16/06/2026
Le bip pagelle: il battito della Fortitudo
Sabato si è tenuta la partita tra la squadra della Fortitudo Bologna White Sox contro la Unime Messina, match di baseball per ciechi che ha visto prevalere i felsinei per il risultato di 13-2 al settimo inning per manifesta superiorità. Una partita dominata sul campo, ma soprattutto ricca di storie incredibili, colpi proibiti e momenti degni di nota.
Ecco le pagelle ufficiali (e ironiche) della giornata:
FATTY – (L'Umarell dalle 9 assistenze)
La versione ufficiale parla di un problema alla mano, ma noi sappiamo che il vero dramma è stato un altro: il sabato mattina i cantieri della zona erano sfortunatamente chiusi. Rimasto senza le sue amate transenne da contemplare, ha deciso di saltare i turni in battuta e dedicarsi solo alla difesa. Di solito siamo abituati a vederlo "ba***re il ferro finché è caldo", nel senso che zappa furiosamente la terra girando la mazza all'ingiù... ma a questo giro, niente, la terra è rimasta intatta e non ha battuto un colpo. In compenso, ha riversato tutta la sua frustrazione sfornando la bellezza di nove assistenze difensive. Chi ha bisogno della mazza quando si costruisce un muro del genere?
PAOLO CARRIERI – (Il demolitore distratto)
Non c'è partita senza una "Carrierata". Dopo la scorsa prestazione, c'era un Buga incavolato nero con lui perché lo aveva fatto arrivare out a casa base. Paolo è riuscito a calmare le acque? Macché, questa volta decide di passare direttamente al corpo a corpo pesante e stende il povero Driss con una ginocchiata volante degna del miglior wrestling. In attacco è una macchina (4 su 7), ma il problema sorge quando deve correre: invece di andare dritto verso la base, a un certo punto sterza di colpo come un cavallo imbizzarrito e decide di andare storto, probabilmente solo per farci un dispetto. Meno male che Giorgio la buttava fuori, rendendo le sue traiettorie geometricamente folli del tutto ininfluenti per il tabellino.
GIORGIO NAPOLI – (Il Presidente permaloso ma letale)
Il nostro giocatore e Presidente da Paestum si presenta al riscaldamento con la luna decisamente storta: bisticcia con chiunque, risponde a tono e mostra una permalosità degna di una diva di Hollywood. Ma c'è un metodo in questa follia: la rabbia agonistica accumulata si trasforma in energia cinetica pura. Risultato? Tre fuoricampo decisivi che spaccano la partita. Se per farlo giocare così bisogna farlo arrabbiare, da oggi il riscaldamento prevede insulti liberi al Presidente.
DRISS SAHLI – (L'astronauta confuso)
La sfortuna lo vede benissimo anche bendato. Entra in campo e, al primo tuffo sulla prima pallina, riceve in pieno cranio la famigerata ginocchiata di Carrieri. Da quel momento la sua partita diventa un trip psichedelico: nonostante il trauma cranico porta a casa due assistenze e un 2 su 4 in battuta. Ma il sole cocente e la botta in testa fanno cilecca sul finale. Batte la palla, corre verso la prima base e, non appena sente l'arbitro urlare "OUT" a casa base per un altro giocatore, Driss si inchioda lì, in mezzo al nulla, convinto che ce l'avessero con lui. È rimasto immobile a fare i calcoli mentali come il meme della signora confusa, chiedendosi se fosse ancora sulla Terra o direttamente su Marte.
BUGA – (Il taglialegna insoddisfatto)
Chiude con un 2 su 6, ma passa tutto il tempo a litigare furiosamente con la pallina nel tentativo di mandarla oltre il cordino del fuoricampo. Ci va vicino, fallendo l'appuntamento con la gloria per soli 30 centimetri. Vista la sua stazza e la massa muscolare da culturista, la squadra ha ufficialmente gettato la spugna: la prossima volta gli daremo direttamente un tronco di pino silvestre secolare. Le mazze da baseball standard chiaramente non riescono a contenere la sua brutale potenza.
YEMANE – (Il filosofo del diamante)
Mentre i compagni sputano sangue nel riscaldamento, lui è lì che redige trattati sociologici sulla classe politica italiana. Confeziona un ottimo 3 su 4 in battuta tra una riflessione e l'altra sul declino dei contenuti culturali e civili dei nostri leader. Ci ha tenuto particolarmente a condannare quei personaggi pubblici che cercano disperatamente il protagonismo attraverso affermazioni roboanti, aggressive e del tutto prive di fondamento logico. Ha praticamente demolito l'intera dialettica populista moderna tra un singolo e un doppio.
PIERGIUSEPPE LEONARDO – (Vittima del sabotaggio gastronomico)
Provato da un caldo sahariano e tradito dal pranzo. Ha voluto consumare il pasto al bar vicino al campo, ma il sospetto è forte: è stato chiaramente vittima di un panino-killer, segretamente farcito dagli avversari di Messina per stordirlo con la digestione. Nonostante i livelli di sonnolenza da letargo e le temperature di fuoco, riesce comunque ad arrivare salvo una volta su tre turni di battuta. La classe non si discute, ma per i prossimi giorni il menù prevede rigorosamente riso in bianco e aria condizionata.
PASQUALE DI FLAVIANO – (L'orologio svizzero)
Su due turni infila la sua valida di sicurezza. Il nostro Capitano non fa notizia perché la sua costanza sta diventando quasi noiosa: è una certezza matematica, una sentenza. Sta portando avanti una stagione da incorniciare e appendere in salotto.
LOUIS – (Lo stratega del suspense)
Alla sua seconda partita, arriva finalmente la tanto attesa valida e la conquista della seconda base da salvo, scatenando il delirio tra la squadra e i parenti in tribuna. Però, come da tradizione, Louis decide di non svelare subito tutte le sue carte: l'arrivo a casa base è rimandato alla prossima puntata. Questa volta ha preferito correre storto apposta per non farci vedere tutto il suo repertorio in una volta sola. Ci sa fare con il marketing.
MIMMO – (Il mago del gu**to)
Debutto assoluto come seconda vedente al gu**tone. Sopravvivere al pre-partita è stato un miracolo: allenatori, arbitri e giocatori lo hanno bombardato di 1.000 raccomandazioni diverse, mandandolo in totale confusione. La vera sofferenza però è stata la nostra: ogni volta che noi in difesa intercettavamo la pallina e gliela lanciavamo per fare l'eliminazione, tutta la squadra tratteneva il respiro per interminabili secondi, congelata in un'apnea collettiva nell'attesa di capire se avesse afferrato quella palla da baseball spedita verso di lui. Poi, al grido di "OUT", potevamo finalmente ricominciare a respirare e a far circolare l'ossigeno. Dai racconti dei testimoni giurano che ogni volta che prendeva la palla, girasse subito il gu**to sottosopra per sincerarsi che fosse davvero lì dentro e che la fortuna non gli stesse giocando un brutto scherzo. Chapeau, miracoloso!