13/07/2024
La densità della miscela respirata in immersione è stato argomento accolto con interesse (in 24 ore una persona su sette delle 5400 raggiunte ha reagito al post pubblicato da Fondazione Mistral). Questo approfondimento è per chi desideri conoscere le nozioni basilari (per gli istruttori è materia conosciuta). Immagina che, in immersione profonda, si debba gestire una emergenza per esempio salvare il compagno in presenza di una forte corrente. La frequenza del respiro aumenterebbe notevolmente. L'Health and Safety Executive (Ente governativo del Regno Unito che emana raccomandazioni per la sicurezza del lavoro subacqueo) raccomanda di pianificare la riserva di gas considerando un volume massimale di 50-75 litri di miscela respirata al minuto (Respiratory Minute Volume, RMV) dal fondo alla fine della prima tappa di decompressione. Altre Associazioni (come la International Maritime Contractors Association, IMCA) suggeriscono un RMV di 40 litri per minuto in condizione di emergenza. Qualsiasi sia il valore RMV, il concetto è che sotto stress la giusta densità del gas facilita la ventilazione, riduce la probabilità di affanno e migliora la sicurezza dell’immersione. Come si calcola la densità della miscela respirata? Ipotizziamo una immersione tecnica a 60 metri di profondità (7 bar) respirando una miscela trimix costituita dal 22% di ossigeno, 38% elio, 40% azoto. Per ciascun gas moltiplichiamo la percentuale per la densità per la pressione assoluta. Quindi per l'ossigeno è 0,22 (percentuale, il valore decimale deriva da 22 diviso 100) per 1,428 (densità ossigeno) per 7 (bar, pressione assoluta a 60 metri) uguale a 2,199 (la densità del 22% di ossigeno respirato a 60 metri). Per l'elio è 0,38 x 0,179 x 7 = 0,476. Per l'azoto è 0,40 x 1,251 x 7 = 3,503. Sommando le tre densità si ottiene una densità totale del gas alla massima profondità operativa (MOD) di 6,178 grammi per litro. I valori raccomandati di densità del gas sono nel range da 5,2 (valore consigliato) a 6,2 grammi/litro (valore massimo, eccezionale). Quindi nell'esempio considerato siamo al limite alto. La miscela dell'esempio non va bene come gas di fondo in una immersione tecnica con circuito aperto. Meglio aumentare la pressione parziale dell’elio per ridurre quella dell’azoto e dell’ossigeno. L’obiettivo è ridurre la densità a 5,2 grammi per litro e la pressione parziale dell’ossigeno a 1,3 bar (da 1,54 bar). Invece la miscela trimix dell'esempio (22/38) è accettabile per il bailout nella immersione con circuito aperto o chiuso. Qui la eventuale respirazione alla massima profondità operativa sarebbe per breve tempo mentre si risale, con ragionevole rapidità. La riduzione della pressione assoluta abbassa la densità e la probabilità di tossicità neurologica da ossigeno. Può la profondità equivalente narcotica in aria (EAD) sostituire il calcolo della densità? No, non può. La formula dell'EAD è:(profondità più 10) per la frazione di azoto diviso 0.79 meno 10. Nel nostro esempio EAD = [(70×0,40)/0,79]-10= 25,4 metri. Il calcolo della EAD induce nella falsa sicurezza che a 60 metri si respira la miscela trimix 22/38 come se fosse aria a 25 metri. Il calcolo della densità invece ci avvisa che, in caso di respiro veloce sul fondo per una emergenza, si è ad alto rischio per affanno e perdita di coscienza. Quindi, nella immersione tecnica la miscela respirata sul fondo e quella del bailout si deve scegliere in base al calcolo della pressione parziale dell’ossigeno e della densità del gas. Segui https://fondazionemistral.com/