10/08/2026
Domenica sono arrivata seconda.
Prima che qualcuno pensi che sia diventata improvvisamente una campionessa di padel… facciamo subito chiarezza. 😂
Una bella parte di questo secondo posto la devo al mio partner, che ha giocato, combattuto e probabilmente fatto anche qualche straordinario per entrambi. 😅🎾
Io, invece, durante il torneo ho portato a casa un altro premio.
Ho scoperto qualcosa di me.
A un certo punto ho avuto paura di giocare.
Davanti avevo persone più forti e nella mia testa è partita una partita parallela:
“Questi sono forti…”
“Non sbagliare…”
“Oddio, adesso tocca a me.” 😅
Risultato?
Meno coraggio.
Meno combattività.
Più paura di sbagliare.
E qui arriva la parte divertente.
Faccio la coach. 😂
Questi meccanismi li conosco. Lavoro sulla consapevolezza, sulle convinzioni che ci limitano, sulle risorse, sulla centratura…
Tutto chiarissimo.
Finché non sei tu quella con la racchetta in mano. 😂
Perché conoscere un meccanismo e riuscire a gestirlo mentre sei sotto pressione sono due cose molto diverse.
E forse è proprio qui che, per me, inizia davvero il coaching.
Quando, invece di tornare a casa dicendomi:
“Anna, potevi fare meglio…”
posso chiedermi:
“Bene. Che cosa mi sta insegnando questa esperienza?”
E improvvisamente cambia tutto.
Non è più: “Ho avuto paura.”
Diventa:
“Ho scoperto dove posso allenarmi.”
Tecnica? Certamente. 🎾
Testa? Parecchio. 😂
Voglia di rimettermi in gioco? Tantissima.
Perché conoscere le regole è una cosa.
Riuscire a giocare è un'altra.
Sul campo come nella vita.
🥈 Il secondo posto me lo tengo volentieri.
La lezione… pure. 💚