Viaggiatore Lento

Viaggiatore Lento Una pagina per raccontare i miei viaggi in sella a un sogno.... www.viaggiatorelento.com Buone pedalate amici ... rigorosamente lente!!

.... Viaggiatore Lento nasce dal desiderio di condividere la passione della bicicletta declinata in ottica di scoperta. Non più il desiderio dell’impresa sportiva quanto invece la voglia di conoscere e scoprire la nostra Italia. Ne nascono viaggi, uscite di un giorno e qualche consiglio legato alla nostra esperienze. Rivolti a tutti coloro che ne volessero approf***are per ripercorrere le nostre tracce!

Tra i luoghi del cuore un posto speciale lo merita il Sulcis in Sardegnawww.viaggiatorelento.comTerra di contrasti, di o...
30/04/2026

Tra i luoghi del cuore un posto speciale lo merita il Sulcis in Sardegna
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Terra di contrasti, di orgoglio ferito e di bellezza che toglie il fiato

Il Sulcis è un viaggio nella storia lungo più di 7mila anni, dalle Domis de Janas, all’impotenza degli enormi nuraghe, all’epopea fenica e romana fino alla “recente” epoca mineraria che ha ferito questa terra più di quanto l’ha resa ricca.

Un viaggio mai banale, fuori rotta e scassato lungo antiche ferrovie ormai dimenticate dagli stessi sardi ma che raccontano di ingegneria eroica oggi nascosti da una natura selvaggia.

Un viaggio di emozioni, nell’incontro di amici che da compagni di viaggio ti fanno sentire parte di questo popolo orgoglioso delle proprie ataviche origini.

Una viaggio in una terra profondamente ferita da interessi che non sono dell’isola, di cui i sardi sono rimasti inermi spettatori nel tempo e oggi di nuovo si ripropongono come triste quotidianità.

Il Sulcis si pedala con fatica, va meritato e conquistato ma poi ti entra dentro e il suo profumo è una nostalgia che richiama al ritorno.

Ve lo raccontiamo nel dettaglio su www.viaggiatorelento.com

20/04/2026

Il C***o della Paura, nel Parco Naturale Locale del Monte Baldo, è casa.
E forse è anche qualcosa di più.

Parco Naturale Locale Monte Baldo

Ci sono posti che non devi spiegare ma ti ci devi immergere...Sono casa. Punto.Per me, l’Altipiano di Brentonico e il Mo...
13/04/2026

Ci sono posti che non devi spiegare ma ti ci devi immergere...
Sono casa. Punto.

Per me, l’Altipiano di Brentonico e il Monte Baldo son tutto questo. Sentieri che conosco nel profondo, ma che ogni volta riescono comunque a sorprendermi.

Il C***o della Paura poi… luogo del cuore, dove ricerco e trovo quei silenzi che ritemprano cuore e mente.
Le sue gallerie scavate nella roccia durante la Grande Guerra, e quella vista che si apre maestosa sulla Vallagarina sono immagini di una tale potenza che non riesco mai a considerare scontate.
Da quassù lo sguardo scivola dalle sinuose curve dell’Adige e della Vallagarina verso la Pianura Padana e, nelle giornate più limpide, arriva a lambire gli Appennini emiliani.

Qui non pedalo per “fare un giro”. Pedalo per sentire e rinfrancarmi…

E questa volta avevo voglia di fatica , quella vera, ricercando sentieri poco battuti (e poco adatti alla gravel, diciamolo),
E così è stato: neve ancora presente in quota, deviazioni per frane, tracce che il bosco si è ripreso. E di conseguenza bici in spalla più del previsto, sia in salita quanto in discesa.
Ma ripagato di sensazioni profonde, sincere, che solo certi luoghi sanno darti se li vivi appieno.

