11/08/2025
Spesso, quando da ragazzini ci si affaccia al mondo delle Arti Marziali, si ha un'idea molto romanzata e romantica della figura del "Maestro"; io di certo ce l'avevo, cresciuto com'ero a film d'azione e cartoni giapponesi. Poi peró, quando si pratica per un pó di tempo, si realizza che Pai Mei, il Maestro Splinter e Yoda sono personaggi di fantasia, e gli insegnanti che incontriamo nella nostra vita sono comunissimi esseri umani - e come tali hanno i loro difetti, i loro limiti, le loro idiosincrasie...
Mi ci sono voluti ancora molti anni per capire quanto questo fatto, una volta superata la disillusione infantile di chi vorrebbe essere il nuovo Kenshiro, li renda ancora piú degni del nostro rispetto e della nostra ammirazione: l'umiltà, la pazienza, la disponibilità e l'incredibile perizia tecnica di un Maestro sono infatti ancora più sorprendenti quando si considera che non sono esseri sovraumani, ma persone come noi - persone con i fatti loro, con un secondo lavoro, con i loro problemi, le loro difficoltà e le loro passioni al di fuori del Dojo o dell'Accademia.
Nella mia carriera marziale ho avuto tanti insegnanti, tanti coach e tanti Maestri - ma sono tremendamente fiero di poter chiamare "il MIO Maestro", perchè incarna tutte le qualità straordinarie ma perfettamente umane che un Maestro di Arti Marziali può e deve avere.
[Vi avevo promesso un post sdolcinato, ed eccolo qui]
💜🥋👊🏻