10/06/2018
A TUTTI GLI ISCRITTI ENJOY SOCCER ACADEMY...GRAZIE!!!!
Proviamo per qualche secondo ad immaginarci l’azione calcistica piu’ bella che abbiamo mai visto.proviamo ad immaginarcela chiudendo gli occhi.
Inizio io…sole ma non caldo, stadio pieno…tantissima gente sugli spalti…colori e suoni a contorno di quel rettangolo di gioco verde in erba naturale perche’ quel profumo mi fa tornare bambino… con delle linee in mezzo bianche e due porte grandi, alle volte troppo grandi a delimitarne il fondo che seganano l’obiettivo da raggiungere a tutti i costi perche’ bisogna far goal…le regole sono queste.
Poi magari due panchine per gli allenatori, dove sedersi ogni tanto, ma se non ci sono poco importa.
Ma intanto l’azione e’ gia’ partita. Manca davvero poco alla fine ed il risultato non si schioda. Il nostro portiere ha velocemente rimesso in gioco la palla…il nostro terzino (per dirlo alla vecchia maniera) si e’ abilmente allargato per guadagnare campo ed evere maggiore spazio da giocare. Controlla…avanza…fino al punto in cui un avversario “cattivo” lo attacca spavaldo. Ma il nostro terzino non si scompone, orienta la postura, allarga il piede e serve il nostro esterno e fa girare cosi’ a vuoto quell’attaccante cattivo.
L’esterno aveva chiamato la palla, la voleva. In fondo aveva fatto il movimento giusto, nei modi e nei tempi. Insomma non poteva non essere servito. E cosi’ e’ stato. Ma il nostro caro esterno non vive di sogni tranquilli. Gli avverari sono li pronti ad approfittare di un tuo errore, un controllo sbagliato, un momento di esitazione. Ma tu, caro nostro esterno, hai imparato che la palla va accarezzata, la tocchi di interno, di esterno e persino di suola…la tieni cosi’ bene tra i piedi che quella palla non sembra essere estranea al tuo corpo.
Decide di “farla girare” ci sono troppi avversari concentrati in quella zona. Ed allora palla al centrale di centrocampo, lui e’ la mente…detta i tempi. Bisogna essere veloci se vogliamo sorprenderli. Bisogna sapere prima cosa fare dopo. Ed allora palla veloce da destra a sinistra….abbiamo guadagnato campo ma non ancora tanto da riuscire a guardare la porta e fare goal.
Ora a sinistra pero’ c’e spazio, ce lo siamo guadagnati perche’ siamo stati veloci e precisi, bisogna avanzare decisi. Tutti in campo dobbiamo essere convinta che ogni momento puo’ essere buono per fare goal. Bisogna iniziare a muoversi non soltanto per se stessi, ma anche per liberare spazio ai compagni.
La tensione sugli spalti sale, le urla iniziano a farsi sentire ancora piu’ forte. Ci si sente avvolti da un calore nuovo.
Si punta l’avversario. E’ arrivato il momento di sfidarlo, ed allora finta, ancora finta sino a sbilanciarlo. Il piu’ e’ fatto… vai dall’altra parte cambi passo…ed in meno di un secondo lo hai alle spalle.
Ora si che la porta la si vede…ora si che la squadra vuole e crede che il goal sia proprio li. L’avversario tanto temuto ora e’ piccolo piccolo…non puo’ far nulla contro questa forza di gruppo. I movimenti sono stati perfetti, la tecnica pulita, la convinzione c’e’ tutta. Ci abbiamo messo concentrazione e fantasia.
Arriva l’intuzione dell’attaccante, quel movimento che nessuno si aspetta. E noi che siamo squadra lo abbiamo visto, lo abbiamo servito sulla corsa…. Il controllo e’ orientato verso la porta…ora la porta e’ li a 3 metri non di piu’…c’e’ solo il portiere…ma non fa paura.
In tribuna tutti in piedi…c’e’ chi urla gia’ goallll…in quel decimo di secondo tutti i compagni di squadra rivedono quell’azione vista 1000 volte in allenamento e 999 volte finite tutte nella stessa maniera.
Ci siamo…il nostro attacante carica per tirare….la partita e’ agli sgoggioli e non si e’ sbloccata. Quella palla pesa tanto….e li calcia…..eh…..ci siamo….scusate….mettiamo un secondo in pausa….l’azione si ferma proprio qui.
Potete aprire gli occhi….semmai gli aveste chiusi, vedremo dopo se siamo riuscit a far goal oppure no.
Questa azione, la piu’ bella che io possa immaginare, la più bella che possiate immaginare e’ il riassunto perfetto del mio anno di Enjoy Soccer Academy.
Dietro ad ogni passo di questa azione c’e’ uno sforzo ed un impegno infinito per poter essere “perfetta” o provare ad esserlo. Il risultato di quel controllo, di quel passaggio, di quella finta di quel movimento per smarcarsi….nasce da errori, da prove, da tentativi….da sacrifici, da imprevisti ed ogni volta la volta successiva doveva essere migliore.
Ogni avversario non e’ stato mai aggirato ma e’ stato rispettato, affrontato e molto spesso battuto, non con le parole…ma con una finta…con un passaggio ma piu’ semplicemente con una capacita’ che loro pur impegnandosi non avranno mai.
Il campo….infinitamante grande per noi di Enjoy…piccoli piccoli, e’ stato occupato alla grande. Tanto bene da far essere piccoli quelli che si sono ritenuti sempre grandi.
Durante la nostra partita abbiamo fatto azioni fantastiche!!
Dai camp, alle intervista, dalle presenze televisive, al torneo di montecatini, dalla partita al Palazzo o alle sfide alle pro, dai 1000 video alla nostra cena di natale con giochi e cori.
Ed ancora l’ennesima Enjoy Baby Cup, il boowling, gli striscioni, le feste.
Siamo sempre stati originali…sempre stati avanti…sempre stati coerenti con i nostri principi e le nostre idee. Sempre unici con un marchio chiaro a tutti.
Poi ci sono state le azioni da Pallone d’oro. Quelle che non si dimenticheranno mai.
La prima partita di Enjoy….la prima convocazione in federazione, le prime telefonate con “tanti complimenti Alessandro per quello che hai realizzato”, gli estimatori tra i professionisti… la sfida al Milan…il primo Torneo Internazionale...mamma mia….il premio al tifo ad un torneo internazionale…e quel coro “oh mamma mamma mamma” urlato a tutti durante la premiazione ed applaudito da tutti. Ma anche la prima partita ad 11, la crescita di un gruppo in termini numerici ed in termini qualitativi. Genitori e bambini che “sai noi vorremmo ve**re da voi”, alberghi ed organizzatori di tornei che ti scrivono per farti i complimenti per il gioco, per l’educazione, per la sportivita’ tanto da rinnovare gli inviti per le prossime edizioni.
Questa e’ stata magia…per uno come me…e’ stata davvero magia.
Il tanto preso in giro “se puoi sognarlo puoi farlo” si e’ realizzato…siamo vivi piu’ che mai.
Ma non voglio essere autocelebrativo….quindi se mi permettete…rivolgerei ora la mia attenzione prima ai bambini che sono i veri protagonisti di questo sogno, e poi a voi genitori.
Ma ancora prima ha chi ha vissuto con me questo mio sogno. I collaboratori, Allegra e Luca. Ma anche tutti quelli che pur non "potendo" mi sono stati di grande aiuto. Anzi sono stati fondamentali, sono stati sostegno e "sfogo" ma sopratutto forza...ed orgoglio.
I bambini dicevo…anzi scusatemi…alcuni di loro ragazzi ormai…sono stati fantastici. Dai 2011 ai 2006. Abbiamo costruito 3 squadre. Una più bella dell'altra. La loro partita l’hanno vinta. Alleno da 17 anni…mediamente ho avuto gruppi formati da 20/25 bambini ad anno…da circa 12 rivesto ruoli di responsabilita’ quindi facendo un rapido conto….mi sono rapportato (per star bassi) con circa 2500 ragazzi di eta’ compresa tra gli 8 ed i 14 anni. Questo gruppo di scuola calcio ha una caratteristica non facile da trovare…ma e’ infinitamente preziosa. Questo gruppo ha cuore. Questo gruppo parla con il cuore. Non e’ malizioso, non e’ furbo, non ha presuntuosi, non ha egoismi. Certo ha personalita’ diverse, manifestazioni diverse di affetto, gioia, attenzione, bisogni….ma ha cuore. Corre in campo come nella vita. Ha voglia di migliorare. Ha voglia di ascoltare. Ha voglia di tirar fuori tutto quello che ha.
Una delle cose piu’ belle che vivo con loro e’ rappresentata dai momenti in cui la situazione da affrontare sembra impossibile. Le loro paure condivise, i loro sguardi…ed io con loro a cercare nei gesti e nelle parole la porta giusta per renderli piu’ forti. Ogni volta….ed in ogni situazione…sono sempre stati capaci di buttare giu’ quella porta e sorprendere loro stessi ma anche me.
Il rispetto delle regole e la loro passione hanno facilitato una crescita indiscutibile. Attenzione…non parlo solo di calcio.
Hanno capito che non c’e’ ostacolo che non possa essere superato, hanno capito che esternare le proprie debolezze rende piu’ forti. Hanno capito che la parola “insieme” non e’ mai limitante. Hanno capito che per ricevere e’ necessario anche dare.
….sono stati spesso e volentieri il mio rifugio. La mia isola felice. Dico grazie a tutti voi…ed ho come la sensazione di avervi dato meno di quanto voi avete dato a me…Enjoy siete voi…ne siete la rappresentazione piu’ bella.
Non per fare il professore…vi prego di perdonarmi…due parole anche per voi genitori. Il grazie per la fiducia in me.. E per cio’ in cui credo ve lo ho esternato in piu’ di una occasione ma ogni occasione e’ buona per dirvelo ancora. Enjoy siete anche voi….e lo sarete sempre…lo saremo sempre perche’ enjoy non terminera’ mai il suo viaggio. Non sono stato perfetto…vi chiedo scusa. Mi sono impegnato per non far mancare nulla ai vostri figli alle volte forse non ci sono riuscito…ma mi sono impegnato. Ho un grande senso di protezione e responabilita’ nei vostri confronti…ed ora vi posso anche dire che alcune mie scelte, lo dico sottovoce cosi’ non sentono in tanti, sono state motivate e rafforzate da questo senso di responsabilita’. Ma di questo sia chiaro ne vado orgoglioso.
Tante cose non le avete viste e tante altre non le avete sentite, ed e’ giusto che non le abbiate viste e sentiti ma l’impegno e l’amore non e’ mai mancato.
Siete fantastici…fate dei sacrifici enormi per seguire i vostri figli…condividete la loro passione e la sostenete. Gioite per le vittorie e rincuorate le loro sconfitte.
Ho letto recentemente uno studio sul tempo dedicato tra genitore e figlio nella fascia di eta’ scolare. Dai 6 ai 13 anni. Ovviamente fa riferimento ad una famiglia media…beh…3 ore. 3 ore al giorno compreso di tutto. Fanno 45 giorni all’anno che moltiplicati per 7 anni sino ad arrivare a 13 anni…fanno 319 giorni. Neanche un anno intero dedicato ai nostri figli. Non sta a me giudicare. La vita ci porta a situazioni imposte alcune volte. Ma forse si puo’ fare qualcosa di meglio.
Non smettete mai di parlare con i vostri figli…in questa eta’ ne hanno tanto bisogno. Parlate con loro ma soprattutto ascoltateli. E sappiate ascoltare i loro silenzi quanto i loro gesti.
Una partita ad esempio…e’ una grandissima espressione della personalita’ dei vostri figli. Come reagisce ad un errore, come reagisce ad un fallo subito o ad un torto, quanta voce tira fuori durante la partita, quante scelte coraggiose decide di fare, quante volte va a contrasto con l’avversario grosso, il modo di esultare, la partecipazione o meno ad un successo del gruppo. Tutto questo rappresenta una grossa fetta del carattere magari ancora inespresso dei nostri ragazzi.
Loro vi cercano…sempre….in campo e fuori. Non vogliono abbracciare il cellulare a fine partita, non vogliono giocare alla play dopo aver alzato una coppa. Non vogliono sentirsi dire chi e’ stato il piu’ bravo o il meno bravo…vogliono solo condividere con voi. Vogliono essere guardati…ed applauditi…sempre e comunque. Ci sara’ chi il giorno dopo dira’ dove e come si poteva far meglio…ma loro da voi vogliono solo sostegno.
Tutto il percorso fatto e’ stato fatto anche grazie a voi…siatene felici.
Grazie mille di cuore…
Ah dimenticavo…volete ancora sapere se quella fantastica azione…stoppata al momento del tiro alla fine si e’ conclusa con un goal ed una vittoria?
Non lo so…decidete voi…che sia entrata dentro oppure no, preso il palo…o parato dal portiere. Per me averla vissuta vale 10 goal… averla potuta vedere dal vivo mi ha reso fiero.
Devo per forza scegliere? Ok…allora si…quel tiro sospeso e’ finito sotto l’incrocio. Un gran bel goal…1-0…ma finito di esultare tutti insieme…palla al centro pronti a fare una azione ancora piu’ bella ed emozionante…perche’ se vuoi ottenere qualcosa di piu’, qualcosa in cui credi ma sembra impossibile, qualcosa che fa parte di te e che vuoi fortemente, se vuoi essere migliore ogni giorno rispetto a te e non agli altri, se non vuoi accontentarti del semplice. Devi solo fare una cosa facile. Continuare a correre ed andartelo a prendere. Nessuno mai riuscira’ a fermarti.
Grazie.
Alessandro