Chi di voi conosce il Baldo?
E chi invece lo ha solo sfiorato da lontano e lo vorrebbe conoscere meglio? Raccontatemelo nei commenti

Per chi ama leggere il paesaggio oltre le immagini
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Terra di confine, questo lembo di Carso incastonato tra Trieste e Gorizia.Da sempre, fin dai tempi del Neolitico, con i ...
09/04/2026

Terra di confine, questo lembo di Carso incastonato tra Trieste e Gorizia.

Da sempre, fin dai tempi del Neolitico, con i suoi enormi castellieri: ammassi di pietra, abbozzi di grandi fortezze divenute poi fondamenta di città come Trieste, Udine e Monfalcone.

Luoghi di aspre battaglie durante la Grande Guerra, che disseminò queste terre di centinaia di migliaia di vittime su entrambi i fronti.
Oggi una f***a rete di trincee e bunker, ancora visibili, assurge a memoria e monito di quelle enormi atrocità.

Fu linea di confine durante gli anni della Guerra Fredda, separando non solo due nazioni ma anche due visioni del mondo contrapposte.

Terra difficile, segnata da un’enorme e indistricabile ragnatela di sentieri che corrono sui bordi di immense doline, nel cuore di una terra che racconta storie arcaiche e affascinanti.

Non è luogo per tutti, ma se volessi scoprirlo assieme a noi scrivicelo nei commenti.

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14/03/2026
Oggi non mi andava di pedalare.L’umore è cupo in questi giorni di umana stupidità, e sentivo il bisogno di qualcosa che ...
08/03/2026

Oggi non mi andava di pedalare.
L’umore è cupo in questi giorni di umana stupidità, e sentivo il bisogno di qualcosa che rimettesse ordine dentro.

La bellezza, a volte, sa ancora farlo.

L’ho ritrovata silenziosa nelle sale del , perdendomi in un viaggio lungo ventidue secoli.

Ne sono uscito ristorato nell’anima, perché a volte il viaggio non è lungo la strada ma dentro il tempo.

“Questo mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione”
Papa Pio VI

La Lucania non è solo una regione storica del Meridione.È un luogo che suona di antico, di memorie arcaiche. Oggi la chi...
22/02/2026

La Lucania non è solo una regione storica del Meridione.
È un luogo che suona di antico, di memorie arcaiche. Oggi la chiamiamo Basilicata, ma quando inizi a percorrerla scopri che quel toponimo le appartiene ancora.

Sono partito da Matera, come molti. Davanti ai Sassi ho pensato che la bellezza fosse tutta lì, concentrata nella pietra scavata, nella luce che colora le facciate, nel silenzio che sembra custodire secoli di orgogliosi patimenti.

Mi sembrava un compimento. E invece era solo l'nizio. Appena lasciata la città, la Lucania si fa ancora più ruvida.
Attraversando la terra dei calanchi la sensazione è di pedalare su onde d’argilla immobili che raccontano di un tempo primordiale. E la in alto, quasi a sorvegliare quell’orizzonte fragile, si stagliano le rovine Craco. Un paese svuotato, silenzioso ma non muto.

Ad Aliano ho ritrovato le parole di Carlo Levi. Non semplice citazione letteraria, ma una chiave di lettura di questa terra orgogliosa. Qui il paesaggio non è semplice scenario: è condizione dell’anima. È distanza, è appartenenza, è resistenza.

La Lucania è memoria di popoli.
Nelle comunità arbëreshë di San Costantino Albanese e Civita ho scoperto che l’identità non è un museo, ma pratica quotidiana. La lingua albanese e il rito ortodosso: tutto parla di radici antiche che non si sono mai spezzate.
E questa memoria affiora anche tra le rovine della Grumentum romana , nella Valle dell’Agri. Terra degli antichi Lucani, fieri guerrieri, governati ma mai completamente domati dai Romani.
Qui la storia non è stratificazione ordinata: è conflitto, adattamento, orgoglio. È custode di un'antica identità, che riemerge nelle parole degli anziani nelle piazze dei paesi e confligge con una realtà che non ne tiene ancora sufficientemente di conto.

