Mirarte Bologna

Mirarte Bologna Dall'unione di Didasco Bologna e Gaia Eventi è nata Mirarte! 👀
Raccontiamo la meraviglia🎡

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La nostra passione per l’arte, la storia e la bellezza si è arricchita di strumenti che ci permettono di osservare i più preziosi dettagli, ma anche di portarti lontano. Vi portiamo a spasso per l'Emilia Romagna, e non solo, attraverso le tradizionali visite guidate in presenza, ma anche i tour virtuali online, in streaming o direttamente – dalle esposizioni temporanee, chiese e monumenti, conferenze, lezioni e webinar online.

*** BOLOGNA DA RISCOPRIRE ***SANTA MARGHERITA – Chiesa e monastero scomparsi – Via degli Asini ad est (tratto a fondo ci...
24/06/2026

*** BOLOGNA DA RISCOPRIRE ***
SANTA MARGHERITA – Chiesa e monastero scomparsi – Via degli Asini ad est (tratto a fondo cieco di Via de’ Griffoni), Vicolo Gangaiolo a sud ed ovest (Via de’ Griffoni, ingresso al civico 6 circa), Via Nuova dietro il Monastero di Santa Margherita a nord (Via Santa Margherita)
La prima notizia certa relativa al monastero risale al 1157 quando la vedova Gualdrata donò alle monache benedettine di Santa Margherita tutti i suoi averi, compresi terreni in località di Bagnarola di Budrio.
Nel 1471 la Curia di Bologna accorpa al monastero la chiesa di Sant’Antonio, adiacente al monastero.
Il monastero fu ampliato una prima volta fra il 1593 ed il 1594 ed in seguito ancora nel 1622.
Soppresso l’8 giugno 1798 parte dei fabbricati che erano stati convertiti in depositi militari furono acquistati dal Comune e da privati.
Negli stabili del vecchio monastero oggi ha sede l’Istituto delle Suore Francescane dell’Immacolata Concezione.

*** BOLOGNA DA RISCOPRIRE ***SAN MARCO – Chiesa scomparsa – Piazza di Porta Ravegnana fra Via San Donato (Via Zamboni) e...
24/06/2026

*** BOLOGNA DA RISCOPRIRE ***
SAN MARCO – Chiesa scomparsa – Piazza di Porta Ravegnana fra Via San Donato (Via Zamboni) e Via De’ Giudei
Non si hanno notizie della chiesa fino al XII secolo. Sotto l’egida della famiglia dei Garisendi fino al XV secolo passò poi sotto i Guastavillani.
Restaurata nel XIV secolo fu venduta a privati nel 1797 dopo la soppressione conseguente la leggi napoleoniche.

*** BOLOGNA DA RISCOPRIRE ***Prima della nascita di Via Guglielmo Marconi, giĂ  Via Roma, giĂ  Via Principe Amedeo, nella ...
19/06/2026

*** BOLOGNA DA RISCOPRIRE ***
Prima della nascita di Via Guglielmo Marconi, giĂ  Via Roma, giĂ  Via Principe Amedeo, nella parte nord di Via Riva di Reno, parallela alla Via Azzo Gardino, vi era una piccola strada senza uscita che non godeva di una buona fama chiamata Via Fontanina.

*** BOLOGNA DA RISCOPRIRE ***Il 16 maggio 1901 si aprì a Bologna il V Congresso e Concorso Nazionale e Federale Ginnasti...
19/06/2026

*** BOLOGNA DA RISCOPRIRE ***
Il 16 maggio 1901 si aprì a Bologna il V Congresso e Concorso Nazionale e Federale Ginnastico.
Per l’occasione nella Piazza dell’VIII Agosto 1848 fu realizzato uno stadio di stile greco, lo Stadio Attico, con richiami scenografici all’antichità classica, lungo oltre 100 metri.
Il giorno 19, alle ore 15,15 iniziò all’interno di questa struttura la sfilata degli atleti seguita dagli esercizi ginnici. Si parla di oltre 20.000 spettatori.

*** BOLOGNA DA RISCOPRIRE ***Non parliamo ora di storia, arte o tradizioni, bensì dei sapori di una volta, rimanendo sul...
16/06/2026

*** BOLOGNA DA RISCOPRIRE ***
Non parliamo ora di storia, arte o tradizioni, bensì dei sapori di una volta, rimanendo sul vegetariano.
Anni fa erano molto in voga sapori in buona parte ormai persi, anche se alcuni di loro fanno ancora saltuariamente capolino.
Vediamo di ricordarne alcuni cominciando da quelle gustose caramelle alla liquerizia (a Bologna non si dice liquirizia) che compravamo a tre per due lire, i Burdigoni (Burdigón). Si compravano in latteria e difficilmente si resisteva alla tentazione di masticarli, anziché succhiarli.
Che dire delle Carrube (Fèv marèn), dolci e buone da sgranocchiare, ma prestando molta attenzione a non mordere i semi, durissimi.
Rari dalle nostre parte e piĂą tipici del modenese i Corbezzoli (CurbĂ zzol), che quando sono maturi ti si spappolano fra le dita e tu ti impiastricci.
Coltivate essenzialmente per fare da base alle marmellate, non era raro lasciarsi tentare da una Mela Cotogna (Maila Cdåggna) con quel sapore allappante, che a Bologna si definisce “aligànt”.
Ancora in commercio, rilanciate anche dalle varietà giganti provenienti dall’estero, ma di qualità decisamente inferiore, ecco le Giuggiole (Żîżl). C’è una nota espressione relativa a questo frutto: “Andare in brodo di giuggiole", riferita a chi manifesta grande felicità, derivata dalla bontà di questo prodotto, ricco di zuccheri e vitamina C e quindi dal piacere che ne deriva consumandolo.
La prossima delizia del palato è ben conosciuta da chi ha vissuto o vive in campagna, la Grassa Gallina (Grasa Galéṅna), che è poi la Valerianella selvatica. Un’insalatina di Grassa Gallina raccolta nei campi è un’esperienza da non perdere.
Restando sulle insalate non dimentichiamo gli “Streccapóggn” o “Ciocapiât” che dir si voglia, nomi intraducibili che si riferiscono alla Radicchiella e che molti confondono con il Tarassaco per la forma delle foglie. Un po’ amarognoli, ma decisamente gustosi.
Un frutto che ispira nostalgia è il Lazzarino (Lażarén), Lazzeruolo o Azzeruolo in italiano. Una “melina” semplice, ma deliziosa, ormai pressoché scomparsa.
Molto diffuso, ma altrettanto dimenticato come frutto è il Gelso (Måur), che produce le sue tipiche more. Migliori quelle nere rispetto alle bianche, ma è sempre una questione di gusti.
Si trovano ancora, ma sono in disuso, le Nespole (Nèspel), che ricordiamo vanno tipicamente maturate sotto la paglia, perché altrimenti sono decisamente amare ed allappanti.
Non dimentichiamo le Sorbole (SĂ´rbel) ovvero le Sorbe. Non se ne trovano ormai da alcuna parte.
Altri frutti ormai scomparsi, un po’ aspri ed allappanti, ma che toglievano la sete, erano le Prugnole (Prugnôl). Trovato l’albero, che non è molto grande, consentiva di farne una scorpacciata senza faticare, bastava cogliere e mangiare.
Di Rusticani (Rusticàn), cioè dei frutti del Mirabolano, se ne trovano ancora moltissimi alberi, ma in genere si lasciano cadere i frutti, non essendo più di moda.
Abbiamo cominciato questo elenco con la liquerizia, lo terminiamo con i Sugabachetti (Sugabachétt), i pezzetti di radice di Liquerizia che si masticavano e succhiavano per ore.

16/06/2026

“Frida Kahlo. Lo sguardo come identità” è una mostra su come Frida si è mostrata al mondo.

Un percorso sorprendente che raccoglie oltre 70 fotografie originali realizzate da alcuni dei più grandi nomi del Novecento — da Edward Weston a Gisèle Freund, da Nickolas Muray a Graciela Iturbide — fino agli scatti più intimi legati alla sua vita privata e alla Casa Azul.

Una donna che ha costruito consapevolmente la propria immagine, attraverso autoritratti, abiti tradizionali, scelte estetiche e una presenza costante davanti all’obiettivo. Tanto da diventare una delle figure più fotografate del suo tempo.

Ma allora la domanda è inevitabile: Frida è stata rappresentata o ha imparato a rappresentarsi da sola?

La mostra ci porta dentro questa ambiguità affascinante, dove fotografia, identità e mito si intrecciano fino a confondersi. Un viaggio nello sguardo di chi la osserva e nello sguardo di Frida su di sé.

Vieni con noi?
📍Palazzo Pepoli, Bologna
🗓️26 giugno ore 19.30
🗓️27 giugno ore 19.00

Prenotazioni sul nostro sito: www.mirartecoop.it

*** BOLOGNA DA RISCOPRIRE ***Tutti i bolognesi hanno sentito parlare, piĂą o meno, di Giovanni Gozzadini, ma difficilment...
16/06/2026

*** BOLOGNA DA RISCOPRIRE ***
Tutti i bolognesi hanno sentito parlare, piĂą o meno, di Giovanni Gozzadini, ma difficilmente si parla di sua moglie Maria Teresa Serego Alighieri detta Nina. Essa nacque l'8 dicembre 1812 dal conte Federico e dalla contessa Anna da Schio di Vicenza. Istruita dai poeti e letterati della cerchia materna riuniva un salotto letterario liberale frequentato fra gli altri da Ippolito Pindemonte.
Il 26 aprile 1841 sposò il cugino Giovanni Gozzadini e si trasferì con lui a Bologna. Malata di nostalgia scrisse in una lettera: “Non posso dirvi quanto ho bisogno di stare con voi altri, di non vedere più musi nuovi, di parlare veronese, di vedere la nostra casa, i nostri colli, l’Adige e tutto ciò che una volta avrei creduto mi fosse indifferente. Non ne posso più, più, più.”
Dopo alcuni mesi però incominciò a trovarsi a suo agio intrattenendo rapporti con le giovani aristocratiche come la Martinetti e la Pepoli Sampieri, famose per le loro qualità, ma chiacchierate per i costumi.
Nel settembre 1848 il Gozzadini acquistò il fabbricato del soppresso eremo di Ronzano per trasformarlo in residenza per la moglie, che lo preferiva alla città. La villa ospitava un cenacolo culturale che radunava attorno alla padrona di casa le migliori intelligenze del tempo (tra cui Aleardo Aleardi e Giosuè Carducci, Marco Minghetti ed Alberto Mario, nonché Giovanni Capellini).
Di orientamento liberale come il marito, fu fortemente contraria all'occupazione austriaca di tanti territori del Nord italiano, tanto che fu per sua veemente richiesta che, in occasione delle luminarie con cui il 10 settembre 1851 si celebrò il ritorno degli Austriaci a Bologna, la villa di Ronzano rimase l'unica residenza patrizia sui colli ostentatamente buia.
Grande influenza ebbe sul percorso culturale e politico del marito, che aiutò a elaborare i suoi numerosi studi. Abile ed elegante disegnatrice, rilevò tombe e corredi ritrovati nei poderi di Villanova; improvvisatasi restauratrice, provvide a ripulire e restaurare i reperti archeologici frammentari.
Morì il 24 settembre 1881, alla vigilia dell'inaugurazione del Museo Civico Archeologico, per la quale il marito doveva tenere l'orazione inaugurale.

*** BOLOGNA DA RISCOPRIRE ***SAN MAMANTE – Chiesa scomparsa – Via San Mamolo (Via Massimo D’Azeglio 60)Anche detta di Sa...
12/06/2026

*** BOLOGNA DA RISCOPRIRE ***
SAN MAMANTE – Chiesa scomparsa – Via San Mamolo (Via Massimo D’Azeglio 60)
Anche detta di San Mamma e poi di San Mamolo diede nome alla via.
Esistente dal XIII secolo era gestita dai monaci benedettini.
Fu restaurata nell’anno 1636, ma successivamente totalmente ricostruita nell’anno 1787.
Nel 1808 fu venduta a privati.

*** BOLOGNA DA RISCOPRIRE ***SANTA MARIA DELL’ISPIRAZIONE – Chiesa scomparsa – A ridosso delle mura lato sud di Porta Sa...
12/06/2026

*** BOLOGNA DA RISCOPRIRE ***
SANTA MARIA DELL’ISPIRAZIONE – Chiesa scomparsa – A ridosso delle mura lato sud di Porta Saragozza
Costruita nel 1705 a cura della Congregazione dei Sabatini. Questi erano devoti alla Beata Vergine di San Luca e si recavano al santuario in pellegrinaggio tutti i sabati, da cui il nome.
Fu abbattuta nel 1893.

C’è un luogo, alle porte di Bologna, dove ingegno umano, natura e storia si incontrano da oltre sette secoli.La Chiusa d...
11/06/2026

C’è un luogo, alle porte di Bologna, dove ingegno umano, natura e storia si incontrano da oltre sette secoli.

La Chiusa di Casalecchio è una straordinaria opera idraulica medievale: il punto da cui ha preso forma una parte fondamentale della storia economica e urbana di Bologna.

Grazie alle sue acque, convogliate nel Canale di Reno fin dal XIV secolo, la cittĂ  ha potuto sviluppare attivitĂ  produttive, difendersi dalle piene e costruire la propria fortuna.

Oggi questo capolavoro dell’ingegneria medievale è considerato uno dei più importanti siti europei di archeologia delle acque e nel 2010 ha ricevuto il riconoscimento UNESCO come Patrimonio messaggero di una cultura di pace a favore dei giovani.

La nostra visita sarà un’occasione speciale per accedere a un luogo normalmente non aperto al pubblico, percorrendo l’antico camminamento sospeso tra il fiume Reno e il canale, immersi nello splendido paesaggio del Parco della Chiusa.

Non puoi perdere questa occasione!
📌 Mercoledì 17/06 | ore 20.30
📌 Mercoledì 15/07 | ore 20.30

➡️ Prenotazioni sul nostro sito: www.mirartecoop.it

Indirizzo

Via San Vitale 3
Bologna
40125

Orario di apertura

Lunedì 10:00 - 20:00
Martedì 10:00 - 13:00

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