistere al richiamo di un percorso che conserva ancora le tracce della sua storia.

Ne ho percorse molte, ma quelle che amo raccontare sono soprattutto le più selvagge. Le vecchie ferrovie sterrate, dove la vegetazione ha riconquistato ponti, caselli e gallerie, e dove pedalare significa entrare in punta di piedi in un paesaggio rimasto ai margini del tempo.

Queste linee raccontano molto più di un’infrastruttura abbandonata. Raccontano un’Italia di provincia che aveva affidato alla ferrovia il sogno di uscire dall’isolamento, di creare collegamenti, opportunità e sviluppo economico.

Non sempre quel sogno si è realizzato. Molte di queste opere, nate con grandi ambizioni, sono state abbandonate nel giro di pochi decenni, travolte dalla diffusione del trasporto su gomma e da una modernità che sembrava aver reso il treno secondario.

Oggi, però, quelle stesse ferrovie tornano a vivere in una forma diversa. Dove un tempo correvano i binari, oggi passano camminatori e ciclisti. Alcune sono diventate splendide ciclovie, i più fighi le chiamano Greenway, altre restano itinerari dimenticati, nascosti tra il bosco e il silenzio, perfetti per chi cerca un’esperienza autentica.

In questo racconto vi porterò alla scoperta delle più belle vecchie ferrovie da percorrere in bici. Evitando gli itinerari più conosciuti, mi dedico soprattutto a quelli meno battuti, dove il fascino dell’esplorazione è ancora intatto e ogni chilometro racconta una storia diversa.

E se ne conosci altre raccontarcelo nei commenti, l’articolo dedicato alle vecchie ferrovie lo trovi nel primo commento

21/06/2026

“Travolta da un’auto..”
come se le auto in autonomia investissero persone, rimanendo ciechi sulle vere responsabilità degli automobilisti.

“Vietiamo le bici sulle strade”
come se fossero i ciclisti il problema e non le vittime di queste continue stragi.

E poi centinaia di commenti da tifoserie ignoranti che si dividono tra automobilisti e ciclisti.

Non si può essere assassinati a 14 anni mentre ci si diverte in bicicletta punto e basta.
Non si può sempre implicitamente incolpare l’utente debole, soprattutto quando si tratta di bambini o poco più!

Fa male tutto questo perché la convivenza stradale tra macchine e bici oggi non è più possibile nè tantomeno tollerata…
Abbiamo spostato la discussione sulla convivenza in scontro frontale e nello scontro ora forse comprenderete chi soccombe…

I ragazzi sono il nostro futuro, il nuovo e la parte bella della vita e noi non ce ne rendiamo più nemmeno conto, continuiamo a scontrarci cinicamente solo per affermare ragioni stupide e i ragazzi muoiono.

Oggi vorrei buttare le mie bici perché sono avvilito e distrutto da queste continue notizie.
Non lo farò solo perché sarebbe una piccola vittoria del grande mondo autocentrico…

Mi spiace Adele, mi spiace Sara, mi spiace Matteo …. Vi chiedo scusa perchè la colpa alla fine è di tutti noi che ormai abbiamo metabolizzato queste stragi come “normalità”

Tra i luoghi del cuore un posto speciale lo merita il Sulcis in Sardegnawww.viaggiatorelento.comTerra di contrasti, di o...
30/04/2026

Tra i luoghi del cuore un posto speciale lo merita il Sulcis in Sardegna
www.viaggiatorelento.com

Terra di contrasti, di orgoglio ferito e di bellezza che toglie il fiato

Il Sulcis è un viaggio nella storia lungo più di 7mila anni, dalle Domis de Janas, all’impotenza degli enormi nuraghe, all’epopea fenica e romana fino alla “recente” epoca mineraria che ha ferito questa terra più di quanto l’ha resa ricca.

Un viaggio mai banale, fuori rotta e scassato lungo antiche ferrovie ormai dimenticate dagli stessi sardi ma che raccontano di ingegneria eroica oggi nascosti da una natura selvaggia.

Un viaggio di emozioni, nell’incontro di amici che da compagni di viaggio ti fanno sentire parte di questo popolo orgoglioso delle proprie ataviche origini.