Poi la montagna.
Il Parco Nazionale del Pollino non concede scorciatoie. Si sale con fatica su vie d'argilla perennemente in bilico. Dalle Timpe lo sguardo si apre fino al mare calabro. È una bellezza che non si impone, ma si lascia scoprire a chi accetta la fatica.

Pedalare qui significa accettare l’irregolarità.
Strade dimenticate, crepate, salite improvvise, ponti scassati dalle piene. Non esiste pianura. Ogni borgo si conquista. Ogni panorama si guadagna.

E forse è proprio questo che rende la Lucania follemente affascinante.
Non è una terra che si lascia consumare in uno sguardo.
Non si offre tutta insieme.
La Lucania comincia quando smetti di cercare l’immagine perfetta e inizi a leggere il paesaggio.

Un viaggio diruto e dirupato che si incunea tra le pieghe della Storia. Un viaggio per chi non si accontenta di guardare.

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Basilicata Bike Trail
Ciclovia Parchi Calabria
Catasta
Basilicata Turistica

L’inverno friulano regala sorprese inattese.Lungo le rive del Tagliamento, terra di confini millenari, pedalo sulle stra...
08/02/2026

L’inverno friulano regala sorprese inattese.

Lungo le rive del Tagliamento, terra di confini millenari, pedalo sulle strade che furono di Ottavio Bottecchia.

Tra forti militari ottocenteschi, antichi castelli e tracce nel greto dei fiumi in secca, il paesaggio racconta più di quanto sembri. Qui nulla è decorativo: ogni traccia ha una memoria.

E poi le soste, quelle che scaldano davvero.
San Daniele, sapori friulani autentici, capaci di riscaldare più del sole basso d’inverno.

Così un’uscita di allenamento smette di essere solo chilometri.
Diventa un lungo viaggio nella Storia.

Per chi ama leggere il paesaggio oltre le immagini.
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La Štrika Ferata non è solo un percorso cicloturistico.È una linea di memoria che unisce Rovigno all’entroterra istriano...
25/01/2026

La Štrika Ferata non è solo un percorso cicloturistico.
È una linea di memoria che unisce Rovigno all’entroterra istriano di Canfanaro, seguendo il sedime di un’antica ferrovia.

Inaugurata nel 1897, lunga poco più di venti chilometri, era una vera ferrovia di montagna: curve ampie, trincee scavate nella roccia carsica, massicciate e ponti ferroviari. Un’opera pensata per adattarsi a un territorio difficile, di confine: il Carso istriano.

La sua storia attraversa i cambiamenti del Novecento.
Nasce sotto l’Impero asburgico, diventa italiana dopo il 1918, jugoslava dal 1945. Sopravvive alla guerra, poi viene abbandonata nel 1966. Per decenni resta lì, armata ma silenziosa, finché negli ultimi anni torna a vivere come percorso ciclopedonale.

Oggi si pedala quasi interamente sul vecchio tracciato ferroviario. Si parte dall’ex stazione di Rovigno, attraversando vigneti, uliveti e campagna istriana. Lo sterrato accompagna lo sguardo tra macchia mediterranea e improvvise aperture sull’azzurro intenso del mare.

È un percorso che invita a entrare nell’entroterra, lontano dalle cartoline. Antichissimi borghi di impronta veneziana, chiese paleocristiane, vestigia romane e segni di archeologia rurale raccontano una terra aspra, complessa, ma capace di regalare emozioni profonde a chi accetta di attraversarla con consapevolezza.

Per chi ama leggere il paesaggio oltre le immagini.
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Nel lungo viaggio della Fiamma Olimpica 🔥 verso  le Olimpiadi invernali  avrò l’onore di poterla “accompagnare” proprio ...
22/12/2025

Nel lungo viaggio della Fiamma Olimpica 🔥 verso le Olimpiadi invernali avrò l’onore di poterla “accompagnare” proprio sulle strade della mia Regione….



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