Una viaggio in una terra profondamente ferita da interessi che non sono dell’isola, di cui i sardi sono rimasti inermi spettatori nel tempo e oggi di nuovo si ripropongono come triste quotidianità.

Il Sulcis si pedala con fatica, va meritato e conquistato ma poi ti entra dentro e il suo profumo è una nostalgia che richiama al ritorno.

Ve lo raccontiamo nel dettaglio su www.viaggiatorelento.com

20/04/2026

Il C***o della Paura, nel Parco Naturale Locale del Monte Baldo, è casa.
E forse è anche qualcosa di più.

Parco Naturale Locale Monte Baldo

Ci sono posti che non devi spiegare ma ti ci devi immergere...Sono casa. Punto.Per me, l’Altipiano di Brentonico e il Mo...
13/04/2026

Ci sono posti che non devi spiegare ma ti ci devi immergere...
Sono casa. Punto.

Per me, l’Altipiano di Brentonico e il Monte Baldo son tutto questo. Sentieri che conosco nel profondo, ma che ogni volta riescono comunque a sorprendermi.

Il C***o della Paura poi… luogo del cuore, dove ricerco e trovo quei silenzi che ritemprano cuore e mente.
Le sue gallerie scavate nella roccia durante la Grande Guerra, e quella vista che si apre maestosa sulla Vallagarina sono immagini di una tale potenza che non riesco mai a considerare scontate.
Da quassù lo sguardo scivola dalle sinuose curve dell’Adige e della Vallagarina verso la Pianura Padana e, nelle giornate più limpide, arriva a lambire gli Appennini emiliani.

Qui non pedalo per “fare un giro”. Pedalo per sentire e rinfrancarmi…

E questa volta avevo voglia di fatica , quella vera, ricercando sentieri poco battuti (e poco adatti alla gravel, diciamolo),
E così è stato: neve ancora presente in quota, deviazioni per frane, tracce che il bosco si è ripreso. E di conseguenza bici in spalla più del previsto, sia in salita quanto in discesa.
Ma ripagato di sensazioni profonde, sincere, che solo certi luoghi sanno darti se li vivi appieno.

Chi di voi conosce il Baldo?
E chi invece lo ha solo sfiorato da lontano e lo vorrebbe conoscere meglio? Raccontatemelo nei commenti

Per chi ama leggere il paesaggio oltre le immagini
www.viaggiatorelento.com

Terra di confine, questo lembo di Carso incastonato tra Trieste e Gorizia.Da sempre, fin dai tempi del Neolitico, con i ...
09/04/2026

Terra di confine, questo lembo di Carso incastonato tra Trieste e Gorizia.

Da sempre, fin dai tempi del Neolitico, con i suoi enormi castellieri: ammassi di pietra, abbozzi di grandi fortezze divenute poi fondamenta di città come Trieste, Udine e Monfalcone.

Luoghi di aspre battaglie durante la Grande Guerra, che disseminò queste terre di centinaia di migliaia di vittime su entrambi i fronti.
Oggi una f***a rete di trincee e bunker, ancora visibili, assurge a memoria e monito di quelle enormi atrocità.

Fu linea di confine durante gli anni della Guerra Fredda, separando non solo due nazioni ma anche due visioni del mondo contrapposte.

Terra difficile, segnata da un’enorme e indistricabile ragnatela di sentieri che corrono sui bordi di immense doline, nel cuore di una terra che racconta storie arcaiche e affascinanti.

Non è luogo per tutti, ma se volessi scoprirlo assieme a noi scrivicelo nei commenti.

Per chi ama leggere il paesaggio oltre le immagini
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14/03/2026
Oggi non mi andava di pedalare.L’umore è cupo in questi giorni di umana stupidità, e sentivo il bisogno di qualcosa che ...
08/03/2026

Oggi non mi andava di pedalare.
L’umore è cupo in questi giorni di umana stupidità, e sentivo il bisogno di qualcosa che rimettesse ordine dentro.

La bellezza, a volte, sa ancora farlo.

L’ho ritrovata silenziosa nelle sale del , perdendomi in un viaggio lungo ventidue secoli.

Ne sono uscito ristorato nell’anima, perché a volte il viaggio non è lungo la strada ma dentro il tempo.

“Questo mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione”
Papa Pio VI

Indirizzo

Brentonico